ZHUAN FALUN

Propongo a tutti la lettura di questo libro davvero buono Emoticon grin
il libro è distribuito anche gratuitamente in pdf nella sezione libri e articoli in questi link  




. Zhuan Falun versione italiana, un libro che guida sistematicamente ogni praticante del Falun Gong nella coltivazione, è stato pubblicato ufficialmente da Yih Chyun Edizione, la Casa editrice di Taiwan.

Il Falun Gong, noto anche come Falun Dafa è stato introdotto al pubblico dal Sig. Li Hongzhi nel 1992. La versione cinese di Zhuan Falun è stata pubblicata nel 1995 e poi diventato un best seller in Cina nel 1996. Fino ad oggi, è stato tradotto in più di 30 lingue e aiutato più di cento milioni di persone a migliorare la propria salute fisica e qualità morale nei più di 60 paesi del mondo. I praticanti italiani augurano sinceramente che tutte le persone di lingua italiana in tutto il mondo,lo stesso per i praticanti di altre lingue nel mondo, possano beneficiarsi dalla pratica, e comprendere il profondo significato dello Zhuan Falun


In questo sito sotto ci sono vari articoli e in varie lingue con testimonianze di praticanti
per chi vuole aquistarlo si trova anche qui se non in qualche libreria :http://www.macrolibrarsi.it/…/__zhuan-falun-libro-li-hongzh…

Cos'è lo Zhuan Falun o meglio la Falun Dafa?
Falundafa.org
 

ZHUAN FALUN
 
Girare la Ruota della Legge

转法轮
  

(Versione Italiana)
(意大利文)


Il simbolo del Falun rappresenta un universo in miniatura e anch’esso ha le sue forme d’esistenza, così come i suoi processi evolutivi, in tutte le altre dimensioni; per questo io lo chiamo un Mondo.
Li Hongzhi




Dal sito: Faluma Dafa
Verità, compassione Tolleranza
Falun Dafa (nota anche come Falun Gong) è una grande via di coltivazione di livello elevato della scuola buddista, fondata dal Sig. Li Hongzhi, il Maestro della pratica. Il principio fondamentale della disciplina è "l’assimilazione della natura suprema del cosmo – Zhen Shan Ren (Verità, Compassione, Tolleranza). La coltivazione è guidata da questa natura suprema e segue le leggi dell’evoluzione del cosmo". Gli insegnamenti del Maestro Li includono una seria di testi, tra cui Falun Gong, Zhuan Falun, La grande via del compimento della Falun Dafa, Elementi Essenziali per un ulteriore avanzamento e Hong Yin. Questi testi sono stati tradotti in trentotto lingue, e sono pubblicati e distribuiti in tutto il mondo.

La pratica della Falun Dafa mira direttamente al cuore umano, chiarendo che la coltivazione della "xinxing" è la chiave per aumentare il gong. Il livello del gong è determinato dal livello della "xinxing". La "xinxing" include la trasformazione della virtù (un tipo di materia bianca) e del karma (un tipo di materia nera); la rinuncia a tutti i desideri e attaccamenti della gente comune; la capacità di sopportare le avversità più dure, ecc., incluse molte cose che una persona deve coltivare per migliorare il proprio livello.

La Falun Dafa include anche la coltivazione del corpo, che si compie eseguendo degli esercizi specifici. Uno scopo degli esercizi è rafforzare le capacità soprannaturali del praticante e i meccanismi di energia tramite la forza potente del suo Gong. Un altro scopo è sviluppare molte entità viventi nel corpo del praticante. Nella pratica avanzata, l'Infante Immortale verrà in essere e molte capacità saranno sviluppate. Gli esercizi della Falun Dafa sono necessari per la trasformazione e la coltivazione di tali cose. Un sistema di coltivazione completo mente-corpo, come tale richiede sia la coltivazione personale sia gli esercizi fisici, con la coltivazione che ha priorità sugli esercizi. Il Gong di una persona semplicemente non aumenterà se fa solo gli esercizi senza coltivare la xinxing. Gli esercizi sono dunque un mezzo supplementare per raggiungere la perfezione spirituale.

La Falun Dafa comprende la coltivazione di un Falun, o “la ruota della legge”. Il Falun è un'entità intelligente rotante, composta da materia ad alta energia. Il Falun che il Maestro Li Hongzhi installa nel basso addome di un praticante da altre dimensioni ruota costantemente, 24 ore su 24. (Veri coltivatori possono acquisire un Falun leggendo i libri del Maestro Li, guardando i video delle sue nove conferenze o ascoltandole in audio, o studiando insieme agli studenti della Falun Dafa). Il Falun aiuta i praticanti a praticare automaticamente. Vale a dire che il Falun raffina il praticante in ogni momento, anche quando non sta eseguendo gli esercizi. Di tutte le pratiche rese pubbliche oggi nel mondo, solo la Falun Dafa è riuscita a raggiungere uno stato in cui “la Fa raffina la persona”.

Il Falun ruotante ha le stesse qualità dell'universo, ed è la miniatura dell’universo. Il Falun Buddista, l'Yin-Yang Taoista, e ogni cosa del Mondo delle Dieci Direzioni sono riflessi nel Falun. Il Falun fornisce salvezza al praticante quando ruota verso l'interno (in senso orario), dato che assorbe una gran quantità di energia dall'universo e la trasforma in energia Gong. Il Falun fornisce salvezza agli altri quando ruota verso l'esterno (in senso anti-orario), perché rilascia dell'energia che può salvare qualunque essere e rettificare qualunque condizione anormale. Essere alla presenza di qualcuno che pratica quindi beneficia la persona.

La Falun Dafa “porta una persona in uno stato di saggezza e di esistenza armoniosa. I movimenti della pratica sono semplici, dato che una grande via è estremamente semplice e facile”. La Falun Dafa è unica in otto modi:

1. Si coltiva un Falun, non si coltiva e non si forma un Dan.

2. Il Falun raffina la persona anche quando non sta facendo gli esercizi.

3. Si coltiva la coscienza principale, il praticante stesso ottiene il gong.

4. Si coltivano sia la mente che il corpo.

5. I cinque esercizi sono facili da imparare.

6. Senza guida mentale, non c'è rischio di andare fuori strada e il gong cresce velocemente.

7. Nessuna richiesta riguardo a luogo, orario e direzione degli esercizi, né a come terminare la pratica.

8. Con la protezione del Fashen del Maestro, non c’è bisogno di temere le interferenze di cose malvagie esterne.

La teoria della Falun Dafa è completamente diversa da quella dei metodi di coltivazione tradizionali, o dalle teorie sul formare il Dan (l’elisir) di varie altre scuole.

Fin dall’inizio, la coltivazione parte da un punto molto alto, offrendo la via più facile, veloce, ideale e preziosa per coloro che hanno una relazione predestinata e che hanno praticato da anni senza aumentare il gong.

Quando la potenza del gong e la xinxing del praticante raggiungono un certo livello, egli può ottenere un corpo indistruttibile come il diamante nel mondo secolare e avere il gong sbloccato e l'illuminazione, ed elevarsi ai livelli superiori. Coloro che sono dotati di grande determinazione impareranno questo insegnamento retto, raggiungeranno il loro grado più elevato, miglioreranno la xinxing ed elimineranno gli attaccamenti. Solo allora raggiungeranno la perfezione spirituale.

Fatene tesoro – la Fa di Budda è proprio davanti a voi!
Puoi aiutare te stesso e gli altri 
Puoi aiutare le persone verso livelli più alti?
Il livello del terzo occhio è la manifestazione del Fa del nostro universo 
Ma questa pratica è inscindibilmente unita ai fatti di Tienanmen
Più della Tienanmen e del suo sangue. Più degli affondi che a Liu Xiaobo hanno procurato il carcere e il Nobel per la Pace. Più delle provocazioni di Ai Weiwei. Il vero tabù della Cina, sul terreno delle libertà civili e dei diritti umani, è il Falun Gong. Negli anni Novanta il «movimento spirituale» aveva conquistato milioni di aderenti, mentre adesso è impossibile ascoltare qualcuno anche solo pronunciarne il nome. Fuorilegge dal luglio 1999, il Falun Gong è uno dei più vistosi non dettidella Cina seconda potenza mondiale, schiacciato fra il silenzio, le sporadiche tirate delle autorità contro i «culti superstiziosi» e le denunce lanciate dal quartier generale negli Usa: uccisioni in carcere, prelievi d’organi, persecuzioni efferate.
LA NASCITA La nascita del Falun Gong risale al 13 maggio 1992, con la prima delle lezioni del suo fondatore, Li Hongzhi. Nell’auditorium della scuola media numero 5 di Changchun, in Manciuria, circa 180 persone ascoltarono insegnamenti che combinavano tecniche di meditazione, terminologia buddhista, esercizi fisici per un «benessere» totale. In un Paese uscito dal maoismo ma la cui ondata iniziale delle riforme si era infranta nel 1989, il Falun Gong prese slancio. Nel gennaio del ’95 Li produsse il primo dei «testi sacri», “Zhuan Falun”. Il movimento allora eramainstream: affiliato all’associazione governativa della ginnastica tradizionale, persino in buoni rapporti con le forze armate, interessate alle tecniche di meditazione di Li.
FUORILEGGE Tutto finì il 25 aprile 1999. Il Falun Gong aveva mobilitato i suoi praticanti che affluirono a migliaia intorno a Zhongnanhai, il quartiere dei leader, per protestare contro un’escalation di intimidazioni. Da lì la messa al bando, gli arresti e l’avvio del confronto fra opposte propagande. Per Pechino il Falun Gong è una setta che plagia gli aderenti e mina la sicurezza dello Stato, il Falun Gong si descrive apolitico e pacifico.
TRA PERSECUZIONI E DOTTRINA Il contesto rende il contrasto fra le autorità cinesi e il movimento refrattario a indagini giornalistiche approfondite. E, nel disinteresse globale per la vicenda, non c’è posto per valutazioni terze sulla natura del Falun Gong. Che però, secondo Benjamin Penny dell’Australian National University, merita di essere esaminato come «religione», cosa che il sinologo fa in “The Religion of Falun Gong” (The University of Chicago Press). Antecedente è la storia di misticismi militanti che hanno attraversato la Cina. Nel mix sincretistico affiorano le contraddizioni di Li che — fra vite parallele, reincarnazioni, suggestioni fantascientifiche e parascientifiche — consentono a Pechino di considerarlo un guru pericoloso. I suoi praticanti non ameranno forse che il Falun Gong sia analizzato da un accademico come una fede fra le altre. Eppure, se il Falun Gong è (al netto delle bizzarrie) davvero una religione, ecco che oggi l’accanimento di Pechino nei suoi confronti meriterebbe a maggior ragione qualche perentoria domanda da parte della comunità internazionale (e, da parte della Cina, qualcosa di più di silenzi inframmezzati da minacce).
Dal sito Vice:
Il membro del Falun Gong fuggito  dalle persecuzioni:



"Zhuqiang" non ha voluto farsi fotografare o rendere pubblico il suo vero nome, perché pensa che l'ambasciata cinese dell'Aia lo tenga sotto controllo. Questi sono i volantini che mi ha lasciato. 
Qualche settimana fa ho incontrato “Zhuqiang” in un parco vicino casa mia, mentre stava attaccando agli alberi poster con immagini di gente che meditava. Gli ho chiesto il motivo e lui, mescolando un inglese traballante a un olandese ancora più stentato, mi ha spiegato che stava per mettersi a meditare.
Non capivo come circondarsi di foto di persone che meditano potesse aiutarlo a raggiungere uno stato di piena consapevolezza di sé, così ci siamo messi a parlare. Mi ha detto di essere scappato dalla Cina ormai più di cinque anni fa e di essersi trasferito nei Paesi Bassi perché era un membro del Falun Gong, una setta religiosa e movimento spirituale cinese fondato da Li Hongzhi nel 1992.
Falun Gong non è un'organizzazione violenta, mi ha spiegato, ma essendo gestita in modo centralizzato e avendo raccolto milioni di seguaci in un periodo molto breve, il governo cinese ha iniziato ad avvertirla come una minaccia. Così, ha messo in atto una campagna denigratoria e dal 1999 ha iniziato a perseguire penalmente e imprigionare quanti ne facessero parte.
Zhuqiang ci teneva molto a raccontarmi la sua storia, quindi l’ho incontrato un paio di giorni dopo nello stesso posto in cui ci siamo visti la prima volta. Subito dopo avermi stretto la mano si è tirato giù il colletto e mi ha mostrato le cicatrici—testimonianze, ha detto, delle varie torture subite in un campo di lavoro dove ha dovuto scontare la sua pena. “Sono stato arrestato nel 2002, dopo che la polizia mi ha visto fare qigong—una serie di pratiche ed esercizi della tradizione cinese fatti propri dal Falun Gong,” ha detto. “Credo negli insegnamenti del Falun Gong, e stavo eseguendo quegli esercizi perché stavo male. Il qigong può riportarti in salute ma, senza chiedermi nulla, la polizia mi ha portato via e mi ha imprigionato. "
I ritmi di vita del campo di lavoro lo sfinivano al punto che aveva perso il senso del tempo. Non è sicuro di quanto a lungo ci sia rimasto, e ipotizza un periodo minimo di due anni. Quando è entrato nel campo l'hanno costretto a firmare un contratto in cui dichiarava che non avrebbe mai più avuto a che fare con il Falun Gong. Zhuqiang si è rifiutato di firmarlo. “Non ho mangiato, bevuto e dormito per giorni—e ogni volta che mi addormentavo, mi prendevano a calci finché mi svegliavo,” mi ha raccontato. “Non mi lasciavano parlare con nessuno. Dopo un mese mi sono ammalato, ero pieno di ascessi. A quel punto ho firmato il contratto.”
Subito dopo la firma, Zhuqiang è stato costretto a cominciare a lavorare. Lo faceva per circa 20 ore al giorno, anche se non è sicuro nemmeno di questo. Insieme ad altri membri del Falun Gong aveva il compito di assemblare dei fiori finti.

Attivisti protestano contro la persecuzione dei membri del Falun Gong (foto via)
“Dovevamo lavorare duramente,” mi ha detto. “Quando parlavo con gli altri, le guardie mi picchiavano. A volte cadevo a terra perché ero troppo stanco per stare in piedi, e allora mi picchiavano ancora di più o mi davano delle scosse elettriche.” Dopo una giornata lavorativa di 20 ore, i prigionieri venivano spesso costretti a correre. “Non so quanto ci impiegassimo a correre, ma se non correvi abbastanza veloce ti picchiavano con una mazza. Finita la corsa ricevevamo del cibo, del mantou [panini cinesi al vapore], ma era sempre stantio e ammuffito. Poi andavamo a dormire in cella con altre 12 persone. "
Dopo due anni passati nel campo di lavoro, Zhuqiang non riusciva più a camminare. Non era più utile, quindi gli hanno fatto scontare il resto della pena a casa sua. “Mia mamma veniva davanti al cancello della prigione ogni giorno per chiedere il mio rilascio. Ha speso quasi tutti i suoi risparmi per assicurarsi che tornassi a casa,” ha ricordato Zhuqiang. Mentre stava a casa della madre, veniva sorvegliato costantemente. “C’era una macchina parcheggiata davanti a casa nostra, 24 ore al giorno, tutti i giorni. Non potevo mai lasciare casa e le tende dovevano rimanere sempre aperte,” mi ha detto.
Dopo qualche mese, Zhuqiang ha inziato a sentirsi meglio e a ideare un piano per riguadagnarsi la libertà. Aveva capito qual era la routine delle sue guardie, e aveva preso nota degli orari in cui si stancavano e si addormentavano. “Un giorno li ho visti addormentarsi, così ho colto l’attimo,” mi ha raccontato. “Ho chiesto a mia madre di comprarmi dei vestiti da donna, un rossetto e una parrucca. Ho indossato il tutto in fretta e furia e sono scappato di casa, per raggiungere un amico che poteva aiutarmi a lasciare il paese.”
Da allora, Zhuqiang non ha più rivisto sua madre. La chiama una volta al mese, prestando sempre attenzione a quello che si dicono, perché è possibile che i telefoni di casa siano tuttora sorvegliati. Per fortuna, la polizia non le ha ancora creato problemi.
Dopo essere riuscito a scappare da casa sua grazie al travestimento, Zhuqiang si è diretto a Hong Kong. Ha vissuto là, in un rifugio, per un po’ di settimane, prima di riuscire a raggiungere Bangkok con l’aiuto di altri membri Falun Gong. “Poi il governo olandese mi ha fatto avere un biglietto per venire qui,“ mi ha detto. “Gli sono stato molto grato.”
Son passati quasi cinque anni da quando Zhuqiang è atterrato in Olanda ed è stato portato al centro per richiedenti asilo di Amersfoort, vicino Utrecht. Un anno dopo aveva una casa ad Amsterdam, vicino a Westerpark, il parco dove l’ho incontrato. Ha un permesso di soggiorno e parla sempre di quanto sia felice di vivere qui, ma mentirebbe se dicesse che tutti i suoi problemi sono acqua passata. Ha difficoltà a trovare lavoro perché non conosce la lingua, ed è malato, conseguenza dei due anni trascorsi nel campo di lavoro. A volte, mentre parlavamo, ci siamo dovuti interrompere perché avvertiva un forte dolore alla testa.
“Il mal di testa costante è dovuto alle scosse elettriche che ricevevo nel campo. E poi non riesco a dormire,” si è lamentato. In più, a volte al mattino trova del sangue nelle urine o sulle lenzuola; dovrebbe consultare un medico, ma non ha soldi per farlo. Dovrebbe anche ottenere la cittadinanza, cosa in cui finora non ha avuto successo.
Quando è andato al municipio con i suoi documenti cinesi gli hanno detto che doveva farli tradurre da un’agenzia. Secondo l'impiegata del municipio, senza il timbro di un’agenzia ufficiale la traduzione non sarebbe stata valida, e Zhuqiang non avrebbe potuto chiedere la cittadinanza. “Mi hanno dato il numero di telefono di tre agenzie. Le ho chiamate tutte, ma una aveva chiuso, l’altra faceva traduzioni solo dall’inglese all’olandese e la terza non potevo permettermela,” ha sospirato.

Una manifestazione indetta per fermare la persecuzione dei Falun Gong a New York, nel 2007 (foto via)
Quando ho chiamato il comune di Amsterdam per chiedere cosa dovesse fare Zhuqiang, una donna mi ha detto che c'era la possibilità di consegnare alcuni documenti rilasciati dal Centro di Immigrazione e Naturalizzazione (IND), come le copie del colloquio fatto al suo arrivo nei Paesi Bassi e una copia del passaporto del padrone di casa. La trafila di procedure mi è sembrata intenzionalmente complessa, anche per uno del posto come me, il che mi ha fatto riflettere. Come fa un rifugiato che non parla la lingua a stare dietro a questa burocrazia?
Ho detto a Zhuqiang che potevamo andare insieme al comune e cercare una via più semplice, ma non ha voluto. “L’uomo al municipio mi ha detto che potevo tornare solo con i timbri di un’agenzia di traduzione, e io non ce li ho,” ha detto. “Non voglio che si arrabbi con me. Magari poi mi cacciano.”
Non sono stato in grado di convincerlo del fatto che un impiegato incazzato non avesse il potere di fargli lasciare il paese, ma lui ha insistito e non è voluto tornare senza i timbri. Ho chiamato la donna un’altra volta e mi ha detto che sarebbe stato “più facile se i documenti fossero stati certificati all’ambasciata olandese in Cina.” Le ho risposto che Zhuqiang non aveva avuto tempo per farlo, mentre scappava dalle guardie appostate sotto casa di sua madre e lasciava di nascosto il paese.
Aggiornamento: dopo che questo articolo è stato pubblicato dalla redazione olandese di VICE, una persona si è offerta di aiutare Zhuqiang a tradurre i documenti e a certificarli senza chiedere niente in cambio. 
Un assurdo massacro
dal sito Storico

Una drammatica testimonianza sulla persecuzione del Falun Gong in Cina
Cronaca di un assurdo massacro



La Storia, checché ne dica qualcuno, non è fatta di cifre, ma di uomini, di singoli individui. Eppure, a volte le cifre lasciano sgomenti. Quelle che ho sott’occhio riguardano le vittime di alcuni regimi comunisti succedutisi nel secolo appena concluso (i dati sono stati raccolti dal professor Ennio Apeciti per il corsoStoria della Chiesa 1, Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano, Anno Accademico 2009-2010, pagina 105): in Russia, a causa delle «purghe staliniane», Solgenitsin ha parlato di circa 60 milioni di vittime; in Cambogia, tra il 1975 ed il 1979 i Khmer rossi eliminarono quasi 3 milioni di Cambogiani, su una popolazione di circa 7 milioni di abitanti. Ma questo è ben poca cosa rispetto al genocidio attuato nella Cina comunista, genocidio sul quale possediamo solo dati approssimativi: nella prima fase della rivoluzione comunista in Cina (1949-1958) ci dovrebbero essere stati 50 milioni di morti e 30 milioni di contadini deportati in campi di concentramento (20 milioni circa vi morirono); nella seconda fase (1958-1960, quella del Balzo in avanti) ci furono 50 milioni di morti di fame a seguito dell’espropriazione della terra ai contadini. Nella terza fase (1966, Rivoluzione culturale-1976, morte di Mao) la cifra è assolutamente discordante: dai 10 ai 70 milioni di morti. Quest’ultima è la più vicina alla realtà, perché computa pazzi, lebbrosi, sciancati gravi, ciechi, drogati all’ultimo stadio, eccetera che sparirono improvvisamente dalla Cina dal 1971. Tuttora però, nella Cina del XXI secolo, vi sono persone (milioni di persone) che vengono torturate e non di rado uccise. Qui di seguito parleremo di uno sterminio inconcepibile ed assurdo nella sua inutilità, quello dei praticanti del Falun Gong.
    La Falun Dafa (Pratica della Ruota della Legge), o anche Falun Gong (Il Qigong della Ruota della Legge), è un movimento filosofico cinese fondato da Li Hongzhi nel 1992, una pratica che si propone di purificare corpo e mente attraverso cinque esercizi, di cui quattro con movimenti lenti ed armoniosi ed un quinto di meditazione. I praticanti cercano di migliorarsi, mettendo in pratica nella vita quotidiana i principi di Zhen (verità, autenticità), Shan (compassione, benevolenza, senso dell’umanità) e Ren (tolleranza, pazienza, sopportazione). Si richiede ai praticanti di comportarsi onestamente, di non rispondere quando si è offesi, di dedicare la massima attenzione al miglioramento della natura del cuore e della mente.
    Le pratiche di Qigong erano state inizialmente proibite e represse, essendo considerate feudali e superstiziose durante la Rivoluzione Culturale. È in un contesto di allentamento delle regole economiche, subito dopo le prime riforme liberali e con le prime apparizioni del fenomeno della disoccupazione, che il Qigong comparve nuovamente in Cina. Le autorità cinesi lo trovarono un buon metodo per proporre la cultura cinese e parteciparono alla sua promozione.
    Nel 1992 Li Hongzhi presentò al grande pubblico la Falun Dafa. Per sette anni le autorità cinesi rimasero indifferenti riguardo al movimento e nel 1995 Li Hongzhi cominciò a diffondere il movimento all’estero. Allora le autorità iniziarono a preoccuparsi dell’ampiezza del fenomeno, dato che il numero dei praticanti crebbe fino a divenire quasi il doppio di quello degli iscritti al Partito Comunista Cinese e continuava ad incrementarsi velocemente.
    Dal 1996, iniziarono le molestie nei confronti dei praticanti ed il Governo fece vietare i libri del Falun Gong che inizialmente erano stati pubblicati da enti governativi; contemporaneamente apparvero sui media i primi articoli critici contro il Falun Gong.
    Il 25 aprile 1999, in seguito ad arresti di praticanti del Falun Gong avvenuti a Tianjin, circa 10.000 membri del Falun Gong organizzarono una manifestazione davanti alla sede del Governo cinese. Una delegazione venne ricevuta da Zhu Rongji, primo ministro del Consiglio di Stato della Repubblica, che diede ampie garanzie ai delegati. La manifestazione si sciolse e tutti tornarono alle proprie abitazioni.
    Il 20 luglio 1999 il Presidente Jiang Zemin affermò che il movimento rappresentava una minaccia alla stabilità sociale e politica della Cina, lanciò una campagna di repressione su grande scala e istituì l’Ufficio 610, la cui organizzazione e lo status extra-costituzionale erano simili al Comitato Centrale della Rivoluzione Culturale, oppure alla Gestapo nazista, e il cui compito principale era quello di sradicare il Falun Gong. Il Partito Comunista Cinese affermò che la pratica aveva spostato il suo obiettivo dalla coltivazione spirituale al movimento politico, basando questa affermazione sull’esistenza di numerosi siti web di sostegno al Falun Gong: ma gli insegnamenti del Falun Gong proibiscono qualunque attività politica e i praticanti hanno sempre affermato di non essere interessati al potere.
    Nell’ottobre 1999 una legge legalizzò la repressione e rese illegali tutte le organizzazioni definite eretiche.
    Il 23 gennaio 2001 cinque pseudo-praticanti del Falun Gong si auto-immolarono con il fuoco nella piazza Tienanmen. Tra queste una bambina di 12 anni, Liu Siyang, che morì due mesi dopo per le ferite riportate. Fece in tempo a denunciare le manipolazioni che Li Hongzhi avrebbe fatto nei confronti della madre, che morì lo stesso giorno del rogo. Il movimento del Falun Gong sostiene che è stata una messa in scena da parte del regime cinese e ci sono numerose prove a sostegno di questo.
    Non è possibile determinare con precisione quante siano state le vittime della repressione del Falun Gong, vista l’impossibilità di fare investigazioni accurate nei campi di detenzione. Inoltre, le fonti sulla persecuzione del Falun Gong provengono per la massima parte dal Falun Gong stesso, cosicché è ancor più difficile disporre di notizie obiettive sul fenomeno. Le morti di migliaia di persone aderenti al Falun Gong nelle carceri sono dovute secondo i sostenitori del Falun Gong alle torture perpetrate dalle guardie carcerarie (si parla di scariche elettriche, aborti procurati, alimentazione forzata e centinaia di altre sevizie, come in un immenso museo dell’orrore). Le autorità cinesi sostengono che queste morti sono frutto dei suicidi o del rifiuto di cure mediche e di cibo da parte dei praticanti.
    La persecuzione del Falun Gong è denunciata (tra gli altri) da Amnesty International, Human Rights Watch, Freedom House, la Commissione Diritti Umani dell’ONU, Reporters sans frontières, Nessuno tocchi Caino, l’MRAP e anche dalla Fondazione Laogai, dai Governi degli Stati Uniti, del Canada, della stessa Unione Europea.
    La resistenza dei praticanti del Falun Gong è pacifica, e impiega mezzi di comunicazione moderni con lo scopo di affermare lo slogan: «Falun Dafa è Bene». I praticanti del Falun Gong sono identificabili dai colori del loro abbigliamento: le T-shirt gialle, le giacche a vento azzurre, le sciarpe azzurre o gialle.
    Il Partito Comunista Cinese accusa il movimento di avere un culto di venerazione per Li Hongzhi, e rimprovera delle credenze superstiziose. In effetti, Li Hongzhi sostiene che i praticanti del Falun Gong hanno la facoltà di levitare, afferma la presenza di esseri venuti da altri pianeti, che sarebbero responsabili di certe invenzioni come i computer e gli aerei. Per quanto queste idee possano essere quantomeno bizzarre, questo basterebbe a giustificare uno sterminio di massa? Chiunque, in Occidente, rimarrebbe inorridito! Per il resto, Li Hongzhi sostiene che l’omosessualità, la pornografia, l’uso di sostanze stupefacenti e il crimine sono di ostacolo all’acquisizione della virtù morale.
    L’accusa più grave al Falun Gong riguarda il disinteresse verso i medicinali: gli scritti del movimento indicano che la pratica del Falun Gong ha un effetto terapeutico sufficiente e che se qualcuno pratica veramente il Falun Gong non avrà più bisogno di medicinali. Il Governo cinese stima che il Falun Gong sia responsabile della morte di almeno 1.600 persone, convinte a non prendere medicine e a praticare il suicidio in carcere; ma nessuna denuncia formale è stata mossa al Falun Gong su questo punto.
    Presentiamo qui di seguito la testimonianza di Dong Jingzhe, una designer di pubblicità di 30 anni che a causa della sua appartenenza al Falun Gong è stata arrestata al suo posto di lavoro dalla polizia di Jixian, nella città di Shenyang, e condannata a due anni di lavori forzati da scontare al Campo di lavoro di Longshan, dov’è arrivata il 4 luglio 2001. Le autorità l’hanno rilasciata il 30 dicembre dello stesso anno, quando si trovava in punto di morte nell’Ospedale della Prigione di Dabei, dopo sofferenze inaudite. Il racconto di Dong Jingzhe sulla sua terribile esperienza al Campo di lavoro di Longshan è stato pubblicato sul sito internet del Falun Gong it.clearharmony.net:
    «Dopo aver sopportato il lavaggio del cervello, la privazione del sonno e l’essere forzata a rimanere accovacciata per lunghi periodi di tempo, per costringermi a rinunciare al Falun Gong, il direttore del campo e il dirigente del primo Gruppo, hanno cominciato a fare pressione sui “collaboratori”» (i «collaboratori» sono ex praticanti di Falun Gong, «rieducati» attraverso il lavaggio del cervello e la tortura). «Dovevano intensificare i loro sforzi per forzare i praticanti risoluti a rinunciare al Falun Gong. Li Fengshi ordinò loro di affrettare la trasformazione su di me. Dopo di che, quaranta o cinquanta “collaboratori”, hanno iniziato a maltrattarmi a gruppi, ogni turno durava circa un’ora.
    Una ventina di loro mi giravano intorno e mi attaccavano, urlando e minacciando. In quel caos, mi ordinarono di accovacciarmi, poi si sedettero tutt’intorno a me. Mi rifiutai di eseguire l’ordine, ma mi spinsero violentemente, obbligandomi ad assumere la posizione rannicchiata.
    Nella notte del 6 luglio 2001, più di una dozzina di loro mi forzarono ad accovacciarmi.
    I miei persecutori, da ambo i lati, premettero le mie spalle verso il basso, una persona dietro di me tirava la mia testa verso l’alto; quella davanti a me ha afferrato il collo; due di loro tenevano le mie gambe allargate nei due lati e qualcun altro teneva immobilizzati i miei piedi; da dietro, mi tiravano verso l’alto le braccia. In quel momento credevo che le giunture delle braccia, i polsi e le caviglie fossero rotti.

Dong Jingzhe, dopo il rilascio, mostra le torture a cui fu sottoposta - http://it.clearharmony.net/a_images/2004/09/2004-09-21-2004-8-22-kuxing_1.jpg, 2013
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    Più tardi, le braccia e le gambe diventarono completamente intorpidite. Il mio collo era saldamente serrato, ero imbavagliata e vomitavo in continuazione, ma i miei carcerieri non si sono fermati. Soffrivo terribilmente, con grandi sforzi cercavo di parlare.
    Faceva molto caldo e il sudore colava copioso; quella cella era piena di persone e la porta ermeticamente chiusa. Con le gambe tirate verso l’esterno e i piedi girati verso l’interno, la torsione dei piedi raggiunse l’estremo, provocando, più tardi, la rottura di una stringa.
    Il 10 luglio 2001, mi sentivo stordita, perché privata del sonno da parecchi giorni. L’assistente del dirigente del terzo Gruppo entrò nella Cella Orientale Numero 3. Mi indicò e si mise a urlare con i “collaboratori”, “Guardate là! Non funziona così! Voi dovete farcela, svelti!”. Immediatamente, i miei aguzzini chiusero la porta e mi forzarono nuovamente nella posizione accovacciata. Le braccia tirate in alto dietro di me, le gambe allargate verso l’esterno e i piedi torti all’interno, poi mi imbavagliarono con un asciugamano, per impedirmi di urlare. I miei aguzzini spinsero la mia testa con forza, finché la faccia non toccò il pavimento di cemento. Molte giunture in tutto il corpo si lussarono. Infine mi coprirono con una trapunta.

Dong Jingzhe, dopo il rilascio, mostra le torture a cui fu sottoposta - http://it.clearharmony.net/a_images/2004/09/2004-09-21-2004-8-22-kuxing_3.jpg, 2013
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    Nella cella, la temperatura era molto elevata, sotto alla trapunta, in quella posizione dolorosa, mi sentivo soffocare. I vestiti si conficcavano nel corpo e i miei capelli erano bagnati, come se li avessi appena lavati. La mia testa era stordita e ho avuto una congestione. Ero quasi priva di sensi, la mia bocca ed il naso erano semibloccati e stavo soffocando. Mi minacciavano e bestemmiavano, i torturatori che mi bloccavano non mi consentirono di muovermi. Avrei preferito morire piuttosto che continuare a vivere in quella situazione, la mia volontà era quasi spezzata. Un’ora dopo, le mie gambe erano ancora insensibili e non ero in grado di camminare. La testa era tutta un dolore, mi avevano strappato molti capelli, il cuoio capelluto era lacerato e qualche giorno più tardi si sarebbero sviluppate un’infinità di croste. Una contusione all’occhio destro mi causò un gonfiore impressionante.
    In generale, la mia volontà di vivere era molto forte, ma queste torture provocarono in me il desiderio di morire. Se non avessi avuto bene impressi nella mente i principi della Falun Dafa, che vietano ogni tipo di uccisione, suicidio incluso, mi sarei suicidata.
    Alla fine di luglio del 2001, Zhao Yan, il capo del secondo Gruppo mi trasferì alla Sezione Occidentale Numero 2, perché i prigionieri della Sezione Orientale Numero 3 cominciavano ad avere chiara in mente la differenza tra il bene e il male, rifiutandosi di torturare i praticanti di Falun Gong, agli ordini dei dirigenti del campo. Un “capo-squadra” mi assicurò in un colloquio, che nella Sezione Orientale Numero 3, non avrebbero più picchiato nessun altro. Dopo questo, la sezione fu svuotata ed i prigionieri inviati nella Sezione Numero 2.
    Il 7 agosto 2001, l’assistente del comandante di sezione, Li Yuansheng, mi forzò ad accovacciarmi accanto alla porta del suo ufficio, dopo avermi privata del sonno per 24 ore. Quando gli chiarii la verità, cominciò a gridare e mi afferrò la testa. Usando un libro, mi picchiò sulla faccia più di una dozzina di volte, causandomi un immediato rigonfiamento. Appena tornati alla mia cella, egli chiese la collaborazione ai detenuti, quindi afferrò i miei capelli e iniziò a sbattere la mia testa contro il pavimento di cemento, poi picchiò nuovamente la mia faccia con un libro, più di una dozzina di volte, lasciando la mia faccia insanguinata e la mia fronte tumefatta.
    Nella prima metà del dicembre 2001, avendo sperimentato il tormento fisico e mentale per lungo tempo in quel campo, cominciai a soffrire per forti dolori al sistema nervoso, mal di denti e vomito. Il lato destro della mia faccia si era gonfiato in modo preoccupante ed ero incapace di mangiare. Il 20 dicembre 2001, la sezione medica del campo mi fece una trasfusione di sangue e mi diagnosticò un’insufficienza renale.
    Il direttore Li Fengshi, ordinò al suo assistente, che dirigeva il primo Gruppo, di portarmi all’Ospedale della Prigione di Dabei. Non avevo un capo di biancheria di ricambio, ma fortunatamente, gli internati nella mia sezione che conoscevano la verità sul Falun Gong mi diedero alcuni capi. Io non mangiavo da 15 giorni e perdevo conoscenza in continuazione. Gli esami medici indicarono che soffrivo di disturbi cardiaci, insufficienza renale, di un serio avvelenamento dell’urea, e mille altri problemi. Non volendo assumersi la responsabilità per la mia morte, le autorità del campo mi rilasciarono dall’Ospedale della Prigione il 30 dicembre 2001.
    Dopo essere tornata a casa, ho recuperato le mie forze praticando il Falun Gong. In seguito, fui costretta a lasciare la mia casa, perché la polizia del Campo di lavoro di Longshan, nella figura del suo direttore Li Fengshi, continuava a molestarmi.
    In confronto a Wang Hong e Wang Xiuyuan, torturati a morte nel campo, io ero stata molto fortunata. Gao Rongrong, quando morì, aveva la faccia devastata dalle scosse elettriche, mentre veniva torturato all’interno del campo. Io mi sentivo molto fortunata. Come persona che seguiva i principi: Verità, Compassione e Tolleranza, non avrei dovuto sentirmi fortunata per aver superato una persecuzione così severa, perché nel XXI secolo, nella Cina contemporanea, i diritti umani e le leggi dovrebbero essere protetti dalla Costituzione Cinese. Le persone buone non dovrebbero mai sopportare ciò che i praticanti di Falun Gong stanno affrontando. Ma il regime di Jiang ha manipolato le risorse della nazione intera per mantenere questi cinque anni di persecuzione del Falun Gong. Cento milioni di praticanti Falun Gong – persone gentili e cittadini esemplari – sono ancora, purtroppo, soggiogati a questa persecuzione».
(luglio 2010)

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