I GRANDI MATEMATICI

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I GRANDI MATEMATICI di Eric Bell

Questo è un libro che non può non essere letto da tutti coloro che vogliono conoscere la storia della matematica. E' un testo che, cartaceo o digitale, non deve mancare dalle nostre librerie. La prima pubblicazione risale al 1937, ed è redatto da Eric Bell. 

Ma prima di parlare di questo libro vorrei, per chi vuole, farvi leggere queste parole, per farvi meditare su un concetto cui tengo particolarmente.

In questo link  http://www.cartesio-episteme.net/russopcr.htm, si evidenzia come anche una disciplina come la matematica possa essere insegnata in vari modi. Ossia:

Sulla "vera" storia della matematica, ed altro...

"Non sopporto piu' il dilagare della "correttezza politica", non in quanto principio e tutela dei diritti di tutti, ma in quanto strumento di devastante appiattimento di qualsiasi differenza…"
(Emanuela Martini)


"Cari Colleghi,
qualcuno di voi ricordera' come, pochi mesi fa, rimasi "scandalizzato" da una recensione di Odifreddi a un libro di Gheverghese Joseph sulla "vera" storia della matematica.......Mi fa piacere informarvi adesso che, fortunatamente, le mie critiche non sono rimaste isolate. Troverete infatti qui in calce una recensione dello stesso testo scritta dal noto collega romano Lucio Russo, nella quale si tratta anche del commento di Odifreddi (oltre che di alcune tendenze ideologiche della "nuova didattica", e della sciagurata identificazione del "valore" di un prodotto intellettuale con la sua "vendibilita'")......A parte l'occasione contingente che ne e' all'origine, la questione e' importante, visto che per esempio anche il libro "La sconfitta di Platone", di Claude Allègre (geochimico, ministro della Pubblica Istruzione e della Ricerca nel governo Jospin), esprime lo stesso tipo di inaccettabili considerazioni sull'essenza e il ruolo della nostra disciplina, e sui suoi rapporti con il progresso della conoscenza in generale: "...la matematica e il suo rigore astratto hanno svolto solo un ruolo modesto nella serie di scoperte che hanno permesso di costruire la scienza moderna ... il suo ruolo nell'innovazione ha continuato a diminuire. Questo fatto, tuttavia, non e' stato recepito nell'insegnamento delle scienze..."; "l'assiomatica e' servita come modello per esporre le altre discipline scientifiche: la fisica, ma anche l'economia e, talora, le scienze della natura, facendo perdere a queste discipline nel tempo stesso la loro eleganza, la loro flessibilita', la loro ricchezza e la loro stessa essenza ... La selezione operata attraverso la matematica "pura" allontana dalla scienza molti spiriti interessati alla concretezza, alla realta'"; "Alla scienza deduttiva, austera, rigida, automatica ... si deve sostituire una scienza varia, imprevista, duttile, versatile. Una scienza che volti le spalle a Platone, Cartesio, Comte, questi "sacerdoti" di una falsa religione, questi costruttori di mondi finiti". .....Il criterio oggi universalmente accettato per giudicare la validità di un risultato è quello della sua vendibilità. Una ovvia conseguenza di questo criterio è quella che se si dubita che un risultato "scientifico" sia falso, piuttosto di accertarne la verità con complesse ricerche, è molto più conveniente renderlo valido ricercando il modo di venderlo in fretta.....Non meraviglia che vari giornali italiani abbiano pubblicato recensioni entusiaste di questo libro, come quella di Piergiorgio Odifreddi apparsa sul quotidiano "La Repubblica". Libri come questo si inseriscono infatti in un filone vincente, cercando di fornire una copertura di carattere pseudo-storico ai processi in atto nella didattica e nell'attività di ricerca, fornendo in particolare delle giustificazioni di carattere "culturale" all'abbandono dei concetti astratti (che Joseph depreca nella civiltà greca) e del metodo dimostrativo nella scuola e alla crescente sostituzione dell'attività di ricerca con l'applicazione automatica di "protocolli" giustificati su base puramente empirica. Allo stesso tempo le nuove tendenze sono prodotti genuini della nuova didattica, in quanto è evidente che chi non ha mai studiato una vera dimostrazione matematica difficilmente può apprezzare i classici della matematica greca e rendersi conto dell'importanza degli aspetti metodologici che interessavano scienziati come Euclide e Apollonio."

Dunque mi sono sempre più convinta che nel nostro mondo globalizzato anche la cultura ed il suo insegnamento abbia seguito questa linea e perciò ora si è più inclini a proporre non la capacità di ragionamento, ma dei metodi precostituiti con i quali, assunti senza alcuna possibilità di critica, si arrivi ad una soluzione generale che conduce ad un guadagno veloce, facile ed immediato. Dico questo perché seguendo lo studio dei miei ragazzi mi sconvolse un fatto: mio figlio riuscì a dimostrare un problema usando un ragionamento che non seguiva affatto le tre tipologie insegnate e adottate dalla professoressa. Non era importante se era giusto, non aveva applicato i suoi tre metodi. Ricordo che quando frequentavo le superiori la mia professoressa accettava qualsiasi dimostrazione purché esatta, anzi a dirla tutta cercava di suscitare in noi questa attitudine affermando che in un problema ci sono varie soluzioni ed è giusto cercarle ed applicarle. Quindi quando si correggeva in classe ogni dimostrazione veniva vagliata e capita. Oggi non è più così e in questo modo si insegna ai ragazzi ad omologarsi a diventare pecore e ad accettare solo un precostituito da colui che dirige senza avere una capacità critica ed autosufficiente. L'importante è raggiungere un obbiettivo che ti dia maggior guadagno, tutto il resto non conta. CHE SVILIMENTO RAGAZZI!!!

Ed ora vediamo chi è Eric Temple Bell 


Matematico scozzese, nato nel 1883. Suo padre vendeva pesce e portò la sua famiglia in California, a San Jose, quando Eric aveva solo 15 mesi. Il matematico torna in Inghilterra, a Bedford, solo dopo la morte del padre avvenuta nel 1896. 
Studi:  ha frequentato la University e la Columbia University, un suo professore fu Cassius Jackson Keyser. Dopo la laurea insegna dapprima alla University of Washington e successivamente al California Institute of Technology. Si è interessato di Teoria dei numeri (la serie di Bell), e combinatoria, arrivando ad affermare che il calcolo umbrale, (ossia le somiglianze tra le equazioni polinomiali, che prima degli anni '70 erano prive di collegamento logico, e alcune tecniche usate per dimostrare tali equazioni, introdotte da Blissard. Bell cercò di dare a questo calcolo umbrale dei fondamenti rigorosi, riuscendoci in parte. Ad onor di cronaca, aggiungo che riuscì in questo Giancarlo Rota. Bell lavorò anche sulle funzioni generatrici trattandole come serie formali di potenze. Nella combinatoria ( la matematica che studia insiemi infiniti di oggetti semplici, come gli interi, gli insiemi finiti ecc..., che soddisfano proprietà ben definite e tendenzialmente semplici, ad esempio i quadrati magici o le combinazioni di 5 dei primi 7 interi.), ha legato il suo nome ai numeri (di Bell) e ai polinomi (di Bell). Nel 1924 ricevette un premio, il Bocher Memorial Prize, dall'American Society per i suoi lavori nell'analisi matematica. Prima di morire fu presidente della Mathematical  Association of America (1931-33).
Scrisse varie opere tra cui la vita dei matematici. Ci sono state varie critiche su questo libro, se volete, il link di seguito vi rimanda in un sito per leggerle.

Bell introduce il libro affermando che è destinato a tutti coloro che desiderano sapere che tipo di uomini fossero gli scienziati che hanno fondato la matematica moderna. Perciò questo libro è una storia di uomini e ogni capitolo è dedicato ad uno in particolare, tranne il primo che parte dalle radici, Zenone, Archimede.
Si passa quindi a Cartesio, Fermat, Pascal, Newton, Leibiniz, i Bernouilli, Eulero, Lagrange, Laplace, Monge, Fourier (nel capitolo gli amici dell'imperatore), Poncelet, Gauss, Cauchy, Lobatchewsky, Abel, Jacobi, Hamilton, Galois, Sylvester e Cayley, Weierstrass e Sonja Kowalewsky, Boole, Hermite, Kronecker, Riemann, Kummer e Dedekind, Poincaré, Cantor.  Se lo si vuole guardare da un'altra ottica, questo libro può essere suddiviso per argomenti come la dottrina del metodo infinito oppure i significati dell'invarianza o il ragionamento simbolico, il metodo matematico e altri ancora. Ma come può essere semplice e fruibile un testo così? Lo spiega Bell stesso.
I matematici sono uomini, con vite che hanno avuto degli alti e dei bassi, momenti di felicità e tristezza. Politicamente di idee di sinistra. Il loro aspetto non è vero che sia trascurato, dal carattere litigioso e con l'eterna ansia di non vedere accettate le loro teorie o, peggio ancora, con la paura che qualche altro potesse derubarli delle loro scoperte. Il libro è semplice nella lettura ed è, come ho affermato inizialmente, molto bello ed impossibile da non leggere.
Nel sito IBS.it si trova sia in formato cartaceo, € 12,66, sia in digitale a € 11,99.
Voto: 8/9


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