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GIORNATA INTERNAZIONALE VITTIME DELL'AMIANTO



IL 28 aprile si ricordano in tutto il mondo le persone che sono morte o hanno contratto gravi malattie a causa dell'esposizione a questo materiale. Tale ricorrenza è stata istituita nel 2005 in Brasile durante il forum a Porto Allegre. L'Associazione Brasiliana Esposti Amianto ha voluto fermamente questo giorno. In tutto il mondo ogni anno muoiono circa 5000 persone e si calcola che il numero di lavoratori in pericolo siano 125 milioni. Il picco dei morti per mesotelioma è previsto intorno al 2025 con, circa, 30.000 decessi per neoplasie cusate dall'amianto e 250.000 per tumore della pleura. I maggiori produttori di amianto sono Russia, Cina, Kazakhistan, Brasile, Canada, Zimbawe e Colombia mentre le popolazioni più esposte ad esso si trovano in Asia (più precisamente Cina, Sri Lanka, Thailandia, Laos, Cambogia, Vietnam, Sud Korea), Africa e America Latina. Anche in Europa ci sono pericoli, in quanto negli anni passati se ne è fatto ampio uso. Gli stati dovrebbero non solo vietarne l'uso, rendendo illegale l'utilizzo di questo terribile elemento nella costruzione di edifici pubblici, abitazioni, mezzi di trasporto, ma anche vietandolo nella produzione di cloro, abolendo così la deroga che consente l'uso basandosi sul concetto di bassa e sporadica esposizione ed intensità. Nel nostro paese dei passi sono stati compiuti, per esempio è vietata l'importazione, l'esportazione, la produzione e la commercializzazione, ma non è ancora obbligatorio la sua dismissione nè, tanto meno, il suo impiego. Bisognerebbe bonificare tutti quei luoghi dove è stata presente questa sostanza, così da rendere più sicuro il luogo dove viviamo e dove facciamo crescere i nostri figli.


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