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VIAGGIO ALLE GALAPAGOS



Ormai l'estate ci ha salutati, ora pian piano dobbiamo apprestarci e prepararci all'arrivo dell'inverno. 

Purtroppo non adoro questa stagione; troppo il freddo, troppa l'umidità, almeno qui in pianura padana!

Quando guardi il paesaggio vedi gli alberi tutti spogli, non senti l'allegro cinguettio degli uccellini ed il colore dominante è il marrone tendente al nero.

Solo se nevica allora tutto assume un nuovo aspetto. Innanzitutto il rumore è attutito, poi il paesaggio, almeno secondo me, diventa elegante questo manto , soprattutto nei parchi e nei giardini, avvolge i fusti degli alberi ed il contrasto tra il nero dei secondi ed il bianco della neve mi fa veramente impazzire.

Per tutto il resto ammetto che non vedo l'ora che termini la stagione invernale così da rivedere il sole e sentire il tepore che riscalda oltre alle ossa anche il cuore.

Dopo questa antifona, propongo un viaggetto in un arcipelago che si trova nell'Oceano Pacifico a 1000 km dalla costa occidentale dell'America del Sud. Appartiene all'Ecuador e oltre a chiamarsi Galapagos, può essere noto anche con il nome di Arcipelago di Colombo, o Arcipelago dell'Ecuador o, infine, Arcipelago di Colon.

E' un insieme di isolette, 14, di origine vulcanica. Di queste alcune sono antiche, hanno oltre quattro milioni di anni, altre, le ultime, sono ancora in via di formazione. L'arcipelago è considerato attualmente un luogo dove l'attività vulcanica è molto attiva.

Luogo abbastanza isolato e con un'ampia varietà di climi e di habitat, grazie alle correnti marine, qui si sono sviluppate molteplici specie endemiche di animali e vegetali che hanno ispirato  la formulazione della teoria dell'evoluzione al famosissimo Charles Darwin. 

Nella sua opera, "L'origine della specie", sono presenti molti richiami a questo arcipelago.

Nel 1978, le Galapagos  sono state dichiarate patrimonio dell'umanità e nel 1984 sono diventate riserva.

Piccole curiosità:
la loro scoperta è stata casuale. Nel 1535, il 10 marzo, Fra' Tomas de Berlanga, vescovo di Panama, si stava recando, via mare, in Perù per dirimere una disputa tra Francisco Pizarro ed i suoi luogotenenti, dopo aver conquistato i territori Inca. La nave incappò in una zona di bonaccia e le correnti la portarono alla deriva in queste isole. Nel rapporto, redatto in un secondo momento per il  re Carlo V, il frate descrisse queste isole come luogo deserto e popolato da tartarughe giganti, iguane e leoni marini notando la loro particolare mitezza.
In seguito, per un certo periodo divennero riparo per i pirati. Vennero riportate nelle mappe geografiche di Ortelius e Macarone a partire dal 1570 con il nome Insulae de los Galopegos, cioè isole delle tartarughe.

Furono visitate per la prima volta dall'inglese Richard Hawkins nel 1593, poi vi approdò Alexander Selkirk, l'autore di Robinson Crusoe.

La prima missione a carattere scientifico venne fatta nel 1790 con il comandante siciliano Alessandro Malaspina per volere del re di Spagna.

Vennero annesse all'Ecuador nel 1832.

Durante la seconda guerra mondiale sull'isolotto Baltra gli americani installarono una base radar.

L'isola di Isabella fu un carcere dal 1946 al 1959.



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