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DOVE FINIRA' IL FASCINO DELL'HIMALAYA?


Il 18 Aprile tredici sherpa, come sapete, sono morti mentre erano intenti a preparare la pista per gli scalatori. Purtroppo mentre fino a poco tempo fa le scalate si facevano nel centro dell'icefall, perché ritenuto un punto più sicuro dove almeno il pericolo delle valanghe non sussisteva, oggi, come denuncia Reinhold Messner in un'intervista, viene preferita una pista che si trova sotto la spalla ovest, tratto molto più pericoloso perché soggetto a valanghe.

Purtroppo l'Himalaya sta diventando sempre più un business sia per le agenzie di tutto il mondo, sia per i tibetani e i nepalesi. 

Se andate a leggere in rete vedrete tante notizie di vario genere: c'è quella che paragona gli sherpa come gli schiavi degli anni duemila, chi afferma che sono una lobby dedita al guadagno. Poi c'è anche la notizia che gli sherpa sono in sciopero a causa dell'incidente. 

Ora non so bene ma Messner dichiara che si arriva a pagare ben 90 mila dollari per il sogno himalayano. Ora vi pongo una semplice domanda ma se voi foste un abitante di quei magnifici luoghi dove però la vita è estremamente dura e dove le possibilità di miglioria si trovano proprio in poche occasioni, come appunto diventare sherpa, cosa fareste?

Tanto tempo fa in un articolo che trattava la montagna avevo postato un video dove uno sherpa dichiarava che lui sapeva che ogni missione era un'incognita, una roulette russa, ma se voleva dare un futuro migliore e più ricco di speranza ai suoi figli doveva per forza svolgere questo lavoro.

Secondo me sta proprio qui la differenza: mentre per la gente locale le scalate sono un modo per poter migliorare la condizione di vita, per gli stranieri, invece, è un motivo di orgoglio per sé stessi o da mostrare agli altri. C'è chi scala perché ama la montagna e questo tipo di sport ma, comunque, nessuno è spinto da una motivazione così seria come gli sherpa.

Questa cosa mi mette tanta tristezza perché alla fin fine il lavoro di questi uomini è estremamente pericoloso e anche se guadagnano, come afferma Simone Moro nell'intervista rilasciata al quotidiano la Stampa, 20 o 50volte di più rispetto ad uno stipendio base di un nepalese, bisogna provare a vivere come vivono loro con i loro stipendi e nelle loro condizioni. Bene o male se non avete letto la biografia Moro asserisce che la sua attività di scalatore non è  lo scopo della sua vita ma solo un mezzo per scoprire i suoi limiti, le sue capacità  e capire e dimostrare che con la determinazione e la motivazione certe difficoltà possono essere superate. Bene allora perché non prova a superare con determinazione la difficoltà di essere un povero che è nato in un punto del pianeta bellissimo, affascinante ma che ti dà poche possibilità?

A quanto ammonta uno stipendio medio di un nepalese?  Il governo ha di recente fissato lo stipendio mensile a 8 rupie, pari a 60 euro , al mese. Chi quindi sceglie questo tipo di attività lo fa per migliorare il suo tenore, come ad esempio cercare di comprarsi una casa. Comunque generalmente vengono pagati a peso, ossia tante rupie , tanti kg di portata: 400 rupie al giorno caricandosi 20 kg, un load. I portatori più forti riescono a portare tre, solo alcuni quattro, load. Purtroppo capita che se non muoiono per un incidente periscono per il troppo peso.

Loro la determinazione la dimostrano,  pensate che se su uno yak vengono caricati più di due load, gli animali si ribellano e poi Moro dice che è demagogia quello che in rete è stato scritto? 

Vi consiglio di cuore di leggere questo articolo intitolato "Gli sherpa, il popolo degli umili portatori dell'Everest", non sono nbati scalatori, lo sono diventati per vivere!" del corriere della sera.

Resta a voi dire il vostro pensiero ma dopo aver letto l'articolo, aspetto le opinioni.
Di seguito il documentario in cinque parti dal titolo "Everest una storia lunga 50 anni"






 OkNotizie

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