IL GATTO: STORIA MITI E LEGGENDE I° EPISODIO

Buon giorno ieri l'ultimo scritto riguardava il gatto, più precisamente il giorno speciale dedicato a questo animale che con l'uomo ha avuto un rapporto assai strano, venerato come un Dio e odiato come il più grande dei mali. Gli umani hanno nei secoli, assunto atteggiamenti differenti e ancora oggi mi capita spesso di sentire , in caso di non affinità con il felino, esternazioni assai forti nei suoi confronti.

Storicamente parlando è molto interessante vedere il rapporto ambiguo tra uomo e gatto in quanto da certi accadimenti si comprende come era il pensiero sociale del tempo.

Ho dedicato un articolo sulla storia del cane, più precisamente "da lupo a cane il cammino di un fiero animale", quindi ora propongo il gatto che è un altro amico a quattro zampe che allieta giornate a più di una persona. 

Sono, ormai, concordi più psicologi nell'affermare che è altamente costruttivo e benefico avere un rapporto affettivo con un animale.

Nelle case sono presenti vari tipi di animali cane, gatti, uccelli, pesci, tartarughe, furetti piccoli roditori, conigli e a loro modo comunicano affetto e amore verso di noi quando ce ne prendiamo cura. Per esempio a casa, oltre alla cagnolina, Kunai, alle due gattone, Pimpa e miciona, abbiamo una porcellina d'India, Samanta. Lei ogni giorno intorno all'una mi fischia fino a che non vado nella stanza dove si trova la sua tana e si calma quando la prendo in braccio e le faccio un pochino di coccole. Il sentimento che provo nell'accarezzare questa piccola creatura è il medesimo che ho verso il cane ed il gatto: serenità, felicità e pace.

Adoro i miei amici a quattro zampe e non li lascerei mai ho assunto un impegno nei loro confronti quando abbiamo deciso di averli e per questo fino a quando non giungerà il loro momento saranno sempre i miei compagni di vita, oltre ovviamente ai due magnifici figli e al mio maritino.

Or dunque basta ciarlare ed iniziamo con l'avventura del gatto. Ultimo appunto, poiché sarà vasto lo divido in più articoli, spero che vi interesseranno e vi coinvolgeranno. Se leggendo avete informazioni, consigli o altre storie da raccontarmi sono ben accetti, caso mai potrò ampliare il discorso aggiungendo anche le vostre storie, anzi mi piacerebbe tantissimo conoscerne qualcuna.


Il viaggio nella storia del gatto, I° episodio, il cammino dalla preistoria ad oggi.

Molto spesso quando ci soffermiamo a guardare un gatto mentre sta in agguato e poi, con un balzo improvviso, si butta sulla preda siamo soliti paragonarlo ad un leone. Sarà, forse,  per i documentari che  facciamo sempre un paragone simile? Ma il gatto domestico, il nostro bel micetto, da chi discende?

Prima di tutto se avete il desiderio di approfondire di persona, bene andate in questo sito PLOS ONE, qui troverete  un esaustivo articolo a carattere scientifico sugli studi che riguardano l'evoluzione preistorica dei felini. A grandi linee si può dire che la parentela con i leoni non è poi così stretta come generalmente si crede. Con i grandi predatori come leoni, tigri giaguari, i gatti possono essere considerati dei lontani cugini. Basandosi su studi comparativi  dei teschi dei felini preistorici e moderni l'Università di Bristol è giunta ad una conclusione, pubblicata in seguito sul sito sopra menzionato. I ricercatori padri di questi approfondimenti sono stati Manabu Sakamoto e Marcello Ruta. Dalla misurazione dei teschi, comprendendo anche quelli delle famose tigri dai denti a sciabola, sono giunti alla conclusione che sussiste una differenza evolutiva tra i gatti moderni e le tigri dai denti a sciabola. I gatti di oggi, che sono di tipo medio-piccolo, il puma, la lince ed il ghepardo si sono ad un certo punto distaccati dalla linea evolutiva intraprendendo un diverso cammino, prendendo una forma cranica differente.



Nell'era Terziaria, nel Paleocene, viveva un  carnivoro, si cibava di uccelli e di uova, con denti aguzzi, artigli e lunga coda, il suo nome è Miacis  capostipite dei Miacidi rimasti fino all'Eocene. 



Dai Miacidi attraverso i Cynodictis discesero i Cinoidei da cui si svilupparono altre famiglie: i Canidi, che comprendono cani e lupi; i Procionidi, che contemplano  procioni e panda; i Mustelidi, che racchiudono donnole e tassi e gli Ursidi, gli orsi. Il gatto è della famiglia dei Felidi da qui si sono formate le varie sottofamiglie tra cui il felini presente ancora ai giorni nostri. 

L'area del Nord Africa ha visto la nascita dei Feloidei durante il periodo Cenozoico, circa 65 milioni anni or sono, quando in quei luoghi erano presenti grandiose e bellissime foreste. Proprio qui viveva il Proailurus da cui discese il Felide (30-20 milioni di anni fa) primo antenato linciforme dei Felidi moderni. Di dimensioni più grandi pesava una decina di chili denti acuminati, coda lunga, e grandi occhi. Cinque milioni di anni fa si differenziarono altre famiglie  di piccoli gatti:
il Felis Margarita, gatto delle sabbie; il Felis Chaus, gatto delle paludi e della giungla; il Felis Sylvestris, gatto selvatico europeo: il Felis Ornata, gatto delle steppe; il Felis Bieti, gatto del deserto della Cina. Sarà il Felis Sylvestris a diventare il gatto protagonista di questa storia. I Felidi sono carnivori a differenza dei Canidi che sono onnivori. Come vuole la regola c'è sempre un'eccezione, ossia infatti il Panda, nome giapponese che significa orso-gatto, è divenuto nel tempo erbivoro, come ben sappiamo questo dolcissimo e bellissimo animale si ciba di bambù. 


Poiché i Felidi sono carnivori hanno dovuto imparare bene le tecniche di caccia diventando molto intelligenti, veloci, coraggiosi e forti per riuscire a catturare le varie prede. Piccola curiosità nell'antico Egitto il ghepardo veniva impiegato dal re nella caccia, anche in Grecia accadeva la stessa cosa. Lo storico Strobone , geografo e storico vissuto tra il 63 a. C. ed il 19 a.C. narra che i ghepardi venivano ridotti in cattività proprio per essere impiegati nella caccia. Lungo le rive del Gange, anticamente, vivevano tantissimi esemplari di ghepardi. L'usanza di avere questi animali durante l'attività venatoria è andata avanti per un lungo periodo, durante il rinascimento re Luigi XII portò in Francia i ghepardi di Ludovico Sforza, Duca di Milano, dopo averlo sconfitto ed essersi impossessato della città.

Il manto del Felide presenta colorazioni differenti perché poteva mimetizzarsi meglio nel luogo di origine per questo ci sono gatti dal pelo rosso, con striature gialle, maculato e striato come se fossero raggi di sole filtrati tra la folta vegetazione delle foreste in cui cacciava.

In passato sono esistiti tre popolazioni differenti di gatto; quello selvatico africano (gruppo Lybica), stanziato in Africa e Medio Oriente; il gatto selvatico (gruppo Sylvestris) presente nei boschi di conifere della Norvegia, Svezia e Finlandia; gatto selvatico indiano (gruppo ornata) presente nelle steppi nelle terre semideserte del Medio Oriente, dell'India, della Russia e della Cina.

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