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AGNOSIA, RISVEGLIO SPIRITUALE ABBANDONO DEL SAMASARA E ARCONTI

Quanti di noi hanno studiato a scuola la storia del cavallo di Troia che fece costruire Ulisse per espugnare la città?
Se analizziamo bene il comportamento massonico, si può vedere che in diversi ambiti ogni azione massonica è vestita apparentemente di bontà, di bene; ha una sembianza bonaria.
Il cavallo infatti non incute timore, non è considerato feroce.
Venne considerato da James Joyce cavallo di Troia Lenin quando fu rimpatriato dai tedeschi nel 1917 e Orianna Fallaci avvertì che l'islam sarebbe stato il cavallo di Troia per l'Europa nel nuovo millenio. 

Analizzando la simbologia del cavallo di Troia, (Riccardo Sanchini, in un seminario su Il mostro e il sacro, organizzato dal Dipartimento di studi storico-religiosi Università di Roma «La Sapienza».)

La caduta di Ilio, infatti, provocò l’emigrazione di Enea con il padre Anchise e il figlio Julio, da cui venne addirittura Roma. E infatti, nel momento in cui sorgeva l’impero romano, Virgilio provvide a romanizzare» il mito del cavallo, nell’Eneide. Scriveva su commissione di Augusto, che pretendeva di discendere lui stesso da Enea. Il cavallo di Troia è un monstrum nel significato etimologico di «prodigio», perché è qualcosa di mezzo tra un veicolo trainato e un automa che si muove da sé. Il suo vero progettista è Athena, la dea dell'’intelligenza armata, di cui Ulisse è il fiduciario nel mondo degli uomini. Anzi, il cavallo è ancor più che un automa: è qualcosa di simile a un vivente, e questo accentua il suo carattere «mostruoso». Quando i guerrieri achei escono dal suo ventre, Omero designa il cavallo con il termine lochos, che in greco ha due accezioni apparentemente lontanissime tra loro, l’«agguato» e il «parto» (mediate, evidentemente, dal significato comune di «nascondiglio»). Quindi, in certo senso, il cavallo non si limita a lasciar uscire i guerrieri, ma li genera e li partorisce. Nei poemi omerici il mondo della storia, fatto dagli uomini, si fonde col mondo del mito, in cui agiscono gli dei: il mito diviene allusione o, come diceva il Vico, «favola vera». In Virgilio questa fusione tra naturale e sovrannaturale non è solo un indulgere verso un genere letterario: è un’interpretazione dell’essenza stessa di Roma, città eterna perché prodotto, al tempo stesso, di nefandezza umana (inganno, violenza, fratricidio) e di un provvedere divino, che il cristianesimo non esiterà ad assimilare alla provvidenza del Dio del Testamento (o «alleanza» che dir si voglia, tra Dio e gli uomini). Di qui la fortuna di Virgilio in tutto il medioevo, pervaso di spirito agostiniano. Nella Commedia di Dante, Virgilio è il simbolo della ragione umana, ma è assegnato a Dante come guida dalla Provvidenza in persona, verso una salvezza che trascende, senza tradirla, la ragione. E Dante concorda perfettamente con Virgilio nel giudicare provvidenziale «l’agguato del caval, che fé la porta onde uscì dei romani il gentil seme» (Inferno, XXVI, 59-60).
Maria Calderoni afferma che il cavallo di Troia della Terra è la massoneria.

La massoneria nasce nella notte dei tempi e si può dire che trova le sue radici negli Atlantidei.
Ora racconto una storia che si sta man mano chiarendo nella mia mente.

All'inizio esisteva un punto splendente in esso c'era quiete e luce che vorticavano incessantemente.
In esso si trova il tutto, gli gnostici valentiniani affermavano che "nel Principio c'erano tutte le cose e tutte in esso riposavano nell'ignoranza, nella non consapevolezza di sé."
In questo vortice di energia si creò il pensiero.
Devo dire che questo punto primario non era soggetto ad alcuna legge o se vogliamo essere più precisi seguiva una sola legge, il libero arbitrio.
Pensando iniziò la creazione.
Il primo pensiero che produsse riguardava la comprensione di sé stesso, nella tradizione si  parla di Sophia; poi segue Demiurgo, creazione di Sophia.
Da Demiurgo e Sophia parte la creazione dell'Universo e delle varie leggi che si sono man mano prodotte. Pensate che sulla Terra esistono 48 leggi cosmiche e sulla Luna 96.
Più si formano leggi e più c'è un ingabbiamento del libero arbitrio, se vogliamo guardare in forma energetica il grado di vibrazione dell'energia rallenta sempre più.
Questi due pensieri, Sophia e Demiurgo,  iniziarono a loro volta a creare pensieri che delinearono una forma pensiero che nel tempo ha preso sempre più forza.
In questa forma pensiero l'energia che viene prodotta vortica a differenti velocità fino a raggiungere quella della "materia". Seguendo la legge di Einstein si può comprendere che la massa, la materia è una forma energetica che vibra molto lentamente. Tutta l'energia che rimane ingabbiata in questo vortice lento vive una specie di realtà materiale. Ecco l'uomo.
L'essere umano è un pensiero un'energia che ha una velocità vibratoria molto bassa al punto da vivere anche la morte.
L'energia uomo gira a questa densità perché è soggetta a regole create da energie a lei superiori che la costringono a stare in una gabbia. Queste energie sono chiamate dagli gnostici "Arconti" che vogliono far rimanere ingabbiata l'energia uomo.
Nella storia letterale si può quindi parlare di entità superiori che relegano l'uomo a vivere una vita di prigionia. Gli Arconti, o Angeli decaduti, per continuare a vivere stanno mantenendo l'umanità in una forma di ignoranza.
Quando nasciamo, nella religione cristiana, si parla di peccato originale. Fatalità nel diritto si parla di un qualcosa che la legge terrena non ammette.
Le leggi terrestri non sono altro che lo specchio delle leggi cosmiche. Il peccato originale è l'Ignoranza, la stessa che la legge terrestre non ammette. Come siamo ignoranti nell'oltre siamo ignoranti sulla Terra. Sia animicamente sia materialmente il fatto di non conoscere è grave. Esiste, infatti, una massima giuridica latina:
"Ignorantia legis non excusat", ossia l'ignoranza della legge non scusa nessuno. Così come la legge terrena non scusa l'uomo che non conosce le leggi del diritto, anche nella legge cosmica l'ignoranza diventa peccato , che espiamo dinnanzi al tribunale della legge degli arconti.
Il peccato originale a cui ogni essere vivente è soggetto è l'ignorare che la materia non esista che stiamo vivendo una falsità che allontana l'energia dal suo punto iniziale. Il peccato originale è l'Agnosia, ossia l'ignoranza nostra derivata dall'ignoranza delle forme energetiche a noi superiori che ignorano a loro volta per ignoranza del Demiurgo e quindi di Sophia che non ricorda di essere stata concepita da un punto iniziale che è madre e padre al contempo. Per uscire da questa Agnosia che produce la morte bisogna tornare all'Uno, al punto iniziale. Se comprendiamo quindi che continuare a credere nell'esistenza fisica nostra e di tutte le forme che abbiamo fino ad oggi conosciuto, significa mantenere in essere l'agnosia, l'uomo non si libererà mai dalle catene delle leggi cosmiche che in realtà non esistono ma sono state create per mantenere vivo l'intero sistema dimensionale di cui oggi si parla e che ci tiene schiavi, o dei nove cieli danteschi. Se, invece, ci si rende conto e si comprende sempre più che la morte è l'ignoranza della provenienza, avviene la liberazione dai demoni, dagli arconti creatori di questo mondo e si ritorna a casa, al Pleroma.

Gli arconti sono gli atlantidei che hanno dato vita alla massoneria a questo punto vi invito a seguire il video sottostante




Gli uomini che continueranno a credere alla materia e all'esistenza di questo meccanismo sono chiamati, dagli gnostici, uomini ilici. Coloro che si rendono conto e si staccano dall'agnosia sono detti pneumatici spirituali. Costoro ritorneranno al Pleroma e la storia terminerà di esistere.


Tutto sulla Terra è regolato seguendo delle leggi e l'intero del nostro Cosmo è a sua volta regolato dalle leggi che servono per mettere ordine nel caos. Se ci fosse solo caos non ci sarebbe la creazione degli Universi, ecco perché le forme energetiche a noi superiori hanno creato questo blocco di leggi.

Continuo a dire che la nostra esistenza è simbolica. Infatti dobbiamo provare a mettere in parallelo ciò che accade qui sulla Terra seguendo la chiave esoterica. Scopriamo così che le 48 leggi cosmiche sono presenti sia nella nostra letteratura sia nella vita di tutti i giorni.

Faccio un esempio.

Dopo la legge del libero arbitrio, esiste grazie a Sophia e Demiurgo la legge del Tre . Segue, quindi, la legge del sette.
Questa legge organizza l'ordine per accedere ai livelli superiori; determina l'ordine del creato.

Perciò troviamo come prima legge quella del libero arbitrio, la legge dell'Assoluto, poi quella del tre e subito dopo quella del sette.
La legge del tre è la negazione l'affermazione e la conciliazione.
Più l'energia attraversa vibrazioni dense e più leggi intervengono per mantenere un ordine.

La legge del sette:  fornisce la sistematizzazione del corso dei movimenti di una forza nello svolgere il processo di completamento di un qualsiasi fenomeno: lo sviluppo della frequenza delle vibrazioni, ascendente o discendente, della forza passa attraverso sette gradi, fasi o “note” disposte lungo una scala armonica, con due prevedibili punti di stallo (proprio dove mancano i semitoni tra mi-fa-si-do nella scala maggiore mi, re, do, si, la, sol, fa, mi).
Questa legge si può chiamare “legge della discontinuità delle vibrazioni”.
Nell’universo tutto è vibrazione, ma in ogni scala di trasmissione di queste, ci sono sempre due punti dove le vibrazioni rallentano e richiedono uno shock esterno per continuare nella stessa direzione.
Senza shock esterno il percorso deraglia e cambia traiettoria: questo accade all’inizio (mi-fa) ed alla fine (si-do) dell’ottava. In tal modo si spiegano, per esempio, il rilassamento dello sforzo e le deviazioni dallo scopo originale in ogni impresa umana: una stessa perversa transizione porta dal Sermone della Montagna all’Inquisizione – dalla ‘libertà, fratellanza ed uguaglianza’ rivoluzionarie, a Napoleone e a Stalin ed ancora dallo sbarco degli alleati anglo-americani e francesi (marocchini) del 1944 ad Anzio, agli stupri efferati perpetrati da quest’ultimi ai danni della popolazione della Ciociaria.
Se “ciò che è in alto è come ciò che è in basso”, anche questa legge si applica sia all’esterno che all’interno di noi: sul piano cosmico l’ottava discendente del cosiddetto “Raggio di Creazione”, che dall’Assoluto porta allo sviluppo progressivo dei mondi, colma il primo intervallo do-si con il’Fiat’ divino ed il secondo, fa-mi con la funzione della vita organica sulla Terra, vero e proprio organo di percezione del pianeta; analogamente sul piano della realizzazione umana, l’ottava ascendente che conduce l’uomo dal sonno meccanico all’essere reale, colma i due intervalli con lo sforzo consapevole e la sofferenza volontaria proposti dal Lavoro.
Nello spazio compreso fra queste due ottave è racchiuso il destino dell’uomo: essere una pedina nell’ottava discendente, svolgere passivamente il proprio ruolo di trasformatore d’energia, con tutte le creature viventi ed essere riassorbito a suo tempo nel substrato indifferenziato come parte dell’ecologia cosmica; oppure entrare di forza nell’ottava ascendente, partecipare ad un compito più alto, essere attivo.
“Nell’universo tutto è materiale e per questo motivo la Grande conoscenza è più materialista del materialismo…..”.
In questo modo il cerchio si chiude, niente è casuale in questo sistema in cui ognuno può scegliere se seguire la corrente generale, manifestando un’esistenza semiconscia e generando un grado d’energie rudimentali che sono usate dal cosmo ad un solo livello; o invece, cercare di “essere”, di evolversi consapevolmente e, applicando il principio “alchemico” della separazione dello ‘spesso dal sottile’, muoversi verso la capacità di ricevere e generare energie più raffinate, svolgendo un servizio più alto per le forze della creazione.
In entrambi i casi niente è sprecato: tutto in natura è “cibo” per qualcosa; tutto è utilizzato.
Georges Ivanovič Gurdjieff.

Nel corso di studi gnostici ho incontrato la lezione dove si parla del processo a cui si viene sottoposti dopo la morte al cospetto dei 42 arconti.
Ad un certo punto mi sono chiesta come mai fossero proprio 42. Ecco la risposta a cui sono giunta:

quando l'energia uomo abbandona la fase vibratoria più densa passa a quella dove vibrano gli arconti ossia  dove vige la legge del sette. In chiave esoterica sei è l'uomo sette la legge per cui se l'uomo non si è destato dall'agnosia riceve il giudizio. Quindi 6 uomo dinnanzi alla legge del 7 se segue i 42 enunciati o leggi egizie allora avrà la possibilità a salire oltre perché il suo cuore sarà leggero come una piuma. Se pesa di più allora dovrà ripetere l'esperienza umana. Se comprende la falsità svanisce tutto il costrutto , se segue le 42 leggi di comportamento definite nell'antichità dagli egizi potrà accedere ai mondi superiori di questa finzione. Se rimarrà fermo nella dimensione terrestre e non sgue le leggi il tribunale dichiarerà il  ritorno sulla Terra.

Leggendo un libro, la legge dell'uno mi sono ritrovata dinnanzi ad un enunciato:
colui che lavora per il sé al 93% o colui che opera per gli altri al 51% procede verso il cammino superiore.  In entrambi i casi vediamo che è inserita la legge del sette. Infatti per arrivare al cento per cento manca 7 nel lavoro al Sé e 49 (un doppio di 7) nel servizio agli altri. Nella realtà di questo universo la legge del sette è importantissima.
Lo è perché segue la ricerca verso la perfezione, il miglioramento.

La massoneria del nostro tempo non è altro che un governo costituito dagli antichi maghi atlantidei che già a quel tempo erano in grado di trasportare la loro essenza da un corpo ad un altro. Loro sono al servizio degli angeli decaduti ossia della forma pensiero che non vuole assolutamente perdere energia e quindi è colpevole di agnosia umana. Infatti se in parte è colpa della pigrizia degli uomini , in parte è pur vero che proprio chi detiene il potere crea ignoranza. Ora poiché il tempo di questo Samsara sta per concludersi il sapere viene fatto circolare. In questo momento entra in gioco il nostro libero arbitrio  che porterà a cavalcare l'onda verso il sapere oppure farà rimanere fermi nella materialità e nell'ignoranza. Da ora in poi ciascuno è veramente artefice del proprio destino.








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