BUON GIORNO: LA CARATTEREOPATIA



Ok è un termine che non esiste forse, non so non ho controllato nei dizionari ma l'ho pensato ed iniziato ad usare ad un certo punto della mia vita. 
Come tantissime altre volte ho scritto ad un certo punto, seguendo un sogno e la sua certezza, mollai tutto ciò per cui per lunghi anni avevo lavorato, studiato e coltivato per vivere accanto a colui che il sogno fatto tempo prima mii aveva indicato e così mi trasferii di regione e di città. Anzi abbandonai la città per iniziare la mia nuova avventura in campagna. Forse altri al mio posto non lo avrebbero mai fatto un passo del genere partendo anche dal fatto che colui che ho scelto come mio compagno era l'individuo che più in assoluto non avevo mai sopportato. Però credevo veramente nel mio sogno e nel messaggio che era racchiuso. Sono vent'anni che siamo insieme e trascorriamo l'uno vicino all'altro tante ore del giorno perché il lavoro del mio maritino si svolge dalla mattina presto, circa le quattro sino alle due del pomeriggio. Tutto il resto della giornata stiamo insieme ai nostri figli e ai nostri animali, due gattone un porcellino d'India e una splendida cagnetta che tra un po' diventerà mamma. Non usciamo tanto perché abbiamo da pagare tante pendenze però questo non mi affligge abbiamo molti interessi che ci accompagnano durante le giornate e, soprattutto tra noi c'è armonia. L'importante è stare bene è essere sulla stessa lunghezza d'onda, è vivere nella serenità e questo a casa c'è. Ci siamo impegnati a realizzare una situazione famigliare che potesse dare a ciascun membro il suo spazio costruendo una casetta dove i ragazzi possono avere gli amici in tutta serenità e dove anche noi genitori potessimo avere un posto per stare nella tranquillità. Questo non esclude il fatto che quando i figli o i loro amici desiderano vengono liberamente da noi ed iniziamo a chiacchierare dei vari accadimenti e di ciò che stiamo scoprendo e comprendendo. Ogni tanto sono i figli che organizzano le cene tutti assieme, preparano la grande tavola rotonda, stile re Artù con i cavalieri, e tutti ci sediamo e parliamo dei nostri sogni, delle nostre inquietudini e dei nostri desideri. Questa è la situazione di casa. Con sacrifici stiamo tentando di portarla avanti ma ne vale la pena e nel momento in cui si presentano difficoltà impreviste, accade abbastanza spesso, in famiglia ci facciamo presente questa armonia e ci ridiamo la carica a vicenda. Quando i nostri figli mi dicono che questa situazione domestica è veramente bella ne sono estremamente felice perché con questa frase mi fa sentire che i problemi alla fine sono solo un piccolo disguido dinnanzi a così tanta gioia. 
Devo anche dire che in casa anche i nostri animali sono stupendi e tanti non credono quando diciamo che la nostra Kunai, il cane, vive cic tu cic con le gatte senza alcun problema. Infatti Kukka è un cane da caccia e spesso dicono che è alquanto strano che non ci siano problemi con le gatte ed il topino e tra le gatte e miss topo. 
Ecco dove entra in gioco la "carattereopatia".
Coniai questo termine inizialmente con i figli quando erano dei nanetti di pochi mesi. Mi accorsi infatti che a seconda delle persone che decidevano di prendere in braccio e cullare i nostri pargoli.
Spesso accadeva che se la cullatrice era di indole serena loro sorridevano e si lasciavano sbracciolare fino anche ad addormentarsi, viceversa poteva anche succedere che il soggetto in questione fosse di indole nervosa, se non nevrotica, e subito i due infanti iniziavano ad agitarsi fino al punto di diventare delle sirene fastidiose. In quei momenti intervenivo e riprendevo in braccio il piccolo piangione e lo riportavo alla tranquillità Così compresi che pur ancora non avendo coscienza di essere praticamente individui i miei figli sentivano le persone e i loro stati d'animo. In quei giorni erano ancora abbastanza puri i vari meccanismi dell'educazione, i vari programmi non gli erano stati ancora insinuati nella loro esistenza e così essendo più esseri spirituali erano anche più sensibili e percettivi allo stato spirituale di chi li circondava e reagivano spontaneamente ai vari contatti. 
La "carattereopatia" è insita anche negli animali perciò ho compreso che non è il nostro cane o le nostre gatte ad essere speciali perché dormono tutti insieme ma è lo stato d'animo che è presente nella nostra casa.



Gli animali non hanno troppi programmi come noi umani sono più puri spiritualmente, sono maggiormente connessi all'energia diffusa nei luoghi in cui vivono e rispondono di conseguenza. Diciamo che sono come specchi: riflettono i loro compagni umani perciò se si è affannati, irascibili nervosi i nostri membri pelosi si comportano di conseguenza e quindi possono essere più aggressivi oppure dispettosi o rumorosi o disastrosi. Insomma se abbiamo amici animali non dobbiamo incolpare loro di alcuni comportamenti ma dobbiamo pensare che sono il nostro specchio e quindi sarebbe più giusto non cambiare loro ma guardare noi stessi e lavorare su  di noi . Stesso discorso vale per i figli loro non sono altro che lo specchio di come siamo noi e se notiamo comportamenti brutti, indisponenti negativi non bisogna arrabbiarsi con loro perché li aumenteremo. E' giusto e doveroso sia nei loro confronti sia verso noi stessi farsi un bell'esame di coscienza ed iniziare un lavoro interiore per migliorarci. Ecco perché in rete e anche fuori ultimamente si sente sempre più dire che se ognuno di noi cambia e ritrova l'armonia anche il resto del mondo muterà. Tutto è specchio e se ne desideriamo uno bellissimo lindo e luminoso, allora unica certezza è il miglioramento interiore individuale et voilà spiegata la "carattereopatia".



Ricordiamoci che siamo energia. A tal proposito vorrei proporvi anche questa lettura molto significativa, a mio parere:

dal sito di Pierluigi Tombetti

Il Mistero del Linguaggio degli Animali (e del cane)

Blade nel suo ambiente naturale un lupo dei ghiacci
Blade nel suo ambiente naturale un vero lupo dei ghiacci
Blade nel suo ambiente naturale un vero lupo dei ghiacci

Un Linguaggio Nuovo

Ci sono poche cose in grado di dare così tanto come avere un cane, o in genere un animale, con cui riesci a stabilire un contatto e una comunicazione completa. Tu lo capisci, lui ti capisce. Ma perché questo avvenga, dobbiamo imparare la sua lingua, lui non può imparare la nostra. Non è un controsenso, poiché apparentemente il cane impara alcuni comandi e li esegue ma la realtà e che la base dell’educazione parte dalla consapevolezza dell’addestratore che il cane è programmato con un suo linguaggio particolare. Una volta compreso come funziona, tutto diventa semplice. Ma è davvero possibile capire e parlare la lingua degli animali?

TUTTO E’ ENERGIA E ONDE IN MOVIMENTO

Io e mia moglie Alessandra siamo i felici proprietari di Blade, uno splendido pastore tedesco di 13 mesi; ho sempre avuto cani ma in questo particolare periodo della mia vita sto assimilando e integrando in un sistema ben definito moltissime informazioni e ha ormai preso forma un meraviglioso puzzle in cui ogni tassello prende il suo posto insieme agli altri, una summa di conoscenze che porta a una visione organica e logica dell’universo in cui siamo immersi, che ha molto a che fare con la fisica quantistica e che presuppone l’esistenza di molto, molto di più di ciò che si vede. E inaspettatamente tutto ciò ha molto a che fare con il mistero del linguaggio degli animali.
Quando nel 1895 Wilhelm Conrad Röntgen scoprì i raggi X l’uomo cominciò a rendersi conto che nell’universo esistono miriadi di forme irradianti che non vediamo ma con cui la vita interagisce ogni giorno. Gli astronauti delle prime missioni orbitali soffrivano di un fenomeno che li atterriva, denominato White Flash, o lampo bianco, che si manifestava con improvvisi e forti lampi di luce all’interno dell’occhi. Si scoprì che era il segnale di una interazione di un semplice raggio cosmico sulla retina; le tute e le navette furono poi schermate adeguatamente da queste radiazioni. Solo due esempi per capire come in ogni momento innumerevoli forme di radiazioni ci circondano e ci colpiscono: luce, colore, suono, tutte queste sono onde a  definite lunghezze d’onda. Lo sono anche le emozioni in quanto pensieri e stati d’animo sono monitorabili e rintracciabili mediante un semplice elettro encefalogramma e altri dispositivi simili.
Ed è qui il segreto della comunicazione tra cane e uomo: lo stato emotivo.
Alcune delle onde emesse dal cervello
Alcune delle onde emesse dal cervello

IL CONTROLLO DEL PROPRIO STATO EMOTIVO -

Il segreto della comunicazione

Se un raggio di luce colpisce il nostro occhio, tendiamo a socchiudere le palpebre per proteggerci. Se un onda emotiva, dovuta ad ansia, nervosismo, ecc. ci raggiunge, possiamo reagire socchiudendo le nostre difese, ovvero calmare il nostro stato emotivo, riflettere come uno specchio stati d’animo dannosi. Altrimenti noi stessi diveniamo specchi che riflettono stati ansiosi e ansiogeni e li proiettiamo sugli altri.
Questo ha un effetto deleterio nei nostri rapporti col cane perché egli recepisce immediatamente se siamo nervosi e reagisce secondo il suo programma che gli dice: se il tuo padrone non è in grado di essere un padrone, ovvero di agire da tale con autorità e autocontrollo, devi farlo tu. Ed ecco che il cane si attiva e prende lui la direttiva, fa tutto il contrario di ciò che gli chiediamo.
In una parola è diventato lui il CAPOBRANCO: visto che ai suoi occhi non siamo in grado di esserlo perché non sappiamo controllarci. E allora lo fa lui, come da programma impresso nei suoi neuroni. Lui sa istintivamente che una società funziona bene quando c’è chi dice cosa fare e lo dice nel modo giusto, senza nervosismi, senza rabbia. Se uno non è in grado di farlo non è in grado di guidare un branco, e allora lo fa il cane.
Se andiamo al guinzaglio e siamo innervositi, quest’onda si trasmette al guinzaglio e da questo al cane. Se non siamo al guinzaglio irradiamo ansia e il cane lo percepisce. Un esempio: vado regolarmente, più volte la settimana, a correre con Blade e passo di fronte a varie case con cani nervosi che abbaiano ogni volta che passa qualcuno. Applicando la regola dell’energia, cioè di essere sempre calmi e rilassati, autoritari ma con spirito tranquillo, io non mi preoccupo più, mi calmo completamente, e la conseguenza straordinari è che Blade smette di tirare e di voler scattare verso il cane che ci abbaia contro.
Addirittura ho potuto sperimentare più volte (adesso è la prassi) che se faccio i miei esercizi di respirazione (mi provengono in parte dalle arti marziali che ho praticato per molti anni) e li unisco a tecniche di rilassamento profondo mentre corro, giungo in prossimità della “zona rossa” con Blade tranquillo, il guinzaglio lento e incredibilmente il cane alla cancellata smette di abbaiare già parecchie decine di metri prima che arriviamo. E non abbaia più. Semplicemente ci osserva passare. Lo stato emotivo di calma si proietta all’esterno e influenza gli altri cani.
Ma basta che io mi lasci prendere dall’ansia, o esca da questo equilibrio faticosamente raggiunto nel corso del tempo, perché immediatamente il cane cominci ad abbaiare, Blade a tirare, ecc.
La buona notizia è che basta respirare a fondo e rilassarsi.
Sea-Bubbles
La cattiva notizia, se si può definire tale, è che dobbiamo esseresempre rilassati quando siamo con il nostro cane
Molti lamentano difficoltà con il proprio cane. Tende a mordere, oppure non ascolta, è ansioso, è aggressivo, ecc. e non si rendono conto che sono loro ad esserlo. Sono loro a proiettare tali comportamenti sull’animale; una volta si diceva che i cani assomigliano ai propri padroni, ecco perché.
Naturalmente questo articolo è estremamente limitato ed è solo il punto di inizio per un percorso da fare con il nostro cane, un percorso insieme, che una volta comprese le nozioni fondamentali, e con l’aiuto di un bravo addestratore che addestri il padrone, non tanto il cane, diventerà un viaggio meraviglioso.
Un viaggio da scoprire insieme alla propria famiglia e che porterà indubbi benefici anche in casa, perché la matrice impressa dalla natura alle norme fisiche ha un corrispettivo esatto anche nella vita morale e nelle regole che definiscono il comportamento tra individui. Una volta compresa la matrice di base, le istruzioni esatte per una vita piena e soddisfacente, possiamo applicarle anche ai nostri rapporti interpersonali con enormi benefici.
Questo nostro viaggio (mio e di mia moglie Alessandra che è la vera appassionata di queste cose) con Blade, e il contatto diretto che si è stabilito con lui, mi ha ispirato il personaggio di Lupo Grigio, nel nuovo romanzo (IL SIGILLO DEL BENE E DEL MALE) che scrivo a tempo perso, poiché al momento sono impegnato con la trilogia di THE RUNE, di cui è già uscito I GIORNI PERDUTI.
Ma IL SIGILLO parla di un universo differente, un mondo di stupefacente varietà e bellezza con le sue razze, le sue lande, le sue culture, non molto diverso dalla Terra di Mezzo di Tolkien, una dimensione particolare che esiste e a cui è possibile accedere attraverso una macchina molto particolare… Ma ve ne parlerò meglio a suo tempo, quando uscirà.
E per finire una carrellata di immagini di Blade, dall’età di due mesi e mezzo, fino agli attuali tredici mesi.
(tutte le fotografie di questo articolo: © Alessandra Travisani, che ringrazio moltissimo per il suo amore, il continuo sostegno e per mille altre cose)
(Grazie anche al nostro addestratore, Goffredo Ravaioli, per i consigli e gli insegnamenti)
E’ possibile utilizzare liberamente le fotografie citando l’autrice e il sito www.pierluigitombetti.com
Enjoy!

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