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LO ZEN E I KOAN PARTE PRIMA

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L'altro ieri ho presentato degli indovinelli e ho notato che sono stati apprezzati.

Prima di proseguire è giusto che pubblichi le soluzioni perciò eccole di seguito:
Il quesito di Einstein:
Il pesciolino appartiene al tedesco.
In questa pagina trovate tutto il grafico.
Luce, acqua gas



Fra coloro che mi hanno scritto c'è un caro amico di rete Francesco che mi ha detto che secondo lui, quello dell'acqua della luce e del gas era un koan.
Così eccomi qua a presentarvivi, perciò, i Koan e lo Zen, inoltre, ringrazio infinitamente Francesco per avermi parlato di questo argomento.
Poiché sono curiosa e mi piace scoprire sempre cose nuove e, inoltre, sono attratta dal sapere e dalla mentalità orientale ho voluto indagare per capire meglio.

Innanzitutto parto con il dire cos'è lo Zen.
E' uno delle sei perfezioni che rendono possibile l'illuminazione.
Il termine è giapponese ed è la lettura dell'ideogramma cinese ch'an che significa meditazione.
Lo zen, come afferma Suzuki è un mondo spirituale di non-distinzione che comporta il raggiungimento di un punto di vista assoluto.
Zen vuol dire guardare con i propri occhi, sentire con le proprie orecchie senza alcuna mediazione, senza compromessi, senza giustificazioni. Lo zen, o meglio la coscenza zen,  può essere come uno specchio che riflette così com'è l'immagine senza alterare o cambiare , né in meglio, né in peggio, le cose. Non si appropria degli oggetti che vi si riflettono ora sono nello specchio perché sono di fronte, ora non ci sono più perché si sono allontanate dallo specchio. Questa è una metafora che è presente nel libro On Zazen Wasan di Zenkei Shibayama.
Un concetto presente nello Zen è il vuoto. Un vuoto che si instaura tra un pensiero ed un altro. Lo Zen inizia nel momento in cui ogni parola viene meno per lasciare il posto al vivere del momento , al presente così com'è. La realtà viva non ha bisogno di significati è il nostro intelletto che sente il bisogno di edificarne.
Non si deve voler vedere di essere qualcuno, bisogna essere, al di là di ogni immaginazione e costruzione.
Lo Zen abbraccia il concetto, se lo si vuole definire, "Il vero vedere è, quando non c'è nulla da vedere". Così afferma Shan Hui.

Un altro bel testo da leggere, per chi lo desidera basta che mi contatti,  è lo Zen di Dogen, in rete ho trovato il pdf, di Kōshō Uchiyama.


Intorno al VI secolo venne introdotto in Giappone il buddismo affiancando il presente shintoismo.. Il maestro Dogen, vissuto nel XIII secolo, rinnovò il buddismo, proveniente dalla Cina, diffondendo il sōtō, lo zazen praticato non come un affrancamento dalle illusioni ma come un accesso immediato al risveglio. Egli redasse delle regole per la sua comunità monastica, propose medesimi concetti per religiosi e non a cui collegarsi, fondò templi zen, oggi il più rinomato è il Tempio della Pace Eterna, Zen Sōtō.

Un altro famoso maestro dello Zen fu Keizan, che stabilì i rituali della scuola, instaurò un calendario liturgico nel quale riunì la pratica di Dogen al movimento ciclico dell'universo. Fondò altri templi

Ecco delle posture Zen:

Posture de zazen from Association Zen Internationale on Vimeo.

Estratto dal film "Zen, vita di Dogen

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