I CLOCHARD INTELLETTUALI

Ogni città del mondo ha i suoi clochard, Parigi, Londra, Vienna, Milano, Genova. Oggi vi voglio presentare la storia di uno di loro. Sono cresciuta a Milano, città della moda e degli affari. Qui il tempo scorre in modo frenetico, a detta di tutti coloro che ci hanno vissuto parzialmente cioè venuti nella grande mela del nord Italia in età già adulta magari provenendo da una cittadina più piccola.

Sinceramente non mi sono mai sentita in questo modo. Essendoci cresciuta per me il tempo scorreva con la stessa velocità degli altri, anzi a volte anche molto lentamente. Non era la città ma il mio stato d'animo a scandirmi il passaggio dei giorni.

Oggi che vivo in una piccola cittadina vicino a Venezia non trovo nulla di diverso.

A Milano quando frequentavo le scuole superiori molto spesso mi capitava di andare in giro e trovavo scritto sull'asfalto frasi che inneggiavano alla libertà o denunciavano problemi morali e sociali oppure delle riflessioni di carattere filosofico.




L'autore di questi scritti era un barbone.

Qui di seguito ecco un video da YouTube.


Questo signore era solito firmare i suoi scritti con la sigla C.T., Carlo Torighelli. 
In Facebook c'è anche una pagina a lui dedicata C.T.

Alcune sue frasi famose:
"Povertà vuol dire morte lenta"; "Fate la guerra con la mente sbarrate il passo alla guerra delle armi", ma quella più famosa tra tutte era "Popolo bue ti uccidono con l'onda".



La frase qui sopra è stata scritta più e più volte con la vernice bianca. Può essere considerata una follia senza senso ma, il caso vuole, che a distanza di anni venne fuori lo scandalo di Radio Vaticana con le sue potenti antenne.
Infatti nel 2001 si scoprì che dalle antenne di questa radio, situate alle porte di Roma, venivano emesse onde elettromagnetiche così potenti che a Cesano dai citofoni delle case, dai televisori e, perfino, dai lavandini si poteva sentire Radio Maria. Molte persone sostennero che queste onde troppo forti abbiano causato dei tumori e delle leucemie. Purtroppo il processo che seguì non finì con un nulla di fatto. Per maggiori informazioni sulla vicenda potete leggere questo articolo apparso sul Messaggero
Di quest'uomo si sono interessati dapprima un antropologo paleontologo del Museo di Scienze naturali, artista e docente a Brera, Giulio Calegari che raccolse tutti i bigliettini di CT e poi, anche, la docente di Brera Elisabetta Longari. C'è anche un libro a lui dedicato dal titolo " C.T.-L'onda assassina" di Gian Luigi Re, Papiro edizioni, 1998.
Carlo Torrighelli nacque agli inizi del secolo scorso a Laveno. Partecipò alla Resistenza durante il conflitto della seconda grande guerra. Dopo si sposò e divenne membro attivo del Partito Comunista della Sezione di Porta Garibaldi. Lavorò come marmista e per molti anni divenne un senzatetto. Egli viveva generalmente sotto l'arco della Pace, ingresso del Parco Sempione. Il Comune della città gli assegnò una casa in via Pinamonte da Vimercate 9, dopo giorni di proteste dello stesso C.T. di fronte a Palazzo Marino e così li terminò la sua vita.
Girava per le via della città con un triciclo in compagnia dei suoi adorati cagnolini Bela, Umanità e Amore, Per declamare i suoi slogan usava un megafono e poi li scriveva sul cemento nelle vie. Mouore tra il 4-5 di novembre nel 1983 all'età di 75 anni si presume per un arresto cardiaco.
In suo onore a Genova, presso gli spazi espositivi della Commenda di San Giovanni di Prè viene allestita una mostra dal titolo "Noi, quelli della parola che sempre cammina".




Ed ecco una canzone a lui dedicata da YouTube:


Carlo Torrighelli non è il solo anche Genova aveva il suo clochard artista, ma questa è un'altra storia, la prossima.

Comunque sia anche una persona che magari non gli daresti a vista un centesimo, come si suol dire, porta dentro di se gran ricchezza e se magari imparassimo a fermarci ad ascoltare non vivrebbe un'esistenza triste ed ai margini. Infatti ora che Carlo è morto il web e non solo gli ha riconosciuto il suo valore. Non è il primo e non sarà l'ultimo, ma quando impareremo?

Oggi Pietro Pastore ha condiviso con me delle foto bellissime alcune ritraevano delle frasi scritte sui muri a Polignano a Mare. Quando le ho viste mi è subito venuto in mente C.T. la leggenda metropolitana milanese, il suo poeta di strada e così ho voluto dedicargli un articolo. Mi ha accompagnato per tutti i miei anni scolastici, molto spesso lo incontravo vicino a Piazza Castello in compagnia dei suoi adorati ed inseparabili cuccioli.




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