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IL MONDO GLOBALE: FLUSSI COMMERCIALI

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Per valutare il grado di integrazione dell'economia mondiale ed il rapporto tra esportazione e PIL(prodotto interno lordo) si usano i flussi di mercato. Da dopo la seconda guerra mondiale, dove aveva toccato il minimo storico, l'indice dei flussi,  è cresciuto in quasi tutti i Paesi. Oggi si assiste ad un incremento negli Stati che sono in via di sviluppo. La UE e il NAFTA, se da un lato accentuano la liberalizzazione degli scambi, dall'altro favoriscono le barriere commerciali tra i vari Paesi. Comunque l'incremento dei flussi di scambio sono aumentati grazie allo sviluppo tecnologico. all'abbassamento dei costi delle telecomunicazioni e dei trasporti e al fatto che molte industrie preferendo spostare la loro produzione negli Stati in via di sviluppo, danno un impulso alla crescita ai suddetti.

I MOVIMENTI DI CAPITALI.
Fino agli anni '60 ampi flussi di capitali, indirizzati verso l'industria manifatturiera e petrolifera, provenivano dagli USA, che era il maggior esportatore di capitali. Il decennio seguente vede il Giappone assumere sempre più un ruolo di rilievo, fino a diventare negli anni '80, sia una delle principali fonti di capitali speculativi  a breve termine, sia di investimenti diretti. Contemporaneamente negli stessi anni l'America vede aumentare il suo deficit e le esportazioni, sempre più cospicue, di capitali e così è finito con l'accumulare un ingente debito estero. Nel 1980 con lo sviluppo delle tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni, associate alla forte liberalizzazione dei mercati finanziari, sono aumentati i flussi speculativi a breve termine che hanno influenzato direttamente sull'economie degli Stati stessi.  Crescendo il debito in rapporto al debito del PIL, alimentato spesso da processi speculativi, si è assistito ad un continuo maggior indebitamento per far fronte ai vecchi debiti influenzando negativamente vari aspetti, economici, sociali e politici dei Paesi con gravissime ripercussioni sulla popolazione. Dal 1992, in Europa, sono stati rimossi tutti i vincoli ai movimenti di capitali provocando una sempre più forte perdita di autonomia dei governi nazionali nella politica monetaria.




Una conseguenza di questa globalizzazione si riscontra nel mondo del lavoro tasto assai dolente per gran parte della popolazione italiana che ultimamente soffre tantissimo per la disoccupazione e, quindi, la diminuzione degli introiti e del potere di acquisto. Giusto in questi giorni il telegiornale nazionale ha dichiarato che questa estate tantissimi italiani si vedono costretti a trascorrere il periodo di ferie a casa perché manca la "pecunia".  Il mercato del lavoro è cambiato allargando sempre più il divario retributivo nei paesi industrializzati, e anche in Italia. Il progresso tecnico ha richiesto una maggior qualifica del personale, perciò  quello a profilo basso, detto unskilled, ne ha risentito rispetto a quello che possiede maggiori conoscenze, skilled. Poiché l'Italia non era preparata a questa situazione e i lavoratori qualificati erano in minoranza ha causato uno rialzo cospicuo degli stipendi di questi lavoratori, ovviamente a discapito degli altri. Perciò la differenziazione salariale, detta wage gap,  indotta dal progresso tecnico in atto oggi, lo skill biased, è uno dei fattori principali dell'incremento delle diseguaglianze tra le fasce sociali dentro gli stessi Stati e, più in generale, tra le stesse Nazioni. Là dove il governo ha leggi che tutelano maggiormente le persone l'influenza di tutto ciò è minore rispetto a quei paesi dove non esiste questa "protezione", perciò in alcune parti si vive meglio e in altre peggio. Negli USA, dove ci sono poche protezioni sociali e sindacali  per i lavoratori, hanno sofferto maggiormente le classi più deboli. 




Pensiero personale conclusivo.
In Italia possiamo dire che teoricamente esiste una copertura sociale e sindacale per difendere i diritti dei lavoratori e dei cittadini, però, il divario sociale sta aumentando vertiginosamente. Come mai? Secondo me è perché da noi chi governa non è proprio un'anima pura, troppi inciucci e troppo mangia mangia hanno portato il povero cittadino a rimanere in mutande. Il problema grave è che se non si attua un'azione di riforma al malcostume dei governanti manca poco che ci ritroveremo tutti ADAMO ed EVA o come mamma ci ha fatti. 
CHE SI METTANO LE MANI SULLE COSCIENZE E CHE INIZINO A GOVERNARE NON SOLO PER LORO STESSI MA PER TUTTI.
Se ciò non accadrà la vedo brutta forte, il mio più grande rammarico è per i miei figli che come prospettiva di futuro è più tendenzialmente al grigio.

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