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BIOCARBURANTI, UN BENE O PIUTTOSTO UN MALE?



BIOCARBURANTI SI BIOCARBURANTI NO?


Prima di tutto vi propongo questa serie di video da YouTube

Il primo si intitola:
BIOCARBURANTI-Crimine contro l'umanità e disastro ambientale


Ora facciamo un passo indietro.
Come si produce il biodisel? Ecco un video a tal proposito


Ci sono quindi due video che spiegano uno cosa sono e quanti sono i biocarburanti e l'altro da dove si ricavano








Quindi in Italia ecco La vera storia del biodisel.

Parte prima



Parte seconda


Perché tutto questo, vi chiederete.
Semplice, sono iscritta a Change.org e oggi mi è arrivata questa mail

Luis Garash è un nome di fantasia, perché in realtà, Marta, Luis potresti essere tu.
Se tu fossi Luis, un contadino che vive in Mozambico,potresti improvvisamente vederti sbarrare l’accesso alla tua terra, quella terra che è stata di tuo nonno, poi di tuo padre e che vorresti vedere domani di tuo figlio. Quella terra che però – ti viene detto – non è più tua, che non è mai stata formalmente tua. Quella terra che ora è nelle mani di un investitore straniero per produrre biocarburanti: l'Europa ne è assetata. E cosa conta il tuo bisogno di cibo e acqua, contro quello di benzina di un continente intero?
Se tu fossi Louis, un padre di famiglia che vive in Yemen, potresti improvvisamente non saper più come fare per sfamare la tua famiglia. Il prezzo del cibo sale, sale e continua a salire: più dei tre quarti del tuo reddito non bastano a comprarlo. Del resto che ci vuoi fare: oggi, in Europa, il cibo diventa benzina ed è ancora più prezioso!
Se tu fossi Luigi, un cittadino italiano ed europeo, allora verrai improvvisamente a sapere di essere stato ingannato. Nel serbatoio della tua automobile, miscelato a benzina o diesel, c'è già un po' di cibo, e costa anche caro! Miliardi di euro spesi ogni anno dai Paesi dell'Unione Europea: uno spreco di risorse pubbliche a sostegno di biocarburanti che di verde e sostenibile hanno ben poco.

e quest'altra spiegazione
Ci raccontano che i biocarburanti sono la soluzione per combattere l’inquinamento delle nostre auto: carburanti ecologici, prodotti da materie prime rinnovabili, alleati nella battaglia contro i cambiamenti climatici. Una storia a cui tutti vorremmo credere, peccato che non sia vera! L’impatto di questi carburanti, tutt’altro che “bio”, è ben altro: sfruttamento e accaparramento di terra e acqua, distruzione di foreste, perdita di biodiversità e, in alcuni casi, non vi è nemmeno alcun risparmio di emissioni di anidride carbonica rispetto al petrolio. E, soprattutto, malnutrizione e fame, perché questi combustibili vengono oggi prodotti in gran parte a partire da colture alimentari come mais, soia o canna da zucchero: cibo che finisce nei serbatoi delle macchine anziché nella pancia delle persone! 
Basta leggere le storie di Mwanahawa dalla Tanzania o di Cefarina e María Inés dal Paraguay. Storie di contadini che perdono improvvisamente la libertà di coltivare la propria terra, la dignità di vivere del proprio lavoro e la sicurezza di poter mettere del cibo in tavola per le loro famiglie, perché qualcuno decide che coltivare jatropha o soia per produrre biodiesel da vendere agli automobilisti europei “è più conveniente”. Più conveniente per chi? Non certo per chi soffre la fame. Solo nel 2008, i frutti della terra utilizzati per produrre biocarburanti avrebbero potuto sfamare 127 milioni di persone – riducendo la fame nel mondo di quasi il 15%. 
C’è ne è abbastanza per cambiare rotta. Eppure finora, i Paesi dell’Unione Europea, Italia compresa, hanno sostenuto questo tipo di produzione disinteressandosi dei costi sociali, ambientali ed economici: basti pensare che nel solo 2011 ben 6 miliardi di euro sono andati a sostegno di questa produzione. Contributi dei cittadini europei a sostegno di politiche “verdi” che di sostenibile finora non hanno niente.
Tuttavia, oggi abbiamo una possibilità unica per cambiare le cose, e fare in modo che Cefarina, María Inés e tutti i contadini come loro possano tornare a vivere del proprio lavoro. Nei prossimi giorni, il Consiglio e il Parlamento Europeo si esprimeranno sulla proposta di una nuova direttiva che propone la riduzione del consumo di biocarburanti prodotti da materie prime alimentari. La lobby dell’industria di settore sta però ostacolando questa proposta, con l’obiettivo di difendere i propri interessi a discapito di quelli collettivi. 
Per questo dobbiamo far sentire la nostra voce: chiediamo al Parlamento Europeo e ai Governi dell'UE di tutelare i diritti umani e l’ambiente modificando l’attuale normativa sui biocarburanti, adottando misure volte a limitare al 5% e progressivamente azzerare il consumo di tutti quei biocarburanti che sottraggono cibo, terra ed acqua: risorse fondamentali per nutrire il pianeta. Il cibo non può essere usato per produrre benzina!
Per Oxfam Italia e ActionAid è uno scandalo alimentare i serbatoi delle auto a spese di più di 800 milioni di persone che ogni giorno vanno a dormire affamate. Cambiare rotta si può: riconoscere gli impatti provocati dai biocarburanti è determinante per mettere in campo alternative più sostenibili nel settore dei trasporti, promuovendo ad esempio la mobilità elettrica, l’efficienza energetica e il trasporto pubblico. 
Ora cosa ne dite?
buona serata a tutti
classifica

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