BAIL-IN: NUOVA ARMA DI DISTRUZIONE SOCIALE


BAIL-IN : NUOVA ARMA DI DISTRUZIONE SOCIALE



C’era una volta lo spread ……

Per anni, gli anni più pesanti della crisi economica, la gente quotidianamente si chiedeva “Come andrà oggi?”; è stato l’angosciante interrogativo di ogni mattina ancora prima di chiedersi come era il tempo fuori di casa. Tutti i giorni i mass-media ci martellavano sul differenziale tra i titoli pubblici italiani e quelli tedeschi.

Con lo spread si sono messi in scacco gli Stati (soprattutto Italia e Grecia), grazie allo spread si sono rovesciati governi e imposte politiche economiche lacrime e sangue dai tecnocrati della Troika.

Poi il silenzio, lo spread è passato di moda, ora siamo un “Paese che cammina” come vuole farci credere la politica autocratica del premier Renzi che ora governa (incostituzionalmente, poiché non eletto da nessuno) in Italia.

Ma non per questo il sistema ha ucciso il suo baco, non per questo siamo tornati liberi. Grava ora sui cittadini italiani un nuovo e più sottile spread: il bail-in . Ovvero il principio, varato dalla BCE e approvato da tutti i 28 Stati membri dell’Unione Europea, in base al quale se una banca fallisce le conseguenze ricadono esclusivamente sugli azionisti, sugli obbligazionisti e sui correntisti con più di 100 mila euro sul conto.

Come a dire: vado a giocare al casinò, ma se i conti di quel casinò non sono a posto rischio di perdere tutto anche se vinco!

Banca dell’Etruria, CariChieti, CariFerrara, Banca Marche sono solo le prime a saltare per aria; vero che sono piccole banche, ma parliamo comunque di centinaia di migliaia di persone, cittadini, lavoratori che hanno perso tutti i risparmi di una vita di lavoro. Ci sarebbe da appellarsi alla Costituzione che all’art.47 dice che “la Repubblica tutela il risparmio in tutte le sue forme”. Ma quell’articolo è ormai carta straccia, vanificato dalla riforma del Titolo V approvata dal centrosinistra con un pugno di voti nel 2001 a fine legislatura. All’art. 117 si legge infatti che lo Stato italiano “esercita la potestà legislativa nel rispetto della Costituzione nonché dei vincoli comunitari”.

Gli accordi europei contano perciò quanto la Carta fondamentale.

Il bail-in è stato approvato dal parlamento italiano praticamente all’unanimità. Nessuna obiezione di merito, nessuna richiesta di norme transitorie. Un caso di incoscienza collettiva avvolta da un velo di intollerabile ignoranza?



I risparmi degli italiani, mobiliari e immobiliari, già stimati in 8.000 miliardi, da tempo attraggono l’interesse di finanzieri e politici, che già ne hanno preso una  discreta parte tra truffe bancarie ed estorsioni tributarie, come ben sanno soprattutto i molti



imprenditori che devono chiedere prestiti per pagare le tasse su redditi non realizzati.



Le garanzie immobiliari acquisite dalle banche a collaterale dei crediti erogati si sono fortemente svalutate e sono divenute pressoché invendibili, fonte più di spese che di recuperi, a causa della quasi morte del settore immobiliare fortemente voluta con la politica fiscale dal governo Monti, sicché le banche, pur avendo sulla carta la possibilità di recuperare i loro crediti vendendo gli immobili ipotecati a copertura, in realtà incasserebbero troppo tardi perché il realizzo possa aiutare a superare la crisi odierna.

Il sistema bancario italiano non crolla solo perché continua:

– ad avere la possibilità di realizzare profitti illeciti, ossia solo perché le varie autorità competenti non gli impediscono di continuare;

-ad applicare commissioni illegittime, interessi usurari, anatocismo;

-nonché a collocare titoli-spazzatura o sopravvalutati;

- a non dichiarare in bilancio tutte le perdite sui crediti.



Tutte queste cose, al contrario, le sa la Banca Centrale Europea, che a giorni manderà i suoi ispettori nelle banche italiane, e si sa già che cosa quindi questi signori troveranno. Ecco il perché delle turbo-vendite massicce anche allo scoperto dei titoli delle banche italiane. Si sa che l’ispezione, se non solo minacciata ma anche rigidamente eseguita (e qui c’è spazio per mediazione politica e il buon senso, ovviamente) potrà portare a un disastro di tutto il sistema bancario e a conseguenze radicali per l’intero Paese. Più dell’arrivo  della Troika, di nuove tasse di emergenza per finanziare la bad bank, di un bail in generalizzato, di una legge che ipotechi forzatamente i beni immobili degli italiani a garanzia di qualche prestito di salvataggio  da parte del FMI.



La BCE è partecipata, tramite interposte banche centrali nazionali, da fondi e trust stranieri, che detengono la maggioranza azionaria delle stesse banche centrali nazionali. 



La manovra del c.d. bail-in è ora quindi finalmente chiara: è stato pianificata da diversi mesi per far pagare le perdite delle nostre banche  soltanto ai piccoli azionisti, essendo i grandi azionisti (fondi e trust stranieri) già usciti dal capitale delle nostre banche venerdi 15/1/2016. 

Fondi e trust stranieri erano perfettamente consapevoli che gli immobili che erano stati posti in garanzia per concedere i prestiti hanno in gran parte un valore di mercato irrisorio (milioni di euro di prestito garantiti da un orto di 20 mq o da un campo di margherite) in quanto i prestiti politici creati con un click elettronico li hanno concessi proprio loro fondi e trust stranieri,  attraverso le banche che partecipano, a politici ,



amici di politici e compagnia bella , per gestire il consenso dei governanti al servizio di loro stessi fund e trust stranieri .



Gli unici immobili posti in garanzia  con un valore pari al valore di mercato sono quelli dei prestiti concessi a famiglie , imprese  ed enti locali , ma costituiscono una minoranza degli asset in pancia alle nostre banche , pertanto la messa all’asta di questi immobili è certo che non potrà mai coprire crediti in sofferenza in Italia  per 200 miliardi  di euro , in aumento di 2 miliardi al mese in quanto imprese, famiglie italiane ed enti locali sono ormai stremati e non riescono più  a pagare i prestiti .



Una menzione particolare per Bankitalia spa, sulla quale andrebbe steso un velo di tristezza, che si è scoperto di recente essere, dal 1992,  di proprietà e controllata al voto da questi fondi e trust stranieri , attraverso interposte banche (Unicredit, Intesa, Carisbo , Carige e BNL),  banche in cui questi fund e trust stranieri detengono, attraverso interposti delegati al voto persone fisiche in realtà studi legali italiani , oltre il 70% del capitale azionario.



Sulle rovine fumanti del Sistema bancario italiano, riempito di sofferenze, decotto, e grazie a ciò oramai interamente svenduto alla grande finanza imperialista, che ormai possiede al 95% anche la Banca d’Italia, fondi e trust stranieri hanno deciso di comprarsi ( tra qualche mese)  il resto delle nostre banche e i loro immobili posti a garanzia dagli italiani, per quattro soldi



La riforma della Costituzione della legge elettorale che Renzi sta completando, è il perfezionamento di questo disegno, in quanto consentirà ai suoi mandanti della grande finanza di governare un paese immiserito e lacerato, vanificando ogni possibile opposizione, pilotando un unico uomo che controlla partito, parlamento, Quirinale, CSM, commissioni di controllo.

 Milioni di piccoli azionisti e correntisti italiani perderanno tutti i loro risparmi , operai che avevano investito la loro liquidazione, pensionati , impiegati statali e pubblici che avevano investito i risparmi di una vita .

I fatti stanno confermando, insomma, che la politica italiana si regge ormai strutturalmente sull’alleanza tra la partitocrazia interna e le lobby finanziarie esterne, alleanza per spartirsi le risorse del Paese.

Complimenti invece alla BCE, tutto come previsto e pianificato.

Missione quasi compiuta Lord Rothschild.



27/01/2016                 Cristian Maggiolo
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