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IL CARNEVALE VENEZIANO-IL CARNEVALE E LA SUA STORIA






Dal giorno di San Valentino nella città lagunare è iniziato ufficialmente il carnevale del 2014. Quest'anno è stato aperto con cento imbarcazioni che hanno sfilato in Canal Grande per giungere al rio Cannaregio. La sera precedente c'è stata la battaglia tra due macchine sceniche montate su due barche dove due band musicali si sfidavano al ritmo incalzante dei tamburi.

In questi giorni la splendida ed ineguagliabile Venezia, risplende di mille e più colori e suoni tra le calli. E' tutto un fermento movimento allo stato puro. 

Vengono organizzati svariati eventi, per approfondimenti se desiderate fare un salto in questi giorni goliardici ecco il programma CARNEVALE DI VENEZIA 2014 


Visto che in rete potete trovare ogni delucidazione su questi  festeggiamenti ho deciso di approfondire l'argomento in maniera alternativa. Quando è nato il carnevale?. Perché si è sentito il bisogno di vivere queste giornate?

Quindi che sia dia inizio a
IL CARNEVALE E LA SUA STORIA: 
le maschere provengono dal paleolitico

Come ben sapete in tanti luoghi della Terra si festeggia il carnevale. In Italia ogni angolo, dal paesino alle grandi città, ha il suo. Tra i più rinomati troviamo quello veneziano e quello di Viareggio. In Brasile è assai famoso il carnevale di Rio ma, ad esempio, anche a Panama si festeggia con una settimana dove si balla e si canta notte e giorno senza mai un attimo di tregua, almeno così mi ha raccontato la mia vicina che è una panamense.

Le radici risalgono a un periodo molto antico. 
Da sempre l'uomo ha utilizzato maschere arricchite da penne e piume e dalle forme più incredibili, nel tentativo, da parte degli sciamani o uomini medicina, di cacciare gli spiriti maligni che si crede si siano impossessati di un membro del gruppo. Già nel paleolitico si usavano le maschere o per motivi religiosi o per la guerra, in questo caso l'intento era quello di terrorizzare il nemico grazie all'aspetto mostruoso della maschera indossata.

I cacciatori paleolitici raffiguravano bestie selvatiche, mentre i contadini neolitici dell'Europa anche animali domestici. Fino ad oggi si conoscono 55 raffigurazioni paleolitiche di uomini travestiti da animali: quella di Teygat su corno di cervo dove si vedono tre uomini travestiti da camoscio, quella di Lourdes, su ardesia, che raffigura un uomo avvolto da pelle di cervo con corna di cervo sul capo ed una lunga coda di cavallo e, infine,  il "grande stregone" delle grotte di Trois Frères, alto 75 cm con la testa incorniciata da grandi corna di cervo, il viso di gufo le orecchie come quelle dei lupi, la barba da camoscio, le braccia come zampe d'orso ed una lunga coda di cavallo. Questo sembra sia un sacerdote-stregone paleolitico, che si travestiva in questo modo per superare la natura umana e raggiungere la dimensione sovrumana. Gli sciamani usano generalmente travestirsi con maschere ed abbigliamento animale, tra cui sono compresi elementi ornitologici per simboleggiare la trascendenza.

Un altro ruolo che assume la maschera è  rappresentato quando chi la indossa reincarna l'antenato che,  nel momento in cui  la indossa,  non è più lui  ma diventa l'avo morto riportato in vita.
Le maschere terrificanti sono tantissime le principali si ispirano al mondo dell'incubo, della morte della demonologia. Ne fanno uso, per esempio, in Tibet, Cina e a Ceylon. In Tibet la maschera rappresenta l'essere sovrumano demoniaco che l'uomo incontra dopo la morte.

Esiste un credenza tra gli Zuni che spiega l'uso della maschera. Gli Zuni sono una popolazione amerindia di agricoltori stanziata attualmente nel Nuovo Messico. Ad oggi ci sono 12.000 persone di cui l'80% è formato da nativi e la maggioranza vive nella riserva omonima situata tra l'Arizona ed il Nuovo Messico. Loro hanno gli spiriti Kacina, spiriti dei morti che si identificano con gli antenati. Secondo la loro credenza questi,  periodicamente, visitavano i vivi, però ogni qualvolta che poi se ne andavano, puntualmente, venivano seguiti da alcune donne. Ad un certo punto questi spiriti si resero conto di ciò e, così, decisero di non venire più direttamente ma incaricarono i vivi di costruire delle maschere, simili a quelle indossate nell'aldilà, che sarebbero divenute i loro spiriti. Oggi ci sono ancora danze mascherate tra questo popolo e sono le ritualizzazioni dei tempi antichi dove si ripetono gesti che si rifanno all'alba dei tempi. La visita dei Kacina era attesa perché portava la pioggia e benediceva il raccolto.

Anticamente c'erano varie popolazioni che indossava maschere nei rituali benefici per avere un'influenza positiva sul bestiame e sull'agricoltura.

In altri luoghi, come in Bulgaria le maschere imitano la testa di un morto. Nell'Europa centrale, dove si svolgono cerimoniali nei "Dodici giorni" o a Carnevale, le persone indossano maschere che raffigurano animali, spesso i cervi, le capre, le volpi o le aquile, oppure figure cristiane, come il diavolo, e suonano campanelli o sonagli e richiamano le antiche processioni dionisiache.


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