DIARIO DI LIBERTÀ: LE ELEZIONI ED IL RIFIUTO AL VOTO







C'è qualcosa di errato nel dichiararsi essere umano? E' sbagliato dichiararsi persona umana e difendere i propri diritti? Se si va in  Wikipedia, sappiamo tutti che non è più la vecchia enciclopedia libera della rete, si legge benissimo la distinzione tra le varie figure delle persone, in un post ho infatti messo il link di riferimento mentre parlavo di persona umana e personalità umana e loro differenze.

Vogliono a tutti i costi tenere nascoste certe notizie e mediante la diffamazione, per ora e in seguito si vedrà, ho anche visto alcuni siti dove discreditano chi sta cercando di alzare lo sguardo e dichiarare di essere non un burattino, un uomo con una macchina al posto del cuore, bensì un essere vivente che ama la vita, che desidera pace ed armonia e che riconosce il valore di ogni respiro. 
Molti di coloro che stanno operando nell'azione di denuncia e di presa di coscienza, Popolo Unico, Norimberga italiana, il gruppo degli Eternauti, Anonymous, sanno benissimo che, grazie a dei provvedimenti presi in comune accordo tra svariati stati, i social network, FaceBook ad esempio e la la rete in generale è sotto controllo e nel momento stesso in cui inizieremo veramente a dare troppo fastidio allora passeranno anche a maniere poco gentili. Un chiaro esempio sono i fratelli Marcianò che mediante il loro sito Tankerenemy hanno divulgato e sensibilizzato molti individui sulla questione delle scie chimiche.

Da una parte questo è un momento molto vivo ed eccitante e dall'altra è anche sempre più pericoloso perché più il sistema comprenderà che anche le maglie intorno alla sua gola si stanno stringendo sempre più, maggiormente, userà provvedimenti brutali ricorrendo anche alla forza bruta, cieca ed abbietta.

E' inevitabile, ma se non ci piegheremo e non ci faremo prendere dalla paura, allora forse, riusciremo a portare nuova luce e linfa vitale nelle nostre vite.


Come ha ben fatto notare in un suo post il caro amico +Carmine Rizzello, la matrix stessa ci diceva avvalendosi della cinematografia, che tutti noi eravamo dentro un programma e che le nostre vite erano stabilite da altri riporto qui un pezzetto del suo post dal titolo Matrix parla di risveglio?:



Mio credi nel destino?
No, perché non mi piace l’idea di non gestire la mia vita.
È tutta la vita che hai la sensazione che qualcosa non quadra nel mondo, non sai bene di che cosa si tratta ma l’ avverti.
È un chiodo fisso nel cervello, da diventarci matto, è questa la sensazione che ti ha portato da me.
Ti interessa sapere di che cosa si tratta ?
Matrix è ovunque, è intorno a noi ,anche adesso nella stanza in cui siamo, e quello che vedi quando ti affacci dalla finestra o quando accendi il televisore, l’ avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse e il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi  per nasconderti la VERITÀ.
Qual’è la verità?
Che tu sei uno schiavo, come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una pigione che non ha sbarre che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua  mente.”
Secondo voi chi è Matrix?
Matrix è in mezzo a noi.
Quindi se vogliamo ben vedere e ragionare a freddo senza mettere sentimenti di alcun tipo,  ragazzi è così! Nasciamo schiavi grazie alle tre bolle papali che sarebbero i primi tre trust e poi hanno continuato a non dirci la verità facendoci condurre un'esistenza da schiavi. Non avevamo catene materiali, come potevano essere i negri portati nel nuovo mondo, ma comunque ce le hanno messe. Non vedendole abbiamo sempre pensato di essere uomini liberi, di essere padroni della nostra vita delle nostre decisioni senza capire che ci avevano reso schiavi nella ragione, nell'intelletto, nel cuore, e nei sentimenti e così abbiamo ubbidito con il sorriso e la felicità accettando tanti soprusi convinti che fosse giusto e necessario per noi stessi e la collettività.  Ancora oggi la maggioranza è convinta che le tasse siano giuste, che un governo e le sue regole siano fondamentali e non comprende che se fossimo sempre stati in onore dentro di noi avremmo avuto il senso di giustizia e quindi sarebbe servito poco un corpo governativo che nella realtà odierna, mi sembra, non stia agendo in giustizia.

Oggi lo Stato attraverso la scuola, inizialmente, e i mezzi d'informazione  educa al fatto che abbiamo dei doveri da assolvere per raggiungere il bene comune e poco  o nulla menziona i diritti. 
Pensate che è dal 2007 che ci sono italiani che alle votazioni rifiutano il voto. C'è mai stato  nessun giornale, nessuna emittente televisiva che ne abbia parlato? Avete conosciuto un parrocco o un rappresentante religioso, di qualsiasi fede, che abbia denunciato tutto questo imbroglio? Non parliamo poi di politici! (effettivamente per essere onesti nel sito del movimento Cinquestelle nel forum parlano del diritto di rifiutare di dare un voto). 

No, nessuno perché? Semplice, sono tutti d'accordo.
Tra tante dimostrazioni di questo stato di omertà ci sono le votazioni  ed è per questo che ho voluto seguire l'azione di Popolo Unico e Norimberga Italiana.
Cronaca del mio rifiuto al voto
Prima di recarci al seggio insieme al mio maritino ci siamo stampati le leggi a cui rifarci in caso di problemi le abbiamo rilette, abbiamo assaporato un sano caffè e con cartella elettorale, foglio di rappresentanza legale, carta d'identità e dichiarazione della motivazione del rifiuto al voto ci siamo recati nel plesso destinato.
Inaspettatamente abbiamo trovato anche della coda e così abbiamo atteso che la maggioranza votasse per non creare problemi. Nel frattempo siamo usciti a chiacchierare e a scambiarci le nostre impressioni. Una volta visto che la stanza si era svuotata siamo entrati e abbiamo seguito pari pari le istruzioni che avevo pubblicato. Abbiamo consegnato la nostra Legale Rappresentanza (L.R.) allo scrutatore per far scrivere la partecipazione.
Primo intoppo inizialmente non volevano accettarla, non sapevano nemmeno cosa avevamo consegnato. A questo punto una ragazza scrutatrice è intervenuta dicendo che se si prendevano la briga a leggere tutto il documento, con timbro del Comune era valido. Il presidente del seggio allora è intervenuto e dopo aver esaminato a fondo entrambe le legali rappresentanze le ha accettate, noi non volevamo usare la carta d'identità se no era come stare nel sistema. 
Una volta segnati sul registro abbiamo tirato fuori la nostra dichiarazione al voto e consegnandola al presidente del seggio abbiamo dichiarato il nostro rifiuto al voto.
Dopo un attimo di smarrimento ci ha detto che andava tutto bene ma che ci avrebbe segnato come non votanti. A quel punto abbiamo affermato che noi non eravamo non votanti perché assenti, non eravamo andati a farci gli affari nostri, eravamo lì da ben un'ora per espletare un compito onorevole ma che poiché nessuno di coloro che si presentava nelle liste politiche, a nostro avviso, era da noi riconosciuto come rappresentante dei nostri bisogni rifiutavamo di votare, inoltre, non riconoscevamo lo Stato vigente oggi in Italia, un Governo autarchico auto-elettosi. Reclamavamo la sovranità popolare e come persone umane e legali rappresentanti di noi stessi abbiamo anche chiesto di mettere agli atti il nostro rifiuto al voto allegando la nostra dichiarazione.
A questo punto il presidente non sapeva più che fare e così ci ha chiesto una mezz'ora per approfondire e dare una risposta. Cortesemente siamo usciti in giardino della scuola e pazientemente abbiamo atteso. 
Quando finalmente ci ha convocati la situazione era ancora in stallo lui non voleva presentare ed allegare nulla. A quel punto, stufi anche del tempo perso, abbiamo usato la nostra autorità di L.R. abbiamo minacciato di chiamare i carabinieri ricordando che per legge, qui abbiamo sfoderato la legge stampata precedentemente, lui aveva l'obbligo di accettare ed allegare le nostre dichiarazioni, pena multa sino a 4 milioni di euro e carcere.
Con la minaccia e lo sciorinamento della legge costituzionale finalmente ha preso il registro e ha messo a verbale ogni cosa firmandola e timbrandola, tutto dinnanzi a noi.
Dopo ci siamo soffermati a scambiare quattro chiacchiere di cortesia e felici e contenti di aver esercitato un diritto costituzionale che nessuno insegna e ricorda siamo tornati a casa dal nostro rifiuto al voto.
Può sembrare assurdo tutto questo ma con questa azione abbiamo avuto la conferma che la L.R. è riconosciuta ed accettata e, soprattutto, vera e valida. Inoltre per la prima volta non abbiamo fatto i pecoroni abbiamo agito in libero arbitrio e questo è stato bellissimo.

Ci sono momenti nella vita che aprendo gli occhi ci si accorge quanta lordura ci sta intorno e ci sentiamo quasi soffocare. Allora è questo il momento in cui siamo giunti ad un bivio e dobbiamo scegliere continuiamo a fare finta di nulla o passiamo all'azione e succeda quel che deve accadere? 
Come scrisse e disse Orianna Fallaci:


Vi sono momenti nella vita,
in cui tacere diventa una colpa
parlare diventa un obbligo,
un dovere civile, una sfida morale, 
un imperativo categorico
al quale non ci si può sottrarre





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