IL LATO OSCURO DEL WEB



Quasi quasi mi sento uno jedi a parlare di lato oscuro. Loro dicevno delaa forza ed io del web che è comunque una forza.
Nel nostro mondo viviamo con il concetto di dualità, bello e brutto, grande e piccolo, buono o cattivo, bene e male.
 Tutto è improntato in questo modo e non riusciamo a distaccarci da questo stile di pensiero.
In realtà secondo me non esiste dualità, non c'è un dritto e rovescio, esiste un tutto, un uno dove è presente ogni possibilità. Esiste il libero arbitrio e con esso si può scegliere cosa prendere e vivere del tutto.
Per questo noi vediamo le dualità e le viviamo al punto tale che spesso siamo anche vittime; in realtà nel momento stesso che viviamo il male è perché noi abbiamo creato questa idea e noi abbiamo fatto si che l'universo, la famosa legge di risonanza o di attrazione, a dir si voglia, abbia risposto in armonia con la nostra richiesta mandandoci persone o avvenimenti che esprimessero questo male. Però dentro ad esso c'è racchiuso il bene e siamo noi a non vederlo. Se solo comprendessimo questo ogni male e sofferenza potrebbe essere cancellata con una passata di spugna. Arriveremo a comprenderlo?

Comunque rimanendo nella dualità tipica del nostro tempo, oltre al classico web, che già di per se è ritenuto un male, propaga a macchia d'olio notizie che non dovevano essere svelate; per alcuni crea disinformazione e per altri aiuta il risveglio, esiste un web oscuro nero dark.

Vi racconto un accadimento di tempo fa

Un giorno lessi un articolo che parlava del 666, il numero della bestia e l'autore diceva di indagare dando uno spunto.
Sono curiosa di mio e così iniziai a seguire le indicazioni.
Il problema principale che non ero capace di fare ciò che mi veniva spiegato perché non sono proprio un genio dell'informatica. Sapendo però che nel mio computer ho la consolle dove cliccare per vedere più approfonditamente l'ho aperte e ho iniziato a cliccare qui e là le varie valigette che si presentavano. Non so dove finii però so dirvi che più valigette aprivo e più nomi a carattere satanico sbucavano fuori fino a che non ho trovato anche coordinate. Provai a cercarle su google heart ma mi diceva che non esistevano. Insomma alla fine quando mi resi conto di aver aperto troppe valige decisi di chiudere tutto senza averci capito un bel accidente se non che mi stavo facendo una cultura sui vari nomi satanici. Poiché, poi, non amo il lato oscuro decisi che era giunto il momento di abbandonare tutto e di non farlo mai più. Infatti dentro di me più aprivo cartelle e più un senso di angoscia e timore mi pervadeva.

La mattina seguente mi arrivò una notifica dove dicevano che ero andata dove non dovevo e quindi mi bloccavano per una quindicina di giorni.

Da quel momento non ho fatto più ricerche del genere ma il senso di non adeguatezza e soprattutto di pericolo mi rimase a lungo.
Oggi leggo fatalità l'articolo che qui di seguito propongo copiandolo perché non ho trovato il tasto di condivisione e poi dite la vostra.


Oltre al web che tutti conosciamo, ne esiste un’altro ai più sconosciuto. In questo mondo digitale alternativo vi è una parte davvero inaccessibile che solo in pochissimi conoscono: la Dark Net.
Nel web che tutti quanti noi “frequentiamo”, si possono effettuare una miriade di operazioni; oltre alla rete da tutti conosciuta, ne esiste un altra chiamata Deep Weeb.
Nel Deep Web vi è una parte ai più inaccessibile dove avvengono traffici illeciti di ogni genere.
Questa parte oscura che “vive” nel Profondo del web, prende il nome di: Dark Net.
All’interno della Dark Net si può trovare praticamente di tutto.
Infatti questa rete è utilizzata principalmente da dissidenti politici e religiosi oppressi e perseguiti da governi totalitari e dispotici, da chi non può far sentire la propria voce perché oppresso o censurato, o come veicolo di comunicazione di attivisti con il resto del mondo in occasione di moti rivoluzionari o disordini sociali come quelli avvenuti recentemente in Iran o in Siria.
La Dark Net è una rete parallela, all’interno della quale non ci sono regole e non trovano applicazione le leggi. In parole povere la Dark Net non è altro che un enorme e gigantesco “supermarket” dell’illegale; una zona franca al cui interno, chiunque la frequenti, può liberamente contrabbandare ed acquistare ogni genere di cosa, dalle armi, alle sostanze stupefacenti, ai documenti falsi, a materiale pedo-pornografico. In questo mondo parallelo si può perfino acquistare prestazioni da parte di killer professionisti, o di fanatici che organizzano dei veri e propri attentati.
Il Deep Web, a differenza della rete internet che noi tutti utilizziamo, ha una particolarità, rende i net user che vi accedono non tracciabili e quindi non individuabili, con tutte le conseguenze che ne derivano, rispetto alla consequenziale non applicabilità di alcuna legge. Proprio per questo la
Dark Net è oggi utilizzata dalle massime organizzazioni criminali di tutto il mondo. Entrare nel Deep Web, oggi è diventata un’operazione abbastanza “facile” per i conoscitori dell rete, mentre è davvero impossibile, se non per alcuni bravi programmatori di software, entrare nella Dark Net. La valuta utilizzata in questa rete oscura è il bitcoin, una moneta virtuale inventata da un programmatore giapponese, strutturata su un sistema di crittografia che rende anonime le transazioni.
Quello che sorge spontaneo chiedersi è: ma se questa struttura all’apparenza inaccessibile, è però frequentata dai maggiori esponenti del terrorismo mondiale e dai maggiori narcotrafficanti e contrabbandieri. Sarà mai possibile che tutte le maggiori autorità di spicco nel mondo non riescano a trovare delle contromisure?
Oppure mi sorge spontaneo un dubbio: sarà per caso che l’incredibile aumento del valore dei Bitcoin, la moneta utilizzata per le compravendite nella rete oscura, può consentire un ulteriore arricchimento a chi il mondo lo governa in maniera “lecita”?
Sicuramente è lecito porsi queste domande, anche perché nel mondo conosciamo sempre di più gli interessi e la crescita economica di pochi; influiscono sul destino e le condizioni di vita di molti.


Cosa dici wikipedia a tal proposito?

Il Web invisibile (conosciuto anche come Web sommerso o deep web) è l'insieme delle risorse informative del World Wide Web non segnalate dai normali motori di ricerca.
Secondo una ricerca sulle dimensioni della rete condotta nel 2000 da Bright Planet[1], un'organizzazione degli Stati Uniti d'America, il Web è costituito da oltre 550 miliardi di documenti mentre Google ne indicizza solo 2 miliardi, ossia meno dell'uno per cento.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]


I documenti che fanno parte del Web invisibile possono essere suddivisi nelle seguenti categorie:
  • contenuti dinamicipagine web dinamiche, ovvero pagine Web il cui contenuto viene generato sul momento dal server, che possono essere richiamati solo compilando un form o a risposta di una particolare richiesta;
  • pagine non collegate: pagine Web che non sono collegate a nessun'altra pagina Web. Se l'accesso non è impedito da adeguate impostazioni di sicurezza, il motore indicizza la parent directory del sito, che contiene non solo le pagine visibili, ma tutto ciò che è caricato nel server ospitante;
  • pagine ad accesso ristretto: siti che richiedono una registrazione o comunque limitano l'accesso alle loro pagine impedendo che i motori di ricerca possano accedervi;
  • script: pagine che possono essere raggiunte solo attraverso linkrealizzati in javascript o in Flash e che quindi richiedono procedure particolari;
  • contenuti non di testofile multimediali, archivi Usenet, documenti scritti in linguaggio non HTML, in particolare non collegati a tagtestuali (tuttavia alcuni motori di ricerca come Google sono in grado di ricercare anche documenti di questo tipo).

Accesso al Web invisibile[modifica | modifica wikitesto]

Per accedere al Web invisibile, un utente deve utilizzare specifici programmi. Il programma Tor (The Onion Router) è quello più comunemente utilizzato, ma ci sono molte alternative tra cui I2P eFreenet.
Nel 2008, al fine di facilitare l'accesso degli utenti e l'indicizzazione da parte dei motori di ricerca al Web Invisibile Aaron Swartz ha progettato Tor2web, un proxy software capace di fornire accesso aiTor Hidden Services attraverso l'uso di comuni browser.[2]
Nel 2001 alcuni volontari hanno cominciato a lavorare su un motore di ricerca per i Tor Hidden ServicesAhmia.fi
I normali motori di ricerca per trovare i contenuti del Web usano deisoftware, chiamati "crawler", che seguono gli hyperlink. Questa tecnica si rivela inefficace per ritrovare le risorse del Web nascosto. Per esempio i Web-crawler non sono in grado di interrogare undatabase di una pagina dinamica dato il numero infinito di termini che si potrebbero ricercare.
Per scavare nel Web invisibile si utilizzano Web-crawler che interrogano questi database con alcuni termini forniti dall'utente o facente parti di un proprio database interno oppure procedendo con una ricerca per soggetto come fanno i motori di ricerca focalizzati su un dato argomento. In questo modo, avendo un campo più ristretto, è possibile andare più in fondo interrogando database di pagine dinamiche o ad accesso ristretto altrimenti non raggiungibili.
I motori di ricerca non indicizzano siti a pagamento, alcuni formati come i siti interamente realizzati in Flash, i video non collegati a tag e i database.

Sapete che esiste anche un motore di ricerca del Dark web? Si chiama Memex.

Dal sito Wired:


Memex, il motore di ricerca del Dark Web


Il progetto del dipartimento americano Darpa punta alla scoperta di traffici illegali, compreso quello di esseri umani, scandagliando la rete in cerca dei collegamenti nascosti
(foto: Google)
(foto: Google)

Un motore di ricerca in grado di passare al setaccio il Dark Web: questa la novità della DARPA (Defence Advanced Research Projects Agency),  dipartimento per l’innovazione del ministero della difesa.
Si chiama Memex e scopre modelli e relazioni tra i dati online per meglio scoprire le attività illegali. Frutto di un anno di lavoro, ha messo al lavoro 17 diverse squadre di ricerca che lavorano con la Darpa. Google e Bing, scrive Wired.com, sono capaci di catturare solo il 5% di internet: l’obiettivo di questo motore di ricerca è molto, molto più ampio.
Memex non solo scandaglierà i contenuti dai milioni di pagine web regolari che vengono ignorate dai comuni motori di ricerca commerciali, ma tracciare migliaia di siti del cosiddetto Dark Web, i siti come l’ex emporio della droga Silk Road, facenti parte dei servizi nascosti della rete Tor.
Ma l’interesse di Memex non è indirizzato solo nei confronti di siti non precedentemente scoperti: tra gli obiettivi anche quello di utilizzare metodi automatici per l’analisi dei contenuti al fine discoprire relazioni nascoste che potrebbero essere utili alle forze dell’ordine, militari, e anche al settore privato. Memex ha già otto partner (per ora) coinvolti nella sperimentazione e l’implementazione di prototipi.
I primi ad essere presi di mira da Memex sono stati i domini che sembrano essere coinvolti nel traffico di esseri umani: “Seguire gli annunci sessuali ‘celati’, capire da dove partono”, spiega Chris White, il program manager.

Volete fare un viaggio nel lato profondo del web?
Il sito sickchirpse spiega come fare:

Guida-Come si accede al profondo Web

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