L'ASSE SEGRETO USA-ARABIA SAUDITA: I RETROSCENA DELLA GUERRA CONTRO LA SIRIA

Tempo fa decisi di iscrivermi al Comitato NO NATO, perché sono per la pace tra i popoli non credo che la guerra possa mai portare pace e amore. 


Nel mondo sono state combattute 
101 guerre partendo dal 1200 a.C. fino al 403 d.C.;  
78 nel Medioevo perciò dal 492 al1492; 
118 nell'Età moderna ossia dal 1494 al 1815;
82 in quella contemporanea, dal 1815 al 1918, 
26 guerre dal 1918 al 1945; dal 1945 al 1989 
35 conflitti; dal 1990 al 2000 
22 guerre; dal 2000 al 2010 
13 conflitti infine
11 dal 2010 ad oggi
per la modica cifra di  486 guerre (fonte wikipedia). 

Quanti morti ci sono stati? Senza andare troppo indietro nel tempo partendo, quindi dalla prima guerra mondiale ci sono stati 
8.400.000 nel conflitto del 1915/18; 56.732.000
56.732.000 nella seconda guerra mondiale; dal 1945 in poi
8.922.900 nelle guerre dimenticate Nord di Sumatra, guerra dell'oppio e degli smeraldi in Afhganistan, Algeria, Angola, Burunfi, Cecenia, Ciad, Colombia, Congo, Costa d'Avorio, Eritrea, Etiopia, Filippine, Georgia, Kashmir, Kurdistan, Liberia, Macedonia, Nepal, Nigeria, Paese Basco, Senegal, Sierra Leone, Sri Lanka, Sudan, Uganda
14.690.000 nei maggiori conflitti  tipo guerra civile cinese, di Corea, del Vietnam, Biafra, Cambogia, Bangladesh, Afghanistan, Monzambico, Sudan
2.000.000 tra il 1990 e il 2000
30.000 le foibe

il totale è intorno 99.144.900 milioni di morti
12.000.000 morti nei Gulag
1.000.000 fucilati senza processi e motivi nel 1938


Questa cifra riguarda solo gli ultimi 60 anni

Per approfondire la storia della macchina da guerra invito a leggere il seguente post Perdite umane

Il giro d'affari delle guerre si attesta all'incirca
USA 533.000.000 milioni di dollari
Italia 250.000.000 milioni di dollari
Brasile 164.000.000 milioni di dollari
Germania 159.000.000 milioni di dollari

AIDS che è stato dimostrato che è una malattia voluta
2.900.000 morti solo nel 2006

Non approfondiamo le vittime del Cancro e delle cure chemioterapiche che uccidono la maggioranza delle persone.  

A questo punto la guerra in Siria e gli attori che stanno bombardando a tutto spiano da che parte stanno?








L'ASSE SEGRETO USA-ARABIA SAUDITA: I RETROSCENA DELLA GUERRA CONTRO LA SIRIA

Comitato promotore della campagna #NO GUERRA #NO NATO
Italia
26 gen 2016 — Manlio Dinucci


Nome in codice «Timber Sycamore»: così si chiama l’operazione di armamento e addestramento dei «ribelli» in Siria, «autorizzata segretamente dal presidente Obama nel 2013»: lo documenta una inchiesta pubblicata domenica dal New York Times. 


Quando è stata incaricata dal presidente di effettuare questa operazione coperta, «la Cia sapeva già di avere un partner disposto a finanziarla: l’Arabia Saudita». Insieme al Qatar, «essa ha fornito, armi e diversi miliardi di dollari, mentre la Cia ha diretto l’addestramento dei ribelli». 


La fornitura di armi ai «ribelli», compresi «gruppi radicali come Al Qaeda», era iniziata nell’estate 2012 quando, attraverso una rete predisposta dalla Cia, agenti segreti sauditi avevano comprato in Croazia e nell’Europa orientale migliaia di fucili da assalto Ak-47 con milioni di proiettili e i qatariani avevano infiltrato in Siria, attraverso la Turchia, missili portatili cinesi Fn-6 acquistati sul mercato internazionale. 


Poiché la fornitura di armi avveniva a ruota libera, alla fine del 2012 il direttore della Cia David Petraeus convocava gli alleati in Giordania, imponendo un più stretto controllo dell’Agenzia sull’intera operazione. Pochi mesi dopo, nella primavera 2013, Obama autorizzava la Cia ad addestrare i «ribelli» in una base in Giordania, affiancata da una in Qatar, e a fornire loro armi tra cui missili anticarro Tow. 


Sempre con i miliardi del «maggiore contribuente», l’Arabia Saudita. Non nuova a tali operazioni. Negli anni Settanta e Ottanta, essa aiutò la Cia in una serie di operazioni coperte. 


In Africa, in particolare in Angola dove, con i finanziamenti sauditi, la Cia sosteneva i ribelli contro il governo alleato dell’Urss. 


In Afghanistan, dove «per armare i mujahiddin contro i sovietici, gli Stati uniti lanciarono una operazione del costo annuo di centinaia di milioni di dollari, che i sauditi pagarono dollaro su dollaro attraverso un conto della Cia in una banca svizzera». 


In Nicaragua, quando l’amministrazione Reagan varò il piano segreto per aiutare i contras, i sauditi finanziarono l’operazione della Cia con 32 milioni di dollari attraverso una banca delle Isole Cayman. 


Attraverso queste e altre operazioni segrete, fino all’attuale in Siria, si è cementata «la lunga relazione tra i servizi segreti degli Stati uniti e dell’Arabia Saudita». Nonostante il «riavvicinamento diplomatico» di Washington all’Iran, non gradito a Riyad, «l’alleanza persiste, tenuta a galla su un mare di denaro saudita e sul riconoscimento del mutuo interesse». 


Ciò spiega perché «gli Stati uniti sono riluttanti a criticare l’Arabia Saudita per la violazione dei diritti umani, il trattamento delle donne e il sostegno all’ala estremista dell’Islam, il wahabismo, che ispira molti gruppi terroristi», e perché «Obama non ha condannato l’Arabia Saudita per la decapitazione di Sheikh Nimr al-Nimr, il dissidente religioso sciita che aveva sfidato la famiglia reale». 


Si aggiunge il fatto, di cui il New York Times non parla, che il segretario di stato John Kerry, in visita a Riyad il 23 gennaio, ha ribadito che «nello Yemen, dove l’insurrezione Houthi minaccia l’Arabia Saudita, gli Usa sono a fianco degli amici sauditi». 


Gli amici che da quasi un anno fanno strage di civili nello Yemen, bombardando anche gli ospedali, aiutati dagli Usa che forniscono loro intelligence (ossia indicazione degli obiettivi da colpire), armi (tra cui bombe a grappolo) e sostegno logistico (tra cui il rifornimento in volo dei cacciabombardieri sauditi). 


Gli stessi amici che il premier Renzi ha ufficialmente incontrato lo scorso novembre a Riyad, garantendo loro il sostegno e le bombe dell’Italia nella «comune lotta al terrorismo».


(il manifesto, 26 gennaio 2016)
Fonte: Pandora tv
Se per caso anche tu vuoi provare a contribuire al movimento NO NATO 
Firma la petizione e parlane in giro. Oggi ciò di cui il mondo ha bisogno è solo una  l'uomo che ami  l'uomo. Sarà dall'uomo comune che potrà arrivare il cambiamento , aiutiamoci gli uni con gli altri non dimentichiamo e informiamo ed iniziamo a cambiare noi stessi.
Ricordo che le lobbies, gli uomini che gestiscono le lobbies hanno già deciso il futuro dell'umanità e se guardiamo bene come è il loro comportamento con questi pochi numeri a disposizione penso che potrebbero farcela se rimaniamo ancora i "Begli addormentati nel bosco" , dell'inferno aggiungo. 



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