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GLI SCIENZIATI DIMENTICATI (PARTE PRIMA) THOMAS TOWNSEND BROWN

Buona sera a tutti,

eccoci nuovamente qui, oggi vi vorrei parlare di alcuni uomini che hanno contribuito alla causa della scienza ma, per motivi che andremo a capire, sono stati dimenticati. Non sempre, purtroppo, il lavoro e l'impegno diventano l'anticamera della fama. 

Però la soddisfazione personale nel vedere realmente che i propri sforzi hanno portato ad un risultato è un motivo di orgoglio e di input per non arrendersi mai e cercare di perseverare.

Dopo questo preambolo personale, passo a presentare il primo.

Chi fu Thomas Townsend Brown?


Fisico americano, nato in Ohio agli inizi del Novecento, morto nel 1985 ad Avalon, Stato della California.

Egli lavorò per svariati istituti di ricerca come lo Smithsonian Institute.
Durante il secondo grande conflitto, lo vedeva capitano di corvetta, studia e realizza un metodo per la rilevazione magnetica per le mine di profondità.

Nel 1943 dirige il progetto Raimbow, il cui nome in codice è Philadelphia Experiment, per rendere le navi invisibili ai radar nemici, soprattutto ai famosissimi sommergibili tedeschi U-Boot.

A quei tempi c'era un grande fervore per trovare nuove strategie così da sconfiggere l'armata tedesca che sembrava indistruttibile. Sia in Germania, sia in America, con la collaborazione degli inglesi e di tutte gli alleati, un esercito di scienziati erano alla ricerca di nuove armi. 

Fu così che si creò Los Alamos, con il progetto Manattham, portando contemporaneamente avanti studi sul teletrasporto e l'antigravità. Proprio su quest'ultima Townsend fece passi avanti.

L'esperimento Filadelfia però non diede i tanto sperati risultati anzi qualcosa andò assai male la nave, un cacciatorpediniere usato come supporto, divenne realmente invisibile così come il suo equipaggio: l'esperimento fu tragico e portò l'abbandono del progetto.

Ma come fu possibile rendere invisibile una nave con tutto il suo equipaggio?

Townsend si rifece agli antichi studi di William Byler che scoprì la luce nera o luce di Wood, ossia una sorgente luminosa che emette radiazioni elettromagnetiche nella gamma dei raggi ultravioletti, come quelli che arrivano dal sole dai quali siamo protetti per la fascia di Van Allen. La luce di Wood potrebbe servire per intercettare e vedere oggetti che viaggiano con un altro spettro di luce.
Townsend collaborò anche con Einstein. Entrambi erano interessati agli studi sulla gravità.


Terminata la guerra entra alla Lockheed corporation. 
1951, pubblica la sua ricerca inerente un'apparecchiatura elettro-cinetica che sembra capace di vincere la gravità. Grazie a questa invenzione sale ai vertici della RAD Corporation. Vi rimane sino al 1974. Questa società è attiva nei servizi militari, costruisce basi segrete e collabora in progetti come quello per il controllo mentale.
Da questo momento in poi Townsend lavora in laboratori militari e studia velivoli anti-gravitazionali.

Usa elementi chimici come il berilio, l'alluminio, il vanadio, il rame ed il bismuto e capisce che possono essere impiegati su congegni per schermare la gravità quando sono associati ad un forte campo elettromagnetico. Tra tutti gli elementi il bismuto è quello che predilige in quanto sembra che abbia un'importanza di primo piano per il collegamento con la superconduzione.

Già nel 1778 Brugmans osservò che il bismuto veniva respinto dai campi magnetici. Nel 1845, Faraday conia il termine Diamagnetismo.
In natura molti materiali possiedono una componente diamagnetica, ossia in presenza di un magnete queste sostanze, come anche l'acqua, non risentono dell'effetto di un campo magnetico.

Townsend è convinto che tra gravità ed elettricità ci sia un collegamento e le sue apparecchiature lo dimostrano. Quando, per esempio lavora alla Lockheed Vega Aircraft costruisce un condensatore a forma di disco volante su cui applica correnti continue di varia natura ed intensità ad alto voltaggio e che si dimostra in grado di volare emettendo una luce bluastra ed un leggero ronzio. Proseguendo riesce a far sollevare oggetti più pesanti. 

Da questo punto in poi inizia il suo declino gli altri scienziati iniziano a dileggiarlo non credendo ai suoi studi.

Si trasferisce, allora, in Francia e riesce a far volare a 187 km orari dei dischi impiegando una tensione compresa tra i 100.000 e i 200.000 volt. Molte compagnie aeree si interessano ma ad un certo punto tutto cadde nell'oblio fino a quando lo scienziato trova un altro mecenate che in circostanze misteriose muore. 

Dei suoi lavori anche la C.i.a si interessa.

Il regista Stephen Cornwell girò un film "Philadelphia experiment 2", abbastanza interessante a tal proposito. Meglio ancora è "Countdown  dimensione zero" del 1980 di Don Taylor con Kirk Douglas, Martin Sheen dove si fanno numerosi riferimenti al progetto Filadelfia e dove scompare una portaerei di nome Nimiz.



Della gravità si interessò anche il famoso scienziato Nikola Tesla.

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