LA COSTITUZIONE DIFENDE I DIRITTI DELL'AUTOTUTELA-LEGITTIMA DIFESA

GAZZETTA UFFICIALE N°. 40 DEL 18 FEBBRAIO 2016




Ultimamente nei vari social si legge la notizia che è disponibile presso i vari comuni un modulo da firmare per tutelarsi in caso di intrusioni di estranei nella propria abitazione.

Innanzitutto vediamo di cosa si tratta:

Troppo spesso i giornali hanno pubblicato notizie di cronaca dove si evidenziava il problema della criminalità che mette a repentaglio la sicurezza tra le mura domestiche. 
Così è aumentato il desiderio di sentirsi sicuri in casa propria, il bisogno di tutela e autotutela senza, ovviamente, perdere di vista la legittimità.

Dalle varie vicende sembra che la normativa finisca con il penalizzare e, a volte, colpevolizzare, chi interviene per la propria salvaguardia e/o quella dei propri cari.

Vediamo cosa dice la Costituzione e in particolar modo l'articolo 52 del codice penale, 52 bis e 614
Art. 52
Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere  un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa (1) [55].

Nei casi previsti dall'articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:

a) la propria o la altrui incolumità:

b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d'aggressione.

La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all'interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale.
(1) Tale comma è stato inserito dalla le. 13 febbraio 2006, n.59 (art. 1), relativamente ai casi di violazione di domicilio cui all'art. 614 del c.p., comma 1 e 2, cui vengono assimilate le violazione di quei luoghi in cui viene esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale. Il legislatore, in questi casi, ha previsto una presunzione assoluta di proporzione fra difesa e offesa,che opera in presenza di alcuni requisiti: il soggetto che ha posto in essere la legittima difesa aveva il diritto di trovarsi in quel luogo, l'incolumità della persona fosse in pericolo, la legittima difesa è stata attuata attraverso un'arma o un altro strumento di coercizione legittimamente detenuto. Qualora tutte queste condizioni siano presenti la presunzione opera automaticamente, se invece manca anche una queste la presunzione non ha luogo, ma sarà comunque possibile accertare la proporzione fra mezzi di difesa e di offesa.

Art. 52 bis

1. I commi secondo e terzo dell'articolo 52 del codice penale sono abrogati. 

  2. Dopo l'articolo 52 del codice penale è inserito il seguente: 

  «Art. 52-bis. – (Legittima difesa nel caso di violazione di domicilio effettuata allo scopo di commettere altri reati). 

Nel contrasto di una violazione di domicilio finalizzata allo scopo di commettere altri reati, si configura in ogni caso come legittima difesa la condotta di chi: 

   a) vedendo minacciata la propria o l'altrui incolumità, usa un'arma legalmente detenuta o qualsiasi altro mezzo idoneo per dissuadere o per rendere sicuramente inoffensivo l'aggressore; 

   b) vedendo minacciati i propri o altrui beni e constatata l'inefficacia di ogni invito a desistere dall'azione criminosa, per bloccarla usa qualsiasi mezzo idoneo o un'arma legittimamente detenuta, mirando alle parti non vitali di chi persiste nella minaccia.

  Nei casi previsti dall'articolo 614, primo e secondo comma, le disposizioni del primo comma del presente articolo si applicano anche qualora il fatto sia avvenuto all'interno di ogni altro luogo ove sia esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale».
(fonte: Open parlamento)

Art. 614
Chiunque s'introduce nell'abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita (1) di chi ha il diritto di escluderlo (2), ovvero vi s'introduce clandestinamente o con l'inganno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni [615] (3).

Alla stessa pena soggiace chi si trattiene nei detti luoghi contro l'espressa volontà di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi si trattiene clandestinamente o con inganno (4).

Il delitto è punibile a querela della persona offesa [120].

La pena è da uno a cinque anni, e si procede d'ufficio, se il fatto è commesso con violenza sulle cose [392 2], o alle persone (5), ovvero se il colpevole è palesemente armato.

Note

(1) La dottrina appare divisa in merito al c.d. dissenso presunto che inerisce ai casi in cui un soggetto si introduca o si trattenga nell'altrui dimora per un fine illecito con il consenso del titolare dello ius excludendi, ignaro di tale fine (si pensi ad esempio al soggetto che approfitti dei rapporti di amicizia per realizzare una violenza sessuale (v. 609bis). Sebbene alcuni autori ne attribuiscono rilevanza, la dottrina maggioritaria ritiene che la norma in esame possa configurarsi solo in presenza di un dissenso reale, sia esso espresso o tacito.
(2) Lo ius excludendi ovvero il diritto di escludere altri dalla propria abitazione o dimora etc. spetta al soggetto che legittimamente ed attualmente vi abiti o vi dimori, quindi in misura uguale tanto al marito quanto alla moglie, con la conseguenza che il dissenso dell'uno è in grado di neutralizzare il consenso dell'altro, mentre spetta al legale rappresentante nel caso delle persone giuridiche, o in sua vece dai funzionari, dagli impiegati e dal personale incaricato della sorveglianza.
(3) Il trattamento sanzionatorio è stato modificato dall’art. 3, comma 24, della l. 15 luglio 2009, n. 94
(4) Il trattenersi esclude che lo ius excludendi possa essere espresso tacitamente, quindi richiede un pregresso ingresso legittimo, diversamente infatti si applicherebbe la fattispecie di cui al comma primo.
(5) L'aggravante in esame richiede che tra la violenza e la violazione di domicilio intercorra un nesso di mezzo a fine, per cui se si tratta di un mero rapporto di occasionalità, in quanto la condotta di ingresso e permenanenza è finalizzata a compiere un altro reato, dovrà identificarsi un concorso del reato in esame con altre figure criminose, nonchè l'aggravante comune ex art. 61, n. 2.
(fonte: Broccardi.it)
L'autotutela è un diritto in un mondo dove le leggi e i valori morali sembrano essere assenti o non condivisi. Ecco il motivo per cui in alcuni comuni è presente questa iniziativa popolare.
L'iniziativa popolare è un istituto legislativo mediante cui i cittadini possono, grazie alla raccolta di almeno 50.000 firme, presentare un progetto di legge affinchésia poi discusso e votato.
Il Comune di Imperia ha condiviso quest'iniziativa e anche tanti altri come Milano, Angri, Bologna, San Giorgio Jonico, Catanzaro, Padova, Leverano, Monselice, Fidenza Bolzanoe molti altri ancora.

PER FIRMARE:

Recarsi presso l'ufficio Anagrafe
o presso la Segreteria del proprio Comune

La raccolta delle firme è iniziata il giorno 1 Aprile e 
termina il 25 Maggio

Per non far nascere fraitendimenti, tipo farsi giustizia da sé sparando su chiunque, è doveroso specificare che con questa raccolta firme, avviata da IDV e riportata da varie testate, s'intende abolire l'eccesso colposo di legittima difesa mentre resta inalterato l'eccesso per dolo. In poche parole questa proposta vorrebbe eliminare le circostanze in cui la persona che si difende eccede per una valutazione errata della situazione per negligenza o imperizia, oppure, usa mezzi di difesa in modo negligente ottenendo un effetto eccessivo. Perciò rimane reato se si eccede in maniera vistosa e sproporzionata perché da autodifesa si passa ad aggressione. Per esempio se viene sorpreso un ladro in un appartamento e questo scappa non è giusto sparare in quanto la minaccia non era presente così forte da richiedere una reazione così grossa.
In questo frangente se si riesce a fermare il ladro esiste sempre un altro articolo che concede al privato cittadino l'arresto.

Art. 383
L’articolo 383 testualmente recita: “1. Nei casi previsti dall’articolo 380 c.p.p. ogni persona è autorizzata a procedere all’arresto in flagranza, quando si tratta di delitti perseguibili di ufficio. 2. La persona che ha eseguito l’arresto deve senza ritardo consegnare l’arrestato e le cose costituenti il corpo del reato[253 2] alla polizia giudiziaria la quale redige il verbale [357] della consegna e ne rilascia copia”[2].

Nella fattispecie, nei casi di furto in abitazione, quando c’è violenza sulle cose (effrazioni di porte o finestre) o uso di mezzo fraudolento, chiavi false, grimaldelli ecc. oppure nei casi di rapina, il reato è sempre perseguibile d’ufficio. Si tratta, pertanto, di una forma di autotutela che il nostro ordinamento penale ha riservato al privato, in considerazione della necessità pratica che impone un’immediata e pronta reazione di fronte al perpetrarsi di un grave delitto.

Spero di essere stata utile.

Ecco i siti di altre testate dove si legge di questa proposta:

http://www.statoquotidiano.it/06/04/2016/legittima-difesa-casa-e-beni-nei-comuni-ditalia-ce-la-raccolta-firme/454490/

http://www.legnanonews.com/news/2/57406/proposta_per_la_legittima_difesa_dove_si_puo_firmare

http://www.sanremonews.it/en/2016/04/07/sommario/salute-e-benessere/leggi-notizia/argomenti/altre-notizie/articolo/massima-tutela-del-domicilio-e-per-la-difesa-legittima-il-documento-si-puo-firmare-in-comune-ad-im-1.html

http://quifinanza.it/soldi/crisi-aumentano-i-furti-tecnica-key-bumping/2064/

Infine per smentire il sito saccente di  bufale un tanto al chilo dove asserisce che quest'informazione non è vera ecco qui di seguito la pagina internet del Comune di Arzergrande , provincia di Padova:
 Home page dove ci sono pubblicati gli avvisi tra cui anche "Proposta di legge popolare tutela domicilio e legittima difesa:
http://www.comune.arzergrande.pd.it/
Cliccando sopra si apre un'altra pagina dove si legge che presso questo Comune il modulo è disponibile presso l'Ufficio Servizi Demografici


Nel mio Comune , Martellago, è presente  presso l'Ufficio Elettorale
Andando a leggere in specifico trovo le seguenti informazioni:

MISURE URGENTI PER LA MASSIMA TUTELA DEL DOMICILIO E PER LA DIFESA LEGITTIMA

Aumento delle pene da 2 a 6 anni per violazione di domicilio
Nessun risarcimento a chi viene a rubare a casa nostra in caso di difesa
Nessun reato e nessuna condanna per chi si difende a casa propria da ladri e delinquenti

Promosso da "Italia Dei Valori"

Come ho riportato anche la Gazzetta Ufficiale ne ha dato notizia,  non è una bufala andate a firmare.
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