STORIA DEI LIBRI: I ROGHI DEI LIBRI-GERMANIA

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GERMANIA 1933 

ED ECCOCI ARRIVATI AL PERIODO MODERNO E TROVIAMO ANCORA UN ACCADIMENTO INCRESCIOSO, PER DIRLA CON EUFEMISMO.
Chiamati Bucherverbrennungen per mano dei nazisti. Un grande poeta tedesco, Heinrich Heine, vissuto a cavallo tra il 1700 e '800, disse -" là dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini-". Sinceramente, adesso, mi sento quasi di dire che il pensiero di questo illustre poeta tedesco fosse quasi una premonizione nei confronti delle azioni dei suoi futuri connazionali. Volendo mettere i puntini sulle i, prima il regime nazista bruciò i libri indesiderati e poco dopo, purtroppo, sacrificò 6.000.000( scritto in numero perché fa più effetto mai, comunque, come la realtà) di persone in nome di un'ideologia che di umano non aveva proprio nulla. Questi roghi sono organizzati nel 1933 dalle autorità della Germania nazista per togliere tutti quegli scritti non conformi all'ideologia del regime. L'organizzazione studentesca nazista organizzo questo infausto evento. Il 10 maggio a Berlino , nell'Opernplatz, furono dati alle fiamme molti libri. Contemporaneamente un gerarca nazista, Goebbels, dichiarava che bisognava pulire con le fiamme tutto ciò che era il marcio del passato. Ma come arrivarono a questa decisione? Sembra che partì dall'associazione studentesca che proclamava il bisogno di epurazione da tutto ciò che non era tedesco. Metodo migliore ed indicato era il fuoco. Propaganda del 6 aprile 1933 conosciuta come "azione contro lo spirito non tedesco". Due giorni dopo vennero elaborate 12 tesi dove si affermava l'importanza ed il bisogno di una cultura prua di origine solo tedesca e non compromessa da scritti di altre popolazioni. Per aver maggior risonanza i giovani ariani si avvalsero delle famose 95 tesi affisse nel 1817 da Lutero. Quest'ultimo attuò precedentemete il rogo di tutti quei libri non di origine tedesca. Il 10 maggio vennero dati alle fiamme 25.000 volumi dando il via alla censura. In tutta la Germania nella notte del 10 maggio rettori, professori e studenti si riunivano nelle piazze per bruciare i libri di matrice straniera. Per rallegrare l'evento, ritenuto dai nazionalsocialisti molto importante, venivano organizzate anche orchestre. C'era in giro un'aria di festa e gioia. A Berlino Goebbels, mentre bruciavano i libri in un comizio affermava che era giusta e necessaria quest'azione. No alla decadenza e alla corruzione morale. Si alla decenza e alla morale delle famiglie e dello Stato. Perciò -"Io consegno alle fiamme gli scritti di Heinrich Mann(scrittore tedesco anti nazista), Ernst Glaeser(scrittore tedesco sempre anti nazista) ed Erich Kastner(scrittore tedesco pacifista). Vennero dati alle fiamme anche opere di Bertolt Brecht, August Bebel, Karl Marx, Ernest Hemingway, Jack London, Herbert George Wells, Werfel, Brod e Zweig. Un altro rogo venne effettuato durante il solstizio d'estate  il 21 giugno del medesimo anno. Finita la seconda guerra mondiale vennero confiscati 30.000 opere tedesche filo naziste e vennero distrutte.  Il rappresentante della Direzione Militare affermò, in tale occasione, che quest'azione non differiva di molto dal rogo nazista. Ancora oggi si trovano sotto confisca delle opere artistiche dell'epoca di Hitler un quadro, per esempio, dove sono raffigurate due donne di mezza età che parlano in una strada illuminata dal sole. Oggi in Germania si trovano molti monumenti in ricordo dell'evento dei roghi.
I testi che furono bruciati riguardavano quelli:
dei teorici del marxismo, di coloro che esaltavano la Repubblica di Weimar, di quelli che criticavano i fondamenti della morale e della religione, degli autori pacifisti, degli autori di satira, di letterati di sinistra, dei giornalisti oppositori al regime nazista. Tra i testi si trovavano anche quelli di Albert Einstein.

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