DELITTI PITAGORICI

DELITTI PITAGORICI di Michailidis Tefkros




Ogni quattro anni, come le olimpiadi o i mondiali di calcio, si tiene una grande conferenza dove l'argomento principe è la scienza delle scienze: la Matematica.

L'Unione Matematica Internazionale si riunisce e durante il congresso avvengono anche le cerimonie di premiazione per l'assegnazione delle medaglie Fields e Chern, e i premi Nevanlinna  e Gauss.

Intorno al 1890 Felix Klein (matematico tedesco vissuto tra la seconda metà del 800 e la prima del 900, conosciuto per i contributi alla geometria non Euclidea, ai collegamenti tra geometria e teoria dei gruppi e alcuni studi riguardanti la teoria delle funzioni) e George Cantor (matematico tedesco contemporaneo di Felix, padre della teoria degli insiemi comprendenti i numeri transfiniti, cardinali e ordinali) proposero l'idea di una riunione, un congresso di matematici . Sette anni dopo, seguendo il motto "Matematici di tutto il mondo unitevi" a Zurigo si tenne il primo congresso. Il 1900 vede come città ospitante la bella Parigi. Siamo nella famosa Belle Epoque, i bei tempi, un periodo in cui fervevano invenzioni, progressi tecnici e scientifici che diedero benefici durevoli, ad esempio l'illuminazione elettrica, la radio, l'automobile, il cinema, la pastorizzazione, il vaccino contro la tubercolosi. Durante questo convegno Hilbert ( grande matematico che dimostrò in modo astratto, con il suo teorema di finitezza, che esiste un insieme finito di generatori per un numero di variabili qualsiasi) presentò una lista di 23 problemi irrisolti. 
Ora non è questa la sede per una spiegazione di questi, vi posto dei link per un maggiore approfondimento:
Per vedere la lista:






Nel romanzo sono presentati (nelle prime 120 pagine) alcuni matematici Poincaré, Minkowski,  Peano, Padoa, divulgando in modo semplice alcuni concetti. La matematica non è più una scienza per pochi, i ragionamenti matematici, presentati nel romanzo, diventano semplici perché calati nel vissuto quotidiano tipico di ciascuno di noi, così un linguaggio ostico diventa gergo alla portata di tutti, crea curiosità, stimola l'approfondimento, se questa disciplina fosse insegnata in questo modo credo che anche nelle scuole la matematica non sarebbe più odiata ma diventerebbe incentivo per approfondire la storia dello sviluppo del genio che ha portato l'uomo dalle caverne a passeggiare nello spazio. I 23 problemi di Hilbert, la compagnia di un pittore, Picasso ( che adorava il cinematografo dedicandole una intera serata ogni settimana), costituiscono lo sfondo della storia. La matematica diventa un'arte.
Ci sono due delitti in parallelo uno accaduto molto tempo indietro e l'altro che vede protagonisti i due ragazzi della narrazione. Hanno qualcosa in comune?

Nella Grecia del V° secolo, la scuola di Pitagora imponeva una prova quella del silenzio, per poter essere ammessi. Un ragazzo, Ippaso di Metaponto, l'ha superata ed è entrato a far parte dei pitagorici. Qual'è il suo compito? Ricercare la verità. Questa ricerca porta il giovane a risolvere una questione, ossia, l'irrazionalità del rapporto tra la diagonale ed il lato del quadrato. Non può, però, svelare nulla perché entrerebbe in conflitto con il maestro, ma è giusto non rendere partecipe nessuno? Si può e si deve mantenere un riserbo su una scoperta che potrebbe rivoluzionare il sapere anche se questa causerebbe la fine del Maestro?

1890, Parigi è in subbuglio per il grande afflusso di personalità. Si avvia il congresso dei matematici e due ragazzi greci, si incontrano proprio durante il convegno. Stefanos e Mihail, sono entrambi appassionati di questa scienza e seguono tutte le relazioni presentate dai vari luminari, dopo proseguono nelle discussioni nei locali di Montmatre dove conoscono un giovane pittore che firmerà le sue opere con il cognome materno, Picasso. I due ragazzi convergono su quasi tutti i punti ma in uno specifico si trovano in disaccordo: Stefanos, infatti, è convinto che esiste un algoritmo per risolvere uno dei 23 problemi di Hilbert, ma Mihail, afferma che tale soluzione depaupererebbe la creatività di questa disciplina relegandola a mero calcolo.

Con un salto temporale ci troviamo nel 1929, e Stefanos viene rinvenuto cadavere chi e perché è stato ucciso? Esiste una connessione tra la morte del giovane greco e quella avvenuta nell'antichità? Alla fine servirà la morte del giovane, come per Ippaso, per fermare la verità, uccidendo l'ideatore, può morire un'idea?

Questa narrazione ha anche un altro pregio, descrive e fa risaltare il rapporto umano, l'amicizia tra i due ragazzi.

Consiglio la lettura e se desiderate nel sito IBS.it si può acquistare , in formato cartaceo, a prezzo di € 8,08, usato € 4,75

Breve note sull'autore:

Nato ad Atene nel 1954. Laureato in matematica all'Università di Parigi Pierre et Marie Curie. Insegna matematica e scrive saggi e articoli su questa disciplina, e sull'informatica inoltre, ha composto un saggio sulle scienze positive. Ha tradotto gli scritti di Denis Guedji e questo è il suo primo romanzo che, in Grecia, è stato un betseller.

















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