C.E.S.P.P.

Cari lettori e lettrici del mio angoletto,
voglio raccontarvi ora del CESPP


E' un centro di Supporto Psicologico Popolare di Tor Bella Monaca, quartiere alla periferia di Roma.

Il 21 Gennaio del 2014 sul sito LAICI.IT appare questo articolo a cura di Massimo Filipponi, lo copio pedissequamente per non incappare in fuorvianti rimaneggiamenti

E' nato il Cespp

Articolo di: Massimo Filipponi


In questi giorni, a Roma, nel popolare quartiere di Tor Bella Monaca, è nato il Cespp: un luogo dove incontrarsi, potersi conoscere e confrontare, sentirsi ascoltati e accolti con l’aiuto di personale professionale specializzato. La psicologia, il counselling, ovvero il supporto psicologico e l’ascolto, sono il ‘servizio-base’ del Cespp, un progetto sperimentale nato all’interno di ‘Psicologia popolare’, per fornire il servizio in oggetto a livello popolare e alla portata di tutti, ‘scardinando’ una cultura e un servizio sinora considerati alla portata di pochi, con costi inaccessibili o da ultima risorsa nelle problematiche psicologiche dell’individuo. Negli altri Paesi, l’assistente, lo psicologo, il counsellor è una figura che accompagna il cittadino all’interno della sua quotidianità come figura sia di prevenzione, sia di assistente e consulente sociale: è presente in tutte le aziende, le istituzioni, in ogni realtà sociale, nelle scuole, nelle comunità varie. In Italia, purtroppo, chiedere un consiglio o farsi seguire, o consultare uno specialista del settore viene da molti visto, specialmente a livello popolare, come un elemento di problematiche di cui vergognarsi e da affrontare in modo occulto: non è così! Tale figura deve essere vista alla stregua del medico che svolge anche una funzione di consulto periodico al di là della malattia stessa e come forma di prevenzione o mantenimento di un normale stato di equilibrio sociale e personale del cittadino. Il Cespp promuove psicoterapia individuale, incontri di gruppo, pratiche di rilassamento e quant’altro rientri nelle tecniche di psicologia professionale, il tutto a costi popolari. Quando si riesce a creare qualcosa a indirizzo fortemente sociale non si può non sentirsi soddisfatti. Lottare per un’idea, per una proposta, rompere i dubbi, le incertezze di chi non crede, di coloro che, magari, solo perché non è un’iniziativa partorita da loro, o dal loro schieramento partitico, o per altri motivi personali, allora cercano di boicottarla, pur sapendo che si tratta di un’iniziativa di utilità sociale, di volontariato. Ma questo progetto già si sta espandendo e sta incontrando consensi anche da parte di operatori nel sociale di molte istituzioni locali di altrte parti d’Italia. Questo primo ‘punto d’ascolto’, dedicato alla memoria di ‘Lino Filipponi’ è un’iniziativa nata all'interno della ‘Sirio 87’, su di un progetto della dottoressa Stefania Catallo, counsellor, una vera ‘macchina da guerra’ per energia, vitalità, personalità e carisma.

Il 12 Gennaio su liberarte.org


CHIUDE IL CE.S.P.P.

Uno strumento in meno per lottare contro il femminicidio

Il 27 maggio 2011 il Ce.s.p.p. Centro di Supporto Psicologico Popolare, iniziò un lavoro difficile e mirato nel quartiere depresso di Tor Bella Monaca: da quella data, sono stati raggiunti alcuni importanti obiettivi.
Primo fra tutti: rendere accessibile a tutti l’ascolto e il supporto psicologico abbattendo drasticamente le liste d’attesa e i costi elevati.
In appena due anni il Cespp è diventata una realtà ben radicata nel tessuto sociale di Tor Bella Monaca, e questo è stato possibile portando avanti un lavoro in condizioni di totale autofinanziamento e autogestione, mirato anche e soprattutto sulle donne vittime di violenze. Queste donne, umiliate e sbandate, che non sapevano con quali istituzioni parlare e quale percorso intraprendere, hanno trovato ascolto ed accoglienza con e tramite  il Cespp.
Tuttavia, con questo comunicato di oggi, vogliamo sottolineare con molta chiarezza che, a partire dal 14 gennaio 2014, il Ce.s.p.p. sarà impossibilitato a proseguire nel suo lavoro all’interno del quartiere. Più volte in questi anni abbiamo tentato di sensibilizzare le istituzioni locali municipali sul reale rischio dello sfratto che avrebbe di fatto sancito la fine delle nostre attività a Tor Bella Monaca. Nelle stesse occasioni – inutilmente – abbiamo cercato una collaborazione diretta delle istituzioni sulle varie attività del Centro, tramite la concessione di un locale comunale del quale ci siamo impegnati a pagarne le spese vive, ottenendo in cambio un umiliante e urlante silenzio, e tanta indifferenza.
Tutto questo accade quando da tutto il mondo sociale e politico si reclama la creazione di nuovi centri antiviolenza. E accade che la politica e le istituzioni locali permettano la chiusura di uno di questi centri. Questo non è solo uno schiaffo al nostro lavoro, ma alle centinaia di donne morte durante questi anni, e a tutte quelle che per loro fortuna sono ancora vive, grazie al lavoro di chi come noi cerca di fermarne la mattanza.
Non è dunque nostra volontà interrompere il lavoro intrapreso nel 2011 è soltanto la triste realtà, una realtà che ulteriormente penalizza un quartiere come Tor Bella Monaca, che quando avverrà la nostra chiusura, si aggiudicherà un ulteriore triste primato: quello dell’indifferenza al tema del femminicidio.


La redazione di Libera.Tv e l’Associazione LiberaRete in questi anni hanno seguito l’attività del Centro e della sua Presidente Stefania Catallo.
Il CE.S.P.P. ha rappresentato una esperienza partecipata e solidale straordinaria. Esprimiamo ai compagni del CE.S.P.P. la nostra profonda solidarietà. Dopo gli importanti convegni organizzati dal Centro, dopo la straordinaria esperienza teatrale contro il femminicidio a Rebibbia, dopo il riconoscimento generale per l’attività di supporto psicologico in un quartiere così difficile come Tor Bella Monaca di Roma il mancato intervento delle istituzioni locali a difesa della continuità operativa del centro risulta incomprensibile.
Si dice che Roma sia governata da una amministrazione progressista. Se questa amministrazione non difende esperienze come quella del CE.S.P.P. dimostra la distanza abissale tra i proclami e la realtà. Noi siamo con il CE.S.P.P. e speriamo che sia possibile ancora ribaltare la situazione.

Libera.tv e LiberaRete


 Oggi nella mia mail arriva questa petizione da parte di Change.org:
Ciao Marta,
Il Cespp, Centro di Supporto Psicologico Popolare di Tor Bella Monaca, quartiere della periferia di Roma, in due anni ha portato avanti in condizioni di totale autofinanziamento, la tutela di circa 1000 donne vittime di violenza. Mille donne che in questi due anni sono rimaste vive, aiutate nel percorso di consapevolezza del proprio valore e sostenute in quello di denuncia dei propri uomini violenti senza fondi né dalle istituzioni né dai servizi sociali.

Ora il Cespp, di cui sono la fondatrice, non ha più tempo: ospitato gratuitamente dal maggio 2011 nei locali dell’associazione “Sirio87” - con cui non ha nulla in comune rispetto alle attività prodotte - si ritrova a subire la situazione determinata da vicende precedenti e sconosciute al Cespp. Vicende tra la "Sirio 87" e i legittimi proprietari dei locali che hanno determinato la sospensione delle attività a causa dello sfratto della "Sirio 87" che, fissato lo scorso 14 gennaio, è tuttora pendente. 

Abbiamo per questo dovuto interrompere le attività. In un colpo solo sono saltati il servizio del centro antiviolenza ed è stato eliminato un punto di riferimento per le centinaia di persone che gravitano intorno alla struttura.

Il Cespp è un progetto sociale che ha dato vita anche ad un progetto culturale. Già ora il Centro è stato costretto a sospendere il servizio a causa della mancanza di un locale idoneo nel quale operare. Tor Bella Monaca è un quartiere definito a rischio, dove alto è il numero di chi sta scontando una pena agli arresti domiciliari e forte è il mercato dello spaccio.

Da quando il Cespp ha iniziato il suo lavoro il 27 maggio 2011 sono stati raggiunti alcuni importanti obiettivi e il centro è diventato una realtà ben radicata nel tessuto sociale. 


Stefania Catallo via Change.org


Ora, oltre a incitarvi a cliccare su Firma la petizione, mi viene spontaneo farmi una domanda

Ma quante volte abbiamo sentito, e sentiremo ancora, notiziari televisivi che denunciavano violenze, abusi omicidi contro le donne?

E' così che chi dovrebbe promulgare leggi, creare aiuti, sensibilizzare le coscienze, prova a afre qualcosa? perché se è questo il modus operandi secondo me dire che siamo messi male è solo un eufemismo!!

Non rimaniamo scioccati alla prossima notizia di femminicidio perché qui nel nostro Paese non mi sembra che stiamo facendo gran che se non una marea di chiacchiere sterili e molto audience nei giorni di denuncia del fattaccio.
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