REDDITO MINIMO GARANTITO: DIRITTO NEGATO




 ANCHE IO URLO IL VOSTRO SILENZIO

BY CRISTIAN MAGGIOLO





REDDITO MINIMO GARANTITO :UN DIRITTO NEGATO



Art.38 della Costituzione Italiana:

“Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
L’assistenza privata è libera.”



Vi sembra che questo diritto sia applicato?

In Paese soggiogato dalla dittatura finanziaria, la politica lascia i cittadini disoccupati al loro tragico destino dando ennesima dimostrazione di preferire il T.U.B. (Testo Unico Bancario) invece di applicare la nostra Costituzione che all’art.4 dice:” La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

 Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”











In diversi paesi europei esistono già da diversi anni (se non addirittura decenni!) varie forme di reddito di base che si accompagnano ad altri interventi di sostegno al reddito. In questo articolo mostreremo una carrellata di tutti queste realtà, a dimostrazione che il reddito minimo garantito è possibile e dà i suoi frutti.

Già nel 1992 l'Unione Europea aveva invitato gli stati membri ad adeguarsi a chi aveva già introdotto il reddito di base tra le proprie politiche di welfare e la raccomandazione 92/411 di fatto impegnava gli stati ad adottare misure di garanzia di reddito. A questi inviti hanno aderito Portogallo e Spagna, che con Zapatero stava formulando una sua proprosta di reddito minimo, mentre restano totalmente inadempienti soltanto Grecia ed Italia!



Ma vediamo nel dettaglio la situazione europea. Cominciamo dai Paesi Bassi:

-      in Belgio viene elargito il Minimax, una rendita mensile di 650€, rilasciata a titolo individuale, a cui può avere accesso chiunque;

-      - In Lussemburgo abbiamo il Revenu Minimum Guaranti, un reddito individuale che si aggira intorno ai 1100€ e che si ottiene fino al raggiungimento di una migliore condizione economica (in altre parole, finchè non si trova un impiego stabile); -

-      in Olanda esiste il Beinstand, rilasciato a titolo individuale, che si accopagna a tutta una serie di sostegni per affitti, trasporti e accesso alla cultura. Esiste inoltre un'altra forma di reddito minimo di 500€, il Wik, garantito agli artisti per poter permettere loro di creare in libertà senza troppi oneri economici!











-      In Austria c'è il Sozialhilfe (letteralmente “aiuto sociale”) affiancato a diverse coperture delle utenze quali elettricità, gas e affitto ed altri aiuti economici per il cibo.

-      In Norvegia viene chiamato “reddito di esistenza” (che già nel nome si presenta significativo): si tratta di un versamento mensile di 500€, elargito individualmente, che si integra a coperture dell'affitto e dell'elettricità.

-       Questi sono solo alcuni esempi, ma i più significativi devono ancora arrivare. In Germania esiste l'Arbeitslosengeld II, rilasciato a tutti coloro, di età compresa tra i 16 e i 65 anni, che non hanno un lavoro o appartengono a fasce di basso reddito. Si tratta di una rendita mensile di 345€, che di per sé non è elevata, ma si integra alle coperture dei costi di affitto e riscaldamento. Questa rendita inoltre è illimitata nel tempo e viene garantita non solo ai cittadini tedeschi, ma anche agli stranieri con regolare permesso di soggiorno!

-       In Gran Bretagna, paese precursore per quel che riguarda il sostegno al reddito, sono garantiti diversi interventi che permettono ai meno abbienti di poter avere un tenore di vita discreto. L'Income Based Jobseeker's Allowance è una rendita individuale illimitata nel tempo, che varia dai 300 ai 500€, rilasciata sempre a titolo individuale a

partire dai 18 anni di età a tutti coloro i cui risparmi non raggiungono i 12775€. Viene inoltre garantita la copertura dell'affitto (Housing benefit) e vengono rilasciati assegni familiari per il mantenimento dei figli. Sempre per quanto riguarda i figli e la loro educazione c'è l'Education Maintenance Allowance, un sussidio rilasciato direttamente ai ragazzi per coprire le spese dei loro studi. Infine c'è l'Income Support, un sussidio di durata illimitata, garantito a chi ha un lavoro che ammonta a meno di 16 ore settimanali.













-       Infine passiamo alla Francia. Il Revenu Minimum d'Insertion o Rmi è stato adottato dal 1988 (ma si pensi che non è tra i primi, Gran Bretgna e Germania ci avevano già pensato negli anni '70), si ottiene dai 25 anni in su e consiste in un'integrazione al redditto di circa 425€ se si è single, 638,10€ se si è in coppia (e si sottolinei coppia, intesa in maniera laica), 765,72€ se la coppia ha un figlio, 893,34€ se ne ha due, più 170€ per ogni altro figlio. Le coppie con almeno un figlio hanno diritto poi alle Allocations Familiales, valide fino al compimento del 21° anno di età del figlio. Per ogni nato, bimbo adottato o in affido c'è la Prestation d'Accueil du Jeune Enfant (Paje), che varia dai 138 ai 211€ mensili. Sempre per ciò che riguarda i figli, alle famiglie con bimbi o ragazzi in età scolare e che non superano una determinata fascia di reddito, viene assegnata l'Allocation de Reintrée Scolaire, un sussidio d circa 247€ destinato all'acquisto del materiale scolastico. Per poter beneficiare dei contributi sugli affitti basta poi dimostrare che l'appartamento in cui si vive sia proporzionato al numero degli abitanti! Si possono inoltre ottenere prestiti sociali per la ristrutturazione della propria abitazione anche se si è affittuari.

-      Anche se in maniera condizionata praticamente l'Europa intera ha adottato il reddito minimo garantito all'interno del proprio sistema di welfare; c'è ancora bisogno di miglioramenti, se non di cambiamenti radicali in questi sistemi per il raggiungimento del basic income universale e incondizionato, versato a tutti i cittadini semplicemente perchè sono cittadini.





















-      L'italia è rappresentata per ora solo dal piccolo (ma già grande) esempio della regione Lazio che, sotto la spinta di lavoratori precari, disoccupati e studenti, ha previsto un sussidio di circa 600€ mensili per chi, tra i 30 e i 44 anni, ha un reddito annuo inferiore agli 8000€.



Alla Luce di tutto ciò, e ci sarebbe tanto altro da scrivere per portare a conoscenza di voi altri quanto di diritto spetta alla persona umana, che non viene minimamente rispettato dalle pubbliche amministrazioni, come sancito dai trattati internazionali ed europei.



Inoltre, in base ai trattati internazionali delle Nazioni Unite conosciuti come Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 10 Dicembre 1948 e  come da legge n°881 del 25 ottobre 1977 ,giuridicamente riconosciute dall’ordinamento italiano alla quale la stessa costituzione da validità all’articolo 10 che sancisce:

L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.”

Vi è quindi, di conseguenza, anche una evidente violazione degli articoli della Convenzione dei Diritti Umani (da ora in poi CEDU) in particolare agli artt.2 (diritto alla vita), 3 (divieto di trattamenti inumani e degradanti), 6 (diritto ad un equo processo),8 (vita privata e familiare),14 (non discriminazione) e 1P1 (diritto di proprietà) sia come violazione singola e autonoma, sia in relazione tra loro. Il diritto ad una vita dignitosa è un diritto inviolabile riconosciuto da qualsiasi ordinamento democratico la cui violazione spesso si traduce in un trattamento degradante per l’individuo (con conseguente violazione degli artt. 2,3,6,8,14 CEDU).













La violazione del dettame Costituzionale inoltre, è ancora più significativo se rapportato in relazione alla violazione dei diritti sanciti dalla Carta sociale europea (Torino 1961 e modificata nel 1996) ratificata dall’Italia con L. 9 febbraio 1999, n. 30.



Realizzata in modo da supportare e affiancare la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, essa riconosce i diritti umani e le libertà dell’individuo, tutelando e garantendo i diritti positivi e le libertà che riguardano tutti gli individui nella loro esistenza quotidiana ed in particolare: il diritto di abitazione, salute, educazione, i diritti del lavoro, l'occupazione, il congedo parentale, la protezione sociale e legale, dalla povertà e l’esclusione sociale ecc…

Non vi è giustificazione ragionevole e obiettiva per cui lo stato non debba e non possa garantire un sostentamento nel minimo vitale alle persone in difficoltà, né tantomeno vi è una spiegazione per il mancato rispetto della propria Carta Costituzionale su cui esso fonda innegabilmente le proprie radici. Manca quello strumento, come il reddito minimo garantito, che invece è previsto e regolato in altri grandi Paesi europei. E anche dopo la riforma del Jobs Act, la lacuna non è stata colmata.



In un Paese dove solo chi conosce i propri diritti può farli valere , l’Associazione Avvocato in Famiglia ha deciso di aiutare tutti quei cittadini che si trovano in una situazione di inoccupazione involontaria o sono alla ricerca di prima occupazione e che quindi non dispongono di un reddito adeguato per condurre una vita dignitosa che è diritto imprescindibile di tutti gli esseri umani, un diritto scaturente dalla normativa Europea e Internazionale derivante dalla Convenzione Europea dei Diritti Umani e dalla Carta Sociale Europea.











L’associazione presenterà, presso i tribunali competenti, istanza per l’ottenimento di un reddito minimo garantito e la causa sarà portata avanti in maniera totalmente gratuita per il cittadino associato potendo usufruire

del gratuito patrocinio (per i redditi inferiori a 11.486 € annui) che dà il diritto ad avere un avvocato senza spese.



Abbiamo  dei DIRITTI  ma per farli valere dobbiamo conoscerli, altrimenti questi non esistono! Se non li conoscete unitevi all’associazione avvocato in Famiglia e fateli valere .





Non dubitare mai che un piccolo gruppo di Cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo.

In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta.”

(Margaret Mead)                                                                                                  





30/01/2016                                Cristian Maggiolo
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