DIRITTI DEI CITTADINI BANCHE TEMPI DURI ANCORA DI PIÙ PER CARIFE


URLIAMO INSIEME LA NOSTRA VITTORIA !

I CITTADINI VINCONO , LE BANCHE PERDONO. 

Non abbiate paura della banca, MAI



Banca chiede rientro: condannata

Calcoli errati sui conti: voleva 54mila euro, dovrà pagare il doppio CHE STRANO , AVEVANO SBAGLIATO “A FAR DI CONTO “ caro Direttore.... RESTITUISCI I SOLDINI !
Tempi duri per le banche, tempi durissimi per Carife.




ASSOCIAZIONE AVVOCATO IN FAMIGLIA
SEDE NAZIONALE Via Carnia 35 - 21100 Varese C. FISCALE 95081670127 – P. IVA 03492040120
N. VERDE 800 134 008
Tel. +39 0332 1563.491 Fax +39 0332 1563.492 info@avvocatoinfamiglia.com www.associazioneaif.it
Presenti in tutte le regioni d'Italia


Che, in questo caso, chiedeva ad un correntista di pagare uno scoperto di 54 mila euro (per i ricalcoli), ma alla fine del contenzioso il tribunale civile ha condannato la banca a pagare invece a restituire al cliente 105mila euro.

Tutto ruota attorno ai conteggi dei conti correnti della società Emporio dell’Auto, che aveva aperto una linea di credito nel 1999:

i due conti però, avevano portato, secondo la banca - col calcolo di scoperti, di interessi e tassi, accessori, spese di gestione e orpelli vari e obbligati - alla richiesta della cifra di 54mila euro.

Da pagare, in quanto Carife chiedeva il rientro dello scoperto. Insomma, Carife aveva torto. Da qui parte un tentativo di mediazione
tra le parti, ma Carife è convinta delle proprie ragioni e fa scattare l’ingiunzione di pagamento per 54.530,13 euro. Ma il decreto
ingiuntivo (con pagamento immediato) viene impugnato dai legali, che attivano il contenzioso. La decisione di opporsi era motivata dal fatto che l'accertamento peritale, svolto in precedenza sui conti correnti e sui ricalcoli delle somme, dava risultati a favore dei correntisti, la società.
A questo punto, il decreto ingiuntivo viene bloccato e si apre la causa dove la perizia di parte viene ritenuta valida, acquisita, tanto che il giudice Roberto Vignati ha poi accolto la tesi di società e legali.
Il giudice Vignati ha sì respinto la richiesta di pagamento della
Carife, ma non solo: ha anche accolto il riconteggio proposto da società, legali e perito (partendo dalle norme sull’anatocismo), condannando - beffa nella beffa - Carife al pagamento della somma ricalcolata e dovuta ai correntisti: 105.571.95 euro.

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«Possiamo affermare che le banche non sempre hanno ragione: che di fronte alle loro richieste, con l’aiuto di un perito competente e la preventiva verifica di calcoli è possibile reagire e tutelare il correntista, visti anche gli strumenti normativi veloci a disposizione, come accaduto in questo caso». (d.p.)




NON TOLLERATE PIU’ L’ARROGANZA BANCARIA
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