SCIE CHIMICHE E MODIFICA DELL'UMANITÀ (VIAGGIO TRA ALIENI, EPIGENETICA E ALTRI APPROFONDIMENTI)

Tempo fa quando pubblicai alcuni post sulle scie chimiche qualcuno mi domandò il perché di tutto questo.
Perché avvelenare l'aria, l'acqua e le forme di vita presenti su questo pianeta?

In effetti se ci pensiamo un attimo dov'è il senso di tutto ciò?

Se analizziamo il fatto che l'élite sta lavorando per il suo potere ci sta, però se queste persone sono esseri umani come noi anche loro finirebbero poi a vivere in un mondo totalmente contaminato!

Hanno i depuratori per l'acqua, l'aria e possono accedere a cibi genuini mentre il resto dell'umanità dovrà soccombere? Potrebbe anche essere così , ma, allora, poi cosa se ne faranno di un pianeta morto, senza altra forma di vita che non sia la loro?

In quanti saranno, perché questo pianeta non è poi così piccolino!

Cosa se ne faranno di tutti i soldi che hanno accumulato per generazioni a che serviranno se resteranno solo loro? Potranno anche essere tanti ma ognuno di loro poi non si abbasserà al volere dell'altro e allora come risolveranno questo problema si stermineranno tra di loro? Ne rimarrà uno solo e per fare cosa?

Mi sono posa questo quesito molte volte e mi sembra che sia abbastanza irreale e stupido e vedendo come hanno delineato bene ogni mossa non sembrano essere poi così stupidi.

Perciò mi è balenata per la mente un'altra possibilità e se questa cerchia comprendesse una forma di vita diversa dalla nostra che non subisce contraccolpi da questa ingegneria malefica per l'essere umano?
Se tutto ciò è per preparare il pianeta ad ospitare una diversa forma vivente immune agli effetti della geoingegneria e tutto il resto?

Oggi in rete ho trovato questo libro di Max Merlino dove viene proposto un viaggio attraverso ricerche d'avanguardia e antiche conoscenze per comprendere una relazione tra vita aliena, genetica, controllo mentale e coscienza. Secondo questo autore è in atto un progetto per ibridare l'umanità e rendere il pianeta ospitale ad una diversa forma di vita e il Silicio sarebbe fondamentale.
C'è dunque una relazione tra scie chimiche e questa possibilità?

Nel sito di Rosario Marcianò esistono questi post:

Mutanti

Indagare significa collocare nel punto giusto i pochi ed incongrui frammenti del mosaico, unire fili invisibili.

Quale nesso intercorre tra le scie chimiche, gli organismi geneticamente modificati e le radiazioni nucleari? Riflettiamo: il mostruoso progetto di costruire centrali atomiche in Italia e la propaganda a favore di cereali ed ortaggi transgenici sono i temi su cui si imperniano più spesso i dibattiti televisivi, i sondaggi, le iniziative delle classi dirigenti.

Quali sono i veri scopi di questa ossessiva, capillare, convincente (ahinoi) campagna a sostegno dell'energia nucleare e delle sementi biotecnologiche? Senza dubbio, come sempre avviene, gli interessi economici sono basilari: società che investono nel settore energetico, multinazionali agroalimentari con tutto l'indotto di appaltatori, subappaltatori, "politici", banchieri, "professionisti", "scienziati" collusi col sistema... sono simili ad avvoltoi pronti a piombare sulle carogne per divorarne le carni e frantumarne gli ossi da cui suggere il midollo. Eppure il profitto non spiega del tutto questo accanimento, questa furente, precipitosa corsa al nucleare ed agli o.g.m. D'altronde i globalizzatori certamente avidissimi, controllano già il 98 per cento dell'economia mondiale e se, proprio bramano altro denaro, se lo possono tranquillamente stampare attraverso le loro banche, in realtà società di usurai.

Lo scopo ultimo quindi deve essere un altro: gli alimenti frutto della biotecnologia, oltre ad essere dannosi per la salute, aggrediscono il D.N.A. degli esseri viventi, favorendo una mutazione genetica, lenta, ma irreversibile. Anche le radiazioni ionizzanti, perniciose per gli ecosistemi e per l'uomo, sono mutagene. Che cosa c'entrano le scie velenose in questo disegno? Le chemtrails, contenenti anche virus e viron nonchénanostrutture, potrebbero alterare il corredo cromosomico delle persone sì da trasformarle in esseri bionici, dopo che il loro sistema immunitario è stato indebolito. A tale indebolimento concorrono, come è ovvio, anche le onde elettromagnetiche. Il fine vero è dunque la creazione di una razza formata da mutanti deboli, malaticci, docili (Aldous Huxley docet): questi mutanti potranno essere usati per espianti di organi, per nefandi esperimenti, per ibridazioni con altri esseri. Alcuni mutanti, trasformati in androidi in cui la componente tecnologica sarà preponderante rispetto a quella biologica, saranno, invece, soldati micidiali e feroci, agenti spietati, candidati manciuriani: collegati ad un megacomputer centrale, saranno protesi bioelettroniche del tutto prive di una volontà propria.

Questo è il progetto delle criminali élites: la trasformazione dell'homo sapiens in homo subhumanus. Le scie fungono, come spesso avviene, anche da catalizzatrici: esse causano cambiamenti climatici che rendono necessari, secondo gli "esperti" ed i "politici" compiacenti, l'introduzione di semi transgenici. Con queste sementi si ottengono ortaggi, frutta e cereali che, usati per l'alimentazione umana ed animale, alterano gli equilibri biocellulari, provocando una tabe dell'organismo.

Non si può escludere che la Cabal intenda mutare la specie umana per evitare che un'evoluzione genetica sfoci in una capacità percettiva ed intellettiva superiore. Per chi vuole rimanere nascosto dietro sembianze più o meno normali ed umane, dietro una facciata di rispettabilità, sarebbe la fine. I dominatori sanno che "non esiste nulla di occulto che non sarà rivelato": per questo motivo coloro si giocano il tutto e per tutto, disperati, frenetici, pazzi di paura. E' una corsa contro il tempo e non è detto che la spunteranno.

Quindi poiché nelle scie chimiche è presente  il silicio e suoi composti vediamo se esiste una relazione con esso nel post, sempre dal sito Tanker Enemy:

La questione silicio (prima parte)

Il silicio è elemento chimico (Si) con reticolo cristallino. Nella crosta terrestre non si trova mai libero, ma sempre sotto forma di composti ossigenati (silice ed una grande varietà di silicati). La sua preparazione si basa su una drastica riduzione. Il silicio viene impiegato in numerose leghe e, per la sua proprietà di semiconduttore, soprattutto nell'industria elettronica per la fabbricazione dei microcircuiti e dei transistors. Per questo uso vengono aggiunte tracce di elementi trivalenti come boro, gallio, indio, e pentavalenti come fosforo, antimonio ed arsenico, ottenendo una conducibilità per cariche rispettivamente positive e negative.

Il silice o biossido di silicio (SiO2) è un composto ossigenato del silicio allo stato cristallino e si trova in natura come quarzo, ametista, opale, calcedonio, agata, diaspro, corniola, sabbia e farina fossile. La silice, preparata in laboratorio per combustione del silicio o arroventando l’acido silicilico, si presenta in polvere bianca amorfa. Arroventando l’acido silicilico, si ottiene il silicagel o gel di silicio, usato come assorbente, chiarificante e decolorante nei processi industriali.

Orbene, sappiamo che il silicio ed i suoi composti ossigenati si trovano spesso nelle scie chimiche. Sono stati reperiti nei filamenti di polimericontenenti anche carbonio, alluminio, ferro, calcio, sodio, cloro, rame, litio e magnesio. Nel materiale di ricaduta delle chemtrails sono stati ritrovati anche arsenico e fosforo, mentre per quanto ci consta, non sono stati rintracciati né il boro né il gallio né l'indio. Il boro è elemento che contraddistingue la cosiddetta bambagia silicea (o capelli d'angelo), recuperata in seguito ad alcuni avvistamenti di U.F.O. in Italia ed all'estero. L'analisi del Professor Canneri, che esaminò alcuni campioni della bambagia raccolta a Prato, indicò un composto chimico instabile a base di boro, silicio, calcio e magnesio che, se avesse rivelato anche una molecola di ossigeno, si sarebbe potuto definire "un vetro boro-silicico".

Ora, il silicio, come nota Stefano Panizza, nell'articolo U.F.O? roba da criptozoologi, potrebbe, come il carbonio, essere alla base di forme di vita. Non mancano testimonianze anche se controverse di esseri la cui biologia dipenderebbe dal silicio. Panizza congettura che certe manifestazioni ufologiche siano riconducibili a "strane creature: esse potrebbero essere dei particolari “siliconi colloidali”, detto in parole povere dei composti di silicio (non per nulla si parla anche di “bambagia silicea”) ed ossigeno capaci di resistere sia a temperature estreme (-90°C + 500°C) sia alla radiazione solare, mostrandosi come forme luminose in costante movimento, se colpite da fasci luminosi.

Apparirebbero tenui e a volte evanescenti, come è logico aspettarsi per esseri viventi a proprio agio in un ambiente rarefatto ed a bassa gravità.

Si nutrirebbero di pura energia (ricordiamo, tra l’altro, che il silicio è un accumulatore ideale di quest’ultima, vedi, ad esempio, le batterie al silicio), caratterizzandosi di una precisa luminosità e abitando di regola negli stati alti dell’atmosfera dove abbondano i raggi cosmici ed altre forme di radiazione".

"Se la cosa può apparire strampalata, proviamo a seguire questo ragionamento. In pratica, se gli animali si nutrono di materia, i vegetali di materia ed energia (usano la luce del sole per la fotosintesi clorofilliana) perché non dovrebbero esistere esseri che si cibano di sola energia? Una forma vivente intelligente, dunque, (seppur non a livelli eccelsi), non ancorata ad un corpo organico, ma fatta di sola energia. Decine sono i filmati realizzati durante le missioni spaziali in orbita attorno al nostro globo dove si possono notare oggetti luminosi, quasi puntiformi, che sembrano vagare senza una meta apparente, ma capaci di mutare improvvisamente la propria traiettoria. Periodicamente, poi, scenderebbero a quote basse per rifornirsi di “cibo”, mostrandosi visibili in luoghi dove abbonda la produzione di energia: centrali termoelettriche, installazioni militari, città etc.

Ricordiamo, a titolo di esempio, gli U.F.O. apparsi nel 1947 presso le installazioni atomiche di Hanford e di Oak Ridge, nel Tennessee, dove aveva sede l’Atomic Energy Commission, oppure ad Alamogordo, località sopra la quale era esplosa la prima bomba nucleare.

In ogni caso, e non per nulla, le testimonianze di strani oggetti luminosi in cielo sono aumentate a partire dalla seconda metà del XX secolo, quando la tecnologia, con l’annesso surplus energetico, ha fatto passi da gigante.

Un altro fatto, però, è altamente sospetto. Secondo il climatologo tedesco Sami Solanki, il Sole è ora più attivo che in qualunque altro momento degli ultimi 11.000 anni, fenomeno iniziato negli anni Quaranta, con la presenza in misura maggiore all’ordinario di macchie, brillamenti ed eruzioni solari. Sarà un caso, ma proprio in quegli anni gli U.F.O. sono entrati da protagonisti nello scenario dei nostri cieli.

Negli ultimi anni, parallelamente ad un eccezionale incremento dell’attività della nostra stella (il 20 gennaio 2005 la “macchia” n. 720 scatenò un flare di tale potenza e velocità che riversò su una parte del nostro pianeta, dopo solo 30 minuti rispetto alle 24 ore ordinarie, una tale quantità di protoni da uccidere eventuali astronauti in orbita), si è assistito ad un moltiplicarsi di avvistamenti di misteriosi e luminosi oggetti aerei. Questo può significare che le “alte sfere” della nostra atmosfera stanno diventando nocive per qualunque forma vitale, anche le più resistenti, senza considerare l’indebolimento del campo magnetico e l’impoverimento dello strato dell’ozono. Di conseguenza, queste strane creature cercherebbero rifugio in una fascia più protetta dell’atmosfera (quella più bassa).

Che ci sia un legame con l’attività solare è dimostrato anche dagli studi di Hessdalen... una valle norvegese dove, da decenni, analisi visuali e strumentali hanno documentato la presenza di “apparenze” luminose non identificate. Esse si presentano in forma ovale, triangolare, ma più spesso non definita e si muovono velocissime, pulsano e cambiano colore, spesso dal bianco al rosso e viceversa. La loro massima espressione sembra proprio trovare una sua corrispondenza con i picchi dell’attività solare, in particolar modo, quella giornaliera. Il sospetto, infine, è che queste strane creature possano nutrirsi non solo di energia ambientale e meccanica ma anche di quella umana".
Giuseppe Nardoianni, nella recensione del film "E venne il giorno", nota che nella pellicola si allude ad esperimenti segreti della C.I.A. Nel film le piante, in seguito ad esperimenti militari, diffondono nell'aria una neurotossina, provocando smarrimento e perdita della capacità di orientarsi. La vegetazione invia segnali elettrochimici al cervello che annullano l'istinto di autoconservazione, spingendo una parte dell'umanità al suicidio. Nardoianni pensa ad un nesso tra scie chimiche, Morgellons, nanostrutture e controllo globale il cui "archetipo" potrebbe essere identificato nelle Diatomee, alghe dalla struttura silicea. Le Diatomee sono una classe di alghe Crisofite unicellulari, appiattite, microscopiche che vivono isolate o in colonie nelle acque di tutto il globo. Prive di flagelli, sono provviste di cromatofori (contenenti clorofilla a, caroteni e xantofille) e di membrana cellulare impregnata di silice, formante una sorta di guscio rigido.

Il silicio è l'unico elemento in grado di generare, come il carbonio, catene complesse e può essere adoperato per creare dei sistemi neuronali e cerebrali di tipo artificiale o meglio, dei sistemi in cui il confine tra biologico ed elettronico è assai labile. In grado di immagazzinare energia (non a caso, i pannelli fotovoltaici di nuova generazione sono costruiti con celle di silicio) e di condurre l'elettricità, è sintomatico che le nanostrutture suscettibili di trasformare gli esseri umani in androidi siano a base di silicio.

Recentemente nel Regno Unito sono stati coltivati per la prima volta al mondo dei neuroni su un chip al silicio. “L’annuncio arriva da un gruppo di ricercatori dell’Università di Edimburgo (Scozia) che sono riusciti a modellare il chip permettendo ai neuroni (le cellule che costituiscono la base del sistema nervoso e del cervello) di crescere all’interno di strutture lineari. Questo ha permesso loro di creare delle vere e proprie connessioni tra le cellule nervose e lo stesso chip. Secondo i ricercatori questa integrazione potrebbe portare allo sviluppo di nuove forme di protesi e a sostituire, in futuro, nervi lesionati con chip integrati da neuroni. «Il nostro - ha spiegato Alan Murray, direttore della Edinburgh University’s School of Engineering and Electronics - è un primo piccolo passo verso la creazione di impianti chirurgici a base di chip al silicio»”. (Da un articolo pubblicato dal quotidiano La Stampa).

Come volevasi dimostrare.

Il fine vero delle chemtrails, sembra dunque la creazione di una razza formata da androidi facilmente controllabili. Questi androidi potranno essere usati per espianti di organi, per nefandi esperimenti, per ibridazioni con altri esseri. Alcuni saranno soldati micidiali e feroci, agenti spietati, candidati manciuriani: collegati ad un megacomputer centrale, saranno protesi bioelettroniche del tutto prive di una volontà propria.

Questo pare il progetto delle criminali élites: la trasformazione dell'homo sapiens in homo subhumanus.

I mutanti o uomini nuovi chi sarebbero? 

Scie chimiche e homo novus

Rilanciamo una lunga ed illuminante conferenza tenuta da Sofia Smallstorm: la relazione concerne la Biogeoingegneria ed uno dei suoi fini ultimi, quello di rendere gli uomini degli automi. Ci riferiamo al contributo intitolato “Scie chimiche ed umanità sintetica (psicotronica)”.

La ricercatrice compie una carrellata che spazia dalla moria degli alberi all’oscuramento globale, dalla biotecnologie all’insorgenza di affezioni direttamente o indirettamente collegate alle irrorazioni (in primis il Morgellons), dal controllo psicotronico alla manipolazione del D.N.A., per culminare nell’identificazione di uno fra gli scopi finali delle chemtrails, degradare homo sapiens in un essere bionico, un cross over organico-elettronico.

L’inquietante scenario additato dalla Smallstorm ricorda la società descritta da Aldous Huxley in “Brave new world”: nel noto romanzo distopico viene prospettato un mondo in cui un’élite di plutocrati domina una razza di lavoratori sterili, dalle limitate capacità intellettuali, le cui emozioni sono tenute a bada con la somministrazione di una sostanza chimica.

Sono aspetti ed acquisizioni verso cui si è realizzata una convergenza per opera di vari studiosi: già alcuni anni addietro, Bojs evidenziava la connessione tra scie tossiche, emissioni elettromagnetiche da un lato, soggiogamento della popolazione dall’altro. Anche Corrado Penna ha intuito gli obiettivi reconditi delle operazioni chimico-biologiche, agganciandole in particolar modo ai deliri del Transumanesimo. Interpretazioni molto simili sono dovute al curatore di Freeskies. Tanker enemy, in numerosi articoli, tra cui “Mutanti”, aveva tratteggiato un quadro che combacia con quello rappresentato dalla Smallstorm.

Così, dietro la cortina fumogena creata dagli scienziati transumanisti e dalle corporations dell’era tecnotronica, si intravede la sagoma caracollante dell’ebete uomo del futuro.




Lydia Mancini ha indagato alcuni degli aspetti delle scie chimiche in relazione al controllo mentale ed ha trovato una delle tessere finali del mosaico: l’aeronautica militare statunitense ha studiato come diffonderesensori nanometrici tra la popolazione per mezzo del cibo, dell’acqua e dell’aria, di modo che questi sensori penetrino nell’organismo.

Quindi potrebbe esserci la possibilità che una forma aliena stia preparando il pianeta per dare la possibilità di una nuova vita?

Andiamo se volete a leggere il libro "Uomini o Dei?"


creazione di Adamo Michelangelo

Se volete potete trovarlo a questo link  in questa comunità nella sezione "proposte di lettura"lo scaricate e per eventuali scambi di opinioni possiamo tutti ritrovarci nella comunità il Risveglio dove ho proposto questa lettura




IL RISVEGLIO UN PENSIERO PER IL MONDO
Vi attendo 


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